Iniziati gli scavi

Irlanda, l’orrore della fossa comune di 800 bambini sepolti nella “casa di accoglienza” delle suore per ragazze madri

Esteri - di Redazione

14 Luglio 2025 alle 12:11

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Irlanda, l’orrore della fossa comune di 800 bambini sepolti nella “casa di accoglienza” delle suore per ragazze madri

L’Irlanda torna a fare i conti con un suo passato drammatico emerso solo grazie a recenti inchieste giornalistiche e poi giudiziarie: quello dei neonati nati, a cavallo tra gli anni ’20 e ’60 del secolo scorso, in strutture legate al mondo della Chiesa cattolica in cui i bambini venivano strappati alle loro madri dopo gravidanze avvenute fuori dal matrimonio e poi dati in adozione, spesso senso il loro consenso.

Per centinaia di questi bambini però il destino è stato anche peggiore, con una morte prematura e la decisione di seppellirli in fosse comuni.

A partire da lunedì 14 luglio inizieranno le operazioni di esumazione dei corpi dei 796 bambini sepolti in una fossa comune scoperta della casa di Santa Maria delle Suore di Bon Secours a Tuam, nell’ovest del Paese. Obiettivo degli scavi, che verranno condotti anche con l’aiuto di esperti provenienti da Spagna, Colombia, Stati Uniti e Canada, e che dureranno almeno due anni, è di identificare e seppellire con dignità i resti di quei bambini, di cui molti neonati.

primi ritrovamenti risalgono al 1975, quando due ragazzi che raccoglievano mele si imbatterono in ossa umane. Alla scoperta di quella fossa comune si è arrivati grazie al lavoro condotto dal 2014 da Catherine Corless, una appassionata di stora locale, portò alla luce prove dettagliate che attestavano la loro morte nella struttura di accoglienza gestita dalle suore e la scelta di seppellire i corpi in una fossa comune. “Non c’era nessun registro di sepoltura, nessun cimitero, nessuna statua, nessuna croce, assolutamente nulla”, ha detto la storica, descrivendo i suoi decenni di lavoro come una “lotta feroce”.

Di quell’orribile passato si è iniziato a parlare nel Paese, ancora oggi profondamente cattolico, dopo l’opera prodotta da Corless e poi nel 2017 con la prima inchiesta prodotta da una apposita commissione che confermò la presenza di resti umani in quel terreno parte della casa di accoglienza di Tuam.

Una successiva commissione nazionale di inchiesta sugli abusi commessi nelle “Case Magdalene”, come venivano chiamate le strutture che in quei decenni hanno ospitato migliaia di giovani madri, ha evidenziato livelli di mortalità infantile “allarmanti” al loro interno, con ben 9mila bambini deceduti secondo le stime.

L’ultima di queste “Case Magdalene” fu chiusa in Irlanda solamente nel 1996, mentre la struttura gestita delle Suore di Bon Secours a Tuam fu rasa al suolo nel 1972 e sostituita con un complesso residenziale.

Solamente dopo il caso è esploso mediaticamente a livello nazionale la Conferenza episcopale cattolica irlandese ha chiesto scusa per quanto avvenne a Tuam e per come furono gestite in generale le case per ragazze madri in Irlanda.

di: Redazione - 14 Luglio 2025

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