La Giornata internazionale

La via d’uscita chiamata perdono

Questo è il senso del perdono: non dimenticare, condonare, subire, considerarsi superiori o inferiori. Ma accogliere la vita nella sua interezza, uscire dal giudizio di sé e del prossimo per liberare e guarire il passato, rendendo reale un futuro migliore.

Giustizia - di Cristina Franchini - 19 Maggio 2024

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La via d’uscita chiamata perdono

Quanto tempo occorre per perdonare? Per realizzare, nel senso di rendere reale, la trasformazione di qualcosa di grosso, di qualcosa di grave? Viviamo a ritmi accelerati, ma la vita e i suoi accadimenti hanno i propri tempi, per manifestarsi.

Il 4 maggio scorso, alla Giornata Internazionale del Perdono 2024, abbiamo assistito a belle realizzazioni. A un anno esatto dal primo tentativo, fallito a causa di un blocco della circolazione ferroviaria, sei persone detenute in alta sicurezza nel carcere di Opera, frequentatori abituali dei laboratori Spes contra Spem di Nessuno tocchi Caino, sono finalmente salite sul palco dell’evento, per portare la propria testimonianza: Antonio Albanese, Vito Baglio, Felice Falanga, Corrado Favara, Domenico Ferraioli, Giuseppe Grassonelli.

La loro condivisione di quanto attraversato, delle profonde consapevolezze maturate negli anni, è arrivata così autentica alla platea che tutti i presenti, centinaia di persone, oltre a un migliaio collegate, hanno reso omaggio al loro percorso, a queste vite rinate, con un lunghissimo e commosso applauso, alzandosi in piedi.

Come ha scritto Lucia di Mauro, Ambasciatrice del Perdono 2023 insieme a Giuseppe Grassonelli, nel racconto “Opera – San Magno solo ritorno”, che narra l’Odissea dell’anno scorso, “Quando la vita ti fa incontrare una persona, si crea un legame. Nel dolore, seppur differente, ci si può salvare in due. Possiamo tutti far nascere qualcosa dalla sofferenza vissuta. Dobbiamo, far nascere qualcosa, di bello e utile. Insieme, oltre le storie personali, così diverse. Solo così ci si incontra veramente, come persone.” E lì, in quel momento, centinaia di persone si sono incontrate veramente, nel senso più profondo di essere umani.

Con “gli amici di Opera”, come sono stati definiti alla Giornata, erano sul palco il professor Camillo Regalia, dell’Università Cattolica di Milano, e il professor Giuseppe Ferraro, della Federico II di Napoli. In collegamento anche Marco Sorbara, già Consigliere della Val d’Aosta, assolto in via definitiva dopo 909 giorni di custodia cautelare, convalescente da un incidente.

Una pluralità di competenze ed esperienze per esplorare insieme il tema a cui era dedicata la Giornata: il Perdono come unica via d’uscita che libera, guarisce, realizza. In platea, a sostenerli, Rita Bernardini, Sergio D’Elia e Maria Brucale, compagni di viaggio da tanti anni e testimoni, orgogliosi, della loro rinascita.

Al termine della tavola rotonda su Perdono e Giustizia, c’è stato un passaggio di consegne tra Giuseppe Grassonelli e Marco Sorbara, nominato Ambasciatore del Perdono 2024. “Per aver scelto e perseguito fermamente una via d’uscita concreta e costruttiva, per te stesso e per tutti i ragazzi con cui ora condividi un autentico esempio di disegno consapevole della propria Vita.”

Chi il carcere l’ha vissuto in conseguenza dei propri reati e chi per un clamoroso errore giudiziario, uniti nel farsi testimoni di valori e proposte che vadano oltre il concetto, disumano e totalmente inefficace, di punizione.

Alla Giornata Internazionale del Perdono, ideata da Daniel Lumera nel 2016 e organizzata annualmente dalla My Life Design ODV, era presente anche Agnese Moro, che a sua volta ha ricevuto la nomina di Ambasciatrice.

“Per il coraggio di aver intrapreso un percorso di riconciliazione, oltre il giudizio, cercando di comprendere l’essere umano e le sfide della Vita nella loro complessità, contribuendo così a risanare una ferita personale e collettiva.”

Questo dunque è il senso del perdono: non dimenticare, condonare, subire, considerarsi superiori o inferiori. Ma accogliere la vita nella sua interezza, per-donare, donare ogni sua manifestazione, uscire dal giudizio di sé e del prossimo che porta contrapposizioni, odio, rancore, per liberare e guarire il passato, rendendo reale un futuro migliore. Commovente l’abbraccio tra lei e i sei da Opera, che ha definito vite preziose ritrovate, parlando di dolori che hanno portato vita. Eccolo lì davanti agli occhi di tutti, il futuro insperato, ma realizzato.

19 Maggio 2024

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