L'indagine sulla droga

Chi è Marcello Colafigli, storico ‘big’ della Banda della Magliana arrestato a 70 anni: il “bufalo” della serie tv

Cronaca - di Redazione - 4 Giugno 2024

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Marcello Colafigli
Marcello Colafigli

Tra i “promotori storici” della Banda della Magliana, la consorteria criminale che tra gli anni ’70 e gli anni ’90 era senza ombra di dubbio la più importante organizzazione criminale attiva a Roma, Marcello Colafigli non ha perso il “vizio”.

Già condannato all’ergastolo per il rapimento e l’uccisione del duca Massimo Grazioli Lante della Rovere, a 70 anni “Marcellone” è stato nuovamente arrestato. Il suo nome è presente in una lista di 28 persone arrestate (11 destinatarie della misura della custodia cautelare in carcere, 16 della misura degli arresti domiciliari e una dell’obbligo di firma) in una operazione condotta dai carabinieri del comando provinciale di Roma su un presunto traffico di stupefacenti, ma anche tentata estorsione e tentata rapina, oltre ad altri reati, inchiesta coordinata dai magistrati della Direzione distrettuale antimafia della capitale.

Chi è Marcello Colafigli

Colafigli è stato riconosciuto unitamente a Franco Giuseppucci, Enrico De Pedis, Maurizio Abbatino e Nicolino Selis, come uno dei promotori della Banda della Magliana. Fu introdotto nell’organizzazione dallo stesso Giuseppucci,

Proprio per il suo spessore criminale assieme ai suoi “colleghi” si era guadagnato un ruolo chiave nella popolare serie tv “Romanzo criminale”, incentrata proprio sulla storia dell’organizzazione, in cui era soprannominato “il bufalo”.

Gravato da più ergastoli, è stato condannato, tra l’altro, per il sequestro e l’omicidio nel 1977 del duca Massimo Grazioli Lante della Rovere, considerata l’azione con cui la Banda ha iniziato la propria attività criminale, e l’omicidio (come mandante) di Enrico De Pedis.

Era stato anche rinchiuso in un manicomio di Aversa, in provincia di Aversa da cui era evaso, dopo che aveva giustificato la partecipazione a un agguato a Roma del 1981 per vendicare l’uccisione di Franco Giuseppucci, “Er Fornaretto”, sostenendo che lo stesso boss gli fosse apparso in sogno per chiedergli di uccidere i fratelli Proietti, ritenuti responsabili della sua uccisione

Perché è stato arrestato Colafigli

Nonostante il regime di semilibertà dal 2020, Colafigli era tornato ad occuparsi di un business storico della Banda della Magliana, lo spaccio di droga. Secondo le accuse della Dda, il 70enne guidava un gruppo di trafficanti di droga con base nel quartiere della Magliana, nella periferia sud-ovest di Roma, che acquistava stupefacenti in Colombia.

La droga giungeva nella capitale attraverso la Spagna, grazie alla complicità di esponenti della ‘ndrangheta, della camorra, della mafia foggiana e di quella albanese, inseriti in un cartello narcos sudamericano.

Per il giudice delle indagini preliminari, riferisce il Corriere della Sera riportando parte delle carte che hanno portato al suo arresto, “l’eccezionalità attitudine delinquenziale di Colafigli è resa evidente non solo dalla sua disinvoltura nell’intrattenere legami con figure criminali di primo piano o dalla facilità nel compimento di reati di varia natura ma ancor più dalla impermeabilità al trentennale periodo di carcerazione non essendo mutate né l’indole né la conoscenza delle dinamiche criminali nel territorio romano e nazionale”.

 

di: Redazione - 4 Giugno 2024

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