La sentenza di Appello

Amanda Knox condannata a 3 anni per la calunnia contro Lumumba: lo indicò come autore dell’omicidio Meredith

Cronaca - di Redazione - 5 Giugno 2024

CONDIVIDI

Amanda Knox
Amanda Knox

Colpevole di calunnia. La Corte d’Assise di Palermo di Firenze, dopo una breve camera di consiglio, ha confermato la condanna a tre anni (già scontati) di Meredith Kercher, la 36enne statunitense che secondo i giudici ha calunniato Patrick Lumumba nelle prime fasi delle indagini sull’omicidio di Meredith Kercher, la studentessa inglese di 21 anni uccisa a Perugia nel novembre di 17 anni fa.

Il processo tenuto oggi si incrocia ovviamente con quello per l’omicidio di Meredith: Amanda Knox fu arrestata e processata per quei fatti, scontò 4 anni in carcere salvo poi venire assolta definitivamente assieme all’italiano Raffaele Sollecito.

Pochi giorni dopo il delitto Amanda indicò agli inquirenti che indagavano sull’omicidio, con un memoriale scritto in inglese, Patrick Lumumba come il presunto autore del delitto. Lumumba, originario del Congo e che oggi vive a Cracovia, in Polonia, fu arrestato e rimase in carcere ingiustamente per 14 giorni. Anche lui, all’epoca datore di lavoro di Amanda in un pub di Perugia, venne prosciolto dalle accuse in quanto totalmente estraneo all’omicidio.

Per l’omicidio della studentessa inglese l’unico condannato a 16 anni in rito abbreviato è stato Rudy Guede.

La difesa di Amanda Knox

Presente in aula assieme al marito Christopher Robinson, Amanda Knox ha letto dichiarazioni spontanee in aula, si è difesa puntando il dito contro chi all’epoca condusse le indagini. “Non potevo essere il testimone che volevano contro Patrick. Non sapevo chi fosse l’assassino – le sue parole, in italiano, riferite dall’Ansa -. Ero esausta, confusa, costretta a sottomettermi. Mi sono appartata per ricostruire la mia sanità mentale”, ha aggiunto riferendosi al memoriale scritto in inglese e consegnato a una ispettrice prima di essere portata in carcere.

Amanda Knox ha poi spiegato di avere detto agli investigatori di non poter ripetere davanti a una Corte quanto detto la notte, interrogatori già dichiarati inutilizzabili, “ma loro erano troppo occupati ad arrestare un uomo innocente e a dire davanti alle telecamere che il caso era chiuso“. “Ho chiesto un foglio di carta – ha proseguito – e ho scritto quel documento. L’obiettivo era ritrattare. Non stavo mentendo ma volevo capire se le immagini confuse che avevo in testa fossero vere“.

Nella dichiarazione spontanea Amanda si è soffermata sulle ore in questura. “Mi hanno dato della bugiarda – ha affermato – e si sono rifiutati di credermi. Mi hanno detto che c’erano prove che mi collegavano al delitto. Ho cercato di ricordare quello che non riuscivo a ricordare“.

Le reazioni alla condanna

Contro Knox si era espresso lo scorso aprile Carlo Pacelli, il legale di Patrick Lumumba. “Amanda è una bugiarda. Sentiva una pressione, perché non voleva essere coinvolta nell’omicidio e allora ha messo in essere uno sviamento, accusando un innocente. Lei fa e disfa, dice e non dice. Un dubbio costruito ad arte“. Gli avvocati della 36enne statunitense, invece, hanno sempre chiesto l’assoluzione per la propria assistita.

Alla lettura della sentenza Knok è scoppiata in lacrime e abbracciato a lungo il marito, quindi è uscita dal retro per schivare i giornalisti che l’aspettavano fuori dall’aula del tribunale di Firenze. Gli avvocati di Amanda, Carlo Dalla Vedova e Luca Luparia, hanno già annunciato che la sentenza verrà impugnata in Casssazione.

Lumumba, non presente in aula, ha invece rilasciato dichiarazioni piuttosto nette sulla decisione dei giudici di Firenze: “La sentenza è giusta e meritata. Saluto il tribunale di Firenze con molto rispetto e onore per la loro professionalità. É vero eravamo amici con Amanda Knox, ma non si pugnalano gli amici nelle spalle e Amanda mi ha pugnalato. Mi ha pugnalato e non mi ha chiesto scusa“.

di: Redazione - 5 Giugno 2024

Condividi l'articolo