Maggioranza in agitazione

Condono edilizio, la fuga in avanti di Salvini irrita Meloni e Tajani: “Nessuno ha letto il testo”

Politica - di Redazione - 5 Aprile 2024

CONDIVIDI

Foto Roberto Monaldo / LaPresse 03-11-2023 Roma Politica Palazzo Chigi – Conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri Nella foto Antonio Tajani, Giorgia Meloni, Matteo Salvini 03-11-2023 Rome (Italy) Politica Chigi palace – Press conference at the end of the Council of minister In the pic Antonio Tajani, Giorgia Meloni, Matteo Salvini
Foto Roberto Monaldo / LaPresse 03-11-2023 Roma Politica Palazzo Chigi – Conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri Nella foto Antonio Tajani, Giorgia Meloni, Matteo Salvini 03-11-2023 Rome (Italy) Politica Chigi palace – Press conference at the end of the Council of minister In the pic Antonio Tajani, Giorgia Meloni, Matteo Salvini

Quella di Matteo Salvini sulla “pace edilizia” sembra una fuga in avanti non concordata con gli alleati di governo, almeno a leggere o ascoltare le reazioni arrivate da Fratelli d’Italia e Forza Italia.

L’annuncio arrivato ieri dal ministero delle Infrastrutture sui “lavori in corso” per presentare un pacchetto di norme per intervenire sulla casa, un condono che potrebbe riguardare l’80% delle abitazioni italiane secondo uno studio del Consiglio nazionale degli ingegneri, ha colto di sorpresa gli stessi alleati del vicepremier e leader della Lega.

Cosa prevede il condono di Salvini, la “pace edilizia”

Una serie di misure, scrive il Mit, che “mirano a regolarizzare le piccole difformità o le irregolarità strutturali” del patrimonio immobiliare italiano, una maxi sanatoria “per sanare tutte le difformità interne alle abitazioni che stanno bloccando milioni di italiani e di immobili che potrebbero essere tranquillamente rimessi sul mercato liberando gli uffici comunali da centinaia, migliaia di pratiche che si accumulano da 40 anni”.

La ratio, fa sapere il ministero, “è tutelare i piccoli proprietari immobiliari che in molti casi attendono da decenni la regolarizzazione delle loro posizioni e che non riescono, spesso, a ristrutturare o vendere la propria casa. Allo stesso tempo deflazionare il lavoro degli uffici tecnici comunali, spesso sommersi dalle richieste di sanatorie”.

Quanto ai tempi, la “pace edilizia” andrebbe varata entro aprile o massimo metà maggio, in tempo per le elezioni europee.

Meloni e Tajani frenano

Come detto, quella di Salvini appare o viene fatta apparire dagli alleati come una fuga in avanti. Ospite di ‘Porta a porta’ la presidente del Consiglio Giorgia Meloni frena gli entusiasmi del suo vicepremier leghista perché “non ho letto la norma”.

Salvini mi accennò qualcosa diverso tempo fa, ma non sono in grado di esprimere un giudizio. Ho letto il comunicato del ministero dei Trasporti che parla di sanare piccole difformità interne, cioè se hai alzato un tramezzo per fare due stanze dove ce n’era una. Se è questo parliamone, è ragionevole”, le parole di Meloni.

Sulla stessa linea l’altro vicepremier, il forzista Antonio Tajani. A margine di un convegno sulla sanità il titolare della Farnesina ammette: “Non conosco la proposta, ma devo dire che ce n’è un’altra di Forza Italia, già incardinata al Senato, sulla rigenerazione urbana che già prevede le cose di cui ha parlato Salvini”.

A suo avviso, interpellato in merito, Tajani spiega che “non si può fare un condono ma si possono sanare alcune cose che non provocano alterazioni sostanziali agli edifici. Se la proposta della Lega va nella nostra direzione ben venga ma non conosco assolutamente il testo e credo che nessuno l’abbia mai visto. Lo valuteremo quando sarà presentato“.

di: Redazione - 5 Aprile 2024

Condividi l'articolo