"Il più grande accordo del mondo"
Dazi USA-Europa: accordo al 15%, acciaio al 50%, UE investirà centinaia di miliardi in armi ed energia
L'intesa dopo tre mesi di trattative, l'annuncio in Scozia. Gli impegni di Bruxelles con Washington. Meloni: "Scongiurato scontro frontale tra le due sponde dell'Atlantico". Opposizioni all'attacco
Economia - di Redazione Web
Raggiunto ieri in Scozia l’accordo sui dazi tra Stati Uniti e Unione Europea. Dazi al 15% sulla maggior parte dei prodotti europei negli USA, incluse le automobili, mentre Bruxelles ha garantito investimenti per centinaia di miliardi di dollari in prodotti energetici e armi americane. L’intesa mette fine a una minaccia di conflitto commerciale che avrebbe potuto avere conseguenze su tutto il mercato globale. Le trattative andavano avanti da oltre tre mesi. L’annuncio è arrivato alla fine di una giornata convulsa ma è già al centro di critiche e controversie nonostante si tratti di un accordo di massima e i dettagli ufficiali non sono stati diffusi.
L’incontro si è tenuto ieri a Turnberry, nel golf club di proprietà di Trump. Il Presidente degli USA Donald Trump e la Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen hanno discusso a porte chiuse per circa un’ora. La tensione attorno alle trattative è stata alta per tutta la giornata. Appena qualche settimana fa Trump aveva annunciato dazi al 30%. Saranno in vigore dal prossimo primo agosto. Su acciaio e alluminio non cambia niente: al 50%, per i farmaci “dobbiamo produrli negli Stati Uniti, non possiamo dipendere da altri”, restano fuori dall’accordo. L’Europa si è impegnata a investire 600 miliardi di dollari negli USA e ad acquistare 750 miliardi di dollari di energia e armi da Washington.
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“L’accordo più grande del mondo”, le parole come sempre trionfali del Presidente statunitense. “Siamo riusciti a concludere un accordo molto soddisfacente per entrambe le parti. È davvero un accordo molto importante, molto grande. È il più grande di tutti gli accordi. Sarà il più grande di tutti gli accordi”. Per von der Leyen l’accordo al 15% “era il meglio che potevamo raggiungere”. La palla ora passa agli sherpa che continueranno le trattative definendone i dettagli. Al momento si può parlare di una vittoria per il Presidente americano anche se l’Europa è riuscita a sventare dazi ancor più svantaggiosi.
Esulta il governo di centrodestra che parla di scontro frontale tra le due sponde dell’Atlantico scongiurato. “Bisognerà studiare i dettagli dell’accordo, bisognerà lavorare ancora sull’accordo perché quello sottoscritto ieri è di massima, giuridicamente non vincolante, quindi nei dettagli bisogna ancora andare, c’è ancora da battersi”, ha dichiarato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni parlando con i cronisti ad Addis Abeba. “Bisogna verificare quali sono le possibili esenzioni, particolarmente su alcuni prodotti agricoli, ci sono una serie di elementi che mancano così come non so a che cosa ci si riferisca quando si parla di investimenti, acquisto di gas” eccetera, “questo non sono in grado di valutarlo finché non ho i dati chiari”.
All’attacco dell’accordo invece le opposizioni. “La nostra patriota della domenica in questi mesi ha vaticinato che sarebbe stata un ‘ponte con gli Stati Uniti’ e che la partita per il nostro Paese sarebbe finita zero a zero. La realtà dei fatti è un pugno nello stomaco che ci restituisce una sconfitta su tutta la linea“, le parole del leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte che boccia sia Meloni che von der Leyen. “L’accordo (si fa per dire) sui dazi è una fregatura per l’Europa. Von der Leyen o è incapace o è in malafede. Lo scopriremo presto. Il ponte Meloni non sembra aver funzionato un granché”, ha scritto sui social l’ex ministro del Lavoro e responsabile Politiche industriali Pd, Andrea Orlando.