Il caso di Suviana

Strage della centrale elettrica: “Quei morti si potevano evitare”, parla Carmelo Barbagallo

“Quando si fanno i controlli a seguito di incidenti sul lavoro, si scopre che in media il 60-70% del personale non è in regola. I datori non badano a regole e sicurezza perché sanno di restare impuniti”

Interviste - di Graziella Balestrieri - 12 Aprile 2024

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Bologna, Italia – Cronaca – 11 Aprile 2024 – incidente alla centrale idroelettrica di Bargi (Bologna) al bacino artificiale di Suviana con morti, feriti e dispersi – (Photo Michele Nucci / LaPresse) News – Bologna, Italy – April 11, 2024. accident at the Bargi hydroelectric power plant (Bologna) at the Suviana artificial basin with dead, injured and missing – press conference – Carlo Dall’Opio comandante nazionale VVFF. Civil Protection, firefighters and CEO of Enel Bernabei. councilor Irene Priolo, Curcio of the P.C. Ettore Bramato of the Carabinieri (Photo Michele Nucci / LaPresse)
Bologna, Italia – Cronaca – 11 Aprile 2024 – incidente alla centrale idroelettrica di Bargi (Bologna) al bacino artificiale di Suviana con morti, feriti e dispersi – (Photo Michele Nucci / LaPresse) News – Bologna, Italy – April 11, 2024. accident at the Bargi hydroelectric power plant (Bologna) at the Suviana artificial basin with dead, injured and missing – press conference – Carlo Dall’Opio comandante nazionale VVFF. Civil Protection, firefighters and CEO of Enel Bernabei. councilor Irene Priolo, Curcio of the P.C. Ettore Bramato of the Carabinieri (Photo Michele Nucci / LaPresse)

Continuano a salire le vittime dell’esplosione avvenuta alla centrale idroelettrica del lago di Suviana (Bologna) . I sindacati protestano, questa volta ancora più a muso duro contro gli appalti e subappalti ma sopra ogni cosa protestano per la mancanza di controlli.

Come ci spiega l’ex leader della Uil e ora leader della Uil Pensionati, Carmelo Barbagallo, la prima cosa essenziale da fare sono i controlli. Senza controlli, senza risorse per avere il personale per i controlli non si va da nessuna parte e le morti sul lavoro non smetteranno mai.

Ancora l’ennesima tragedia sul lavoro: come bisogna reagire ora?
Sono anni che ci battiamo come Uil, prima l’ho fatto io e ora lo fa Pierpaolo Bombardieri tutti giorni con l’obiettivo di avere -morti zero sul lavoro-. Tempo fa, quando il ministro del Lavoro era Giuliano Poletti (governi Renzi e Gentiloni) ci fu una riunione nella quale chiedemmo l’assunzione di duemila ispettori del lavoro. Trascorsi da allora tutti questi anni, ancora oggi non c’è traccia di questi duemila ispettori del lavoro assunti. È il sistema degli appalti e subappalti che porta a queste tragedie, ma non solo, badi bene che quello di cui stiamo parlando, ovvero dell’esplosione in una delle centrali più importanti d’Italia vuol dire che siamo arrivati al sub subappalto. Tra l’altro in quell’occasione, la riunione per la richiesta degli ispettori di cui le parlavo – e lo ricordo bene – era stata da poco emanata la legge che riguardava l’omicidio stradale e proprio allora chiesi con testuali parole “ma perché non pensiamo che, se qualcuno rimuove i sistemi di sicurezza non è incidente sul lavoro ma è tentato omicidio e se ci riesce è omicidio?” Addirittura, qualcuno della controparte mi disse testualmente: “Barbagallo, non fare il terrorista”. E io di mio, risposi ovviamente con sorpresa, come a dire “Com’è questo fatto? Voi ammazzate le persone e io sono il terrorista? E così alla fine questi famosi duemila ispettori non sono stati assunti.

Prevenzione dunque che significato ha?
Quando si parla di prevenzione bisogna dire chiaramente che prevenzione vuol dire controlli. Perché, se non ci sono i controlli (e con l’organico che c’è sono pochissimi), un imprenditore è sicuro che ha pochissime probabilità di essere controllato e verificato. Quando si vanno a fare i controlli dopo che avvengono le tragedie, si scopre sempre che il 60-70% dei lavoratori non era in regola, e non parliamo poi per quanto riguarda il campo dell’edilizia. Pensi che quando cadono le impalcature si scopre sempre che gli operai coinvolti per lo più erano stati “assunti” il giorno prima. Ciò accade perché le leggi vigenti non prevedono nessuna sanzione per chi assume in questo modo, diciamo così, in fretta in fretta e senza il timore di subire reali controlli. Mio nonno era un edile ed è morto cadendo da un fabbricato, mio padre era edile ed è morto a causa di un tumore da polveri sottili. Come Uil abbiamo di recente fatto una manifestazione con 1400 bare a Piazza del Popolo e cercheremo di portarle adesso in ogni realtà regionale queste bare per dimostrare visivamente quanta gente viene a morire sul lavoro, perché non è possibile e non è più pensabile che si possa continuare così.

È morto un uomo di 73 anni che ancora faceva consulenza…
Il discorso però è molto più complesso, perché occupandomi io ora di pensionati le posso dire che il sistema rischia di non reggere più se non facciamo qualcosa. Ho chiesto di istituire un servizio civile di anziani attivi che consenta alle persone anziane che lo desiderano di svolgere attività a loro gradite al servizio della comunità, ovviamente con orari ridotti, flessibili e in tutta sicurezza. Le faccio un esempio: potrebbero usare i pensionati anche come tutor, per dire. Lei si ricorda quei ragazzi in alternanza scuola-lavoro che sono morti? Bastava un pensionato del campo che spiegasse loro come funzionavano i meccanismi. Aver dato dei lavori socialmente utili ai giovani è stato un errore perché sono tutte persone che aspetteranno una vita per essere stabilizzati e non verranno mai assunti.

La sicurezza e la prevenzione cambiano in base ai governi?
No. Basti vedere la percentuale dei morti sul lavoro degli ultimi anni per capire che c’è una continuità: non cambia niente tra destra e sinistra. E poi in realtà vorrei che i sindacati e i diritti dei lavoratori e dei pensionati non venissero solo ascoltati ma per una volta anche sentiti, perché il Governo convoca i sindacati, li ascolta ma non ci sente.

Giorgio Cremaschi, ex Fiom, ha dichiarato (su queste pagine) che i grandi sindacati sono un po’ morbidi con le grandi aziende, secondo lei è così?
Cremaschi la pensa così… e che cosa ci possiamo fare? ! A me non è mai successo di essere morbido con i governi. Poi bisogna aggiungere anche un’altra cosa: è molto importante far valere i propri diritti in un’azienda, fondamentale anzi, però bisogna anche cercare un dialogo, perché l’azienda porta lavoro, e se non c’è l’azienda non c’è lavoro, e senza il lavoro non ci sono i lavoratori.

12 Aprile 2024

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