La testimonianza in video

Neuralink, il video del primo paziente col chip nel cervello: muove il mouse e gioca a scacchi con la mente

Tecnologia - di Redazione - 21 Marzo 2024

CONDIVIDI

Noland Arbaugh, il primo uomo a sottoporsi all’operazione per impiantarsi il chip di Neuralink
Noland Arbaugh, il primo uomo a sottoporsi all’operazione per impiantarsi il chip di Neuralink

Un video lungo poco più di nove minuti che mostra i progressi impressionanti a due mesi dall’operazione che ha consentito l’installazione di un dispositivo Neuralink nel cervello. È il filmato pubblicato dall’azienda di Elon Musk che vede protagonista Noland Arbaugh, il 29enne tetraplegico che per primo si è fatto installare un impianto cerebrale dopo il via libera ricevuto dalla Food and Drug Administration (FDA), l’agenzia federale degli Stati Uniti che si occupa di farmaci e dispositivi medici, a effettuare test anche sugli umani.

Chi è la prima persona con l’impianto cerebrale Neuralink

Arbaugh, tetraplegico dal 2016 in seguito a un incidente avuto mentre faceva un’immersione in un lago, mostra come muovere il cursore del mouse di un computer e giocare così una partita a scacchi, il tutto grazie all’impianto cerebrale di Neuralink. Nel video il 29enne americano racconta anche di esser riuscito a compiere una lunga sessione di gioco, di circa 8 ore, col videogame Civilization VI, oppure ancora di riuscire a prendere lezioni di giapponese e francese sempre grazie all’utilizzo dell’impianto cerebrale di Neuralink che gli consente di poter sfruttare le potenzialità del suo laptop pur essendo tetraplegico.

Il 29enne, che è stato dimesso il giorno dopo l’operazione che ha consento di impiantare nel cervello il chip “Telepathy”, mostra poi nel filmato di poter fare più cose in contemporanea: come appunto giocare la sua partita a scacchi e parlare con l’ingegnere di Neuralink. Nell’intervista Arbaugh ammette che il sistema studiato dall’azienda di Elon Musk, lanciata nel 2016 con l’obiettivo di sviluppare nuove interfacce neurali, abbia ancora “dei problemi”, senza specificare quali siano stati in questi due mesi.

“Il motivo per cui ho aderito a questo progetto è che volevo far parte di qualcosa che penso cambierà il mondo”, ha spiegato Arbaugh. Secondo Kip Ludwig, ex direttore del programma di ingegneria neurale presso il National Institutes of Health degli Stati Uniti, però questa non rappresenterebbe una “svolta decisiva”. Per Ludwig “siamo ancora nei primi giorni dopo l’impianto e c’è molto da imparare sia da parte di Neuralink che da parte del soggetto per massimizzare la quantità di informazioni per il controllo che può essere ottenuta”. Si tratta comunque di “un buon punto di partenza”, ha concluso.

Come funziona Telepathy, il chip di Neuralink

Telepathy, il chip di Neuralink, rispetto ai prodotti di altre aziende del settore può essere impiantato con meno rischi e con procedure meno invasive: i suoi elettrodi inoltre sono sensibilmente più flessibili, riducendo così il rischio di microtraumi e danni nelle aree del cervello in cui viene effettuato l’impianto.

Il chip di Neuralink è composto da diversi elementi: una capsula più esterna che contiene l’impianto e che viene installata nel cervello, una batteria ricaricabile dall’esterno, i chip che consentono di “tradurre” i segnali cerebrali e li trasmettono ai dispositivi connessi e i 1024 elettrodi distribuiti su 64 fili ultrasottili che vengono collegati al cervello. Una volta impiantato, tramite una delicata operazione eseguibile solo da un robot, l’impianto cerebrale viene collegato a un’interfaccia tra utente e macchina, consentendo al paziente di compiere azioni su uno schermo collegato grazie al pensiero.

di: Redazione - 21 Marzo 2024

Condividi l'articolo