Le segnalazioni da Aosta

Volontari pro-vita nei consultori e ospedali, pressioni sulle donne: “Costrette ad ascoltare il battito del feto”

Politica - di Redazione - 27 Aprile 2024

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Volontari pro-vita nei consultori e ospedali, pressioni sulle donne: “Costrette ad ascoltare il battito del feto”

Una serie di preoccupanti segnalazioni da parte di donne che si sono rivolte ai presidi sanitari pubblici del territorio regionale della Valle d’Aosta per accedere all’interruzione volontaria di gravidanza, dove invece del “normale” supporto sarebbero stato sottoposte a “indebite interferenze e pressioni da parte di volontari, consistenti nell’imporre l’ascolto del battito fetale o nella promessa di sostegni economici o beni di consumo, con il preciso intento di dissuaderle dalla scelta di abortire, personalissima e spesso sofferta”.

Le pressioni degli antiabortisti negli ospedali

È la denuncia che arriva dal Centro donne contro la violenza di Aosta, che rilancia così l’allarme sulla questione della legge 194: sull’interruzione di gravidanza il governo Meloni ha infatti, tramite un emendamento al decreto Pnrr, disposto per le Regione la possibilità di coinvolgere all’interno dei consultori le associazioni pro-vita.

Il centro donne contro la violenza di Aosta, “in sinergia con i Centri antiviolenza aderenti alla rete nazionale Di.re – Donne in rete contro la violenza, avvierà pertanto azioni di monitoraggio della corretta applicazione della legge 194/1978 nel territorio regionale, e azioni di sensibilizzazione e resistenza, sostenendo le donne e valutando con esse, qualora ne ricorrano le condizioni e nel rispetto della loro volontà, ogni iniziativa utile a tutela delle stesse”, spiegano in una nota le attiviste.

L’Usl: nessun volontario pro-vita nei consultori

Dopo le polemiche è arrivata la risposta dell’Usl della Valle d’Aosta. In una nota l’Unité sanitaire locale sottolinea che “non risultano volontari di associazioni pro-vita nei consultori o in ospedale e che nessuna segnalazione in tal senso è arrivata all’azienda né da parte di cittadini né da parte di associazioni”.

Inoltre il dipartimento Politiche sociali dell’assessorato Sanità, salute e politiche Sociali comunica che ai propri uffici “nessuna segnalazione in merito è pervenuta dall’associazione che gestisce il Centro anti violenza”.

Secondo l’Usl della Valle d’Aosta e il dipartimento regionale, “erogare buoni servizi sanitari nel rispetto delle norme vigenti è l’unico fine dell’azienda e di tutto il Sistema sanitario regionale. Chiediamo a cittadini ed associazioni di segnalarci in modo circostanziato eventuali episodi anomali in modo da poter permettere verifiche puntuali approfondite ed efficaci a tutela di tutti“.

di: Redazione - 27 Aprile 2024

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