L'inchiesta belga

Russiagate, cos’è il nuovo “scandalo” che coinvolge il Parlamento europeo: l’indagine e le perquisizioni per le ingerenze russe

Esteri - di Redazione - 29 Maggio 2024

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Russiagate, cos’è il nuovo “scandalo” che coinvolge il Parlamento europeo: l’indagine e le perquisizioni per le ingerenze russe

Dopo il Qatargate, ecco spuntare ora il Russiagate. A poco più di dieci giorni dalle elezioni europee, il voto è previsto l’8 e 9 giugno, ancora una volta il Parlamento europeo finisce al centro di una indagine giudiziaria, anche in questo caso di matrice belga.

La polizia giudiziaria federale di Bruxelles ha effettuato oggi una perquisizione nella sede del Parlamento europeo di Strasburgo, in particolare negli uffici di un dipendente dell’istituzione e nella sua abitazione, nel quartiere Schaerbeek della capitale belga: blitz avvenuto anche negli uffici dello stesso dipendente a Bruxelles, su richiesta del giudice istruttore di Bruxelles e in collaborazione con Eurojust e le autorità giudiziarie francesi.

Cos’è il Russiagate

L’indagine belga, avviata nell’aprile di quest’anno, riguarda le presunte ingerenze russe nelle istituzioni europee. Nel mirino ci sono in particolare i partiti dell’estrema destra europea presenti nel Parlamento Ue.

Un “assaggio” dell’inchiesta si era avuto già nelle scorse settimane, con l’arresto a Dresda, in Germania, dell’ormai ex collaboratore dell’europarlamentare dell’Alternative für Deutschland Maximilian Krah. Cinese di passaporto tedesco, secondo le accuse della procura di Sassonia Jian Guo era una spia cinese. In particolare avrebbe informazioni a Pechino e di aver sorvegliato dissidenti cinesi in Germania.

Lo stesso Krah è da tempo sospettato di essere al soldo del Cremlino, ospite fisso del media filorussoVoice of Europe” fondato dall’oligarca putiniano Viktor Medvechuk e oscurato il 27 marzo scorso in tutta la Ue in seguito a inchieste avviate dalle autorità polacche e ceche.

Chi sarebbe coinvolto nel Russiagate

Secondo il quotidiano tedesco Der Spiegel, gli investigatori della polizia giudiziaria federale di Bruxelles sarebbero entrati nell’ufficio di Guillaume Pradoura, un dipendente dell’eurodeputato olandese populista di destra Marcel de Graaff, in passato assistente anche del tedesco Maximilian Krah.

Per ora le uniche notizie certe sono quelle confermate nel comunicato ufficiale diffuso dal procuratore federale belga Eric Van Duyse: “Nell’ambito di un fascicolo della Procura federale avviato nell’aprile 2024, la polizia giudiziaria federale di Bruxelles ha effettuato, su ordine di un giudice istruttore del tribunale di lingua olandese di Bruxelles, perquisizioni presso l’abitazione di un collaboratore del Parlamento europeo a Schaerbeek, nonché presso la sede del Parlamento europeo a Bruxelles. Contemporaneamente, in stretta collaborazione con Eurojust e le autorità giudiziarie francesi, è stata effettuata anche una perquisizione su richiesta del giudice istruttore belga nell’ufficio di questo assistente al Parlamento europeo a Strasburgo”.

Proprio de Graaff dopo esser stato tirato in ballo da media francesi e tedeschi ha sottolineato via X (l’ex Twitter) di “non essere coinvolto in alcuna cosiddetta operazione di disinformazione russa. Ho le mie convinzioni politiche e le proclamo“. “Ho parlato con il mio assistente e sembrava non esserne consapevole. Le autorità non hanno contattato né me, né lui. Per me tutto questo è una completa sorpresa – ha spiegato De Graaff -. Per quanto ne so, questa azione delle autorità sembra essere rivolta principalmente all’AfD per paura di un buon risultato elettorale“.

di: Redazione - 29 Maggio 2024

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