La crisi

Cosa sta accadendo ad Haiti: catastrofe umanitaria sull’isola caraibica e cittadini vittime delle bande criminali

Difficoltà negli approvvigionamenti di cibo, nel garantire il diritto alla salute e servizi essenziali come acqua e luce. Il caos va avanti da qualche anno ed è culminato in due momenti: nel 2021, quando è stato assassinato il Presidente Jovenel Moise e nel febbraio di quest'anno, quando le bande armate hanno assediato la capitale Port au Prince. Tutto ciò a qualcuno interessa?

Esteri - di Andrea Aversa - 21 Marzo 2024

CONDIVIDI

Cosa sta accadendo ad Haiti: catastrofe umanitaria sull’isola caraibica e cittadini vittime delle bande criminali

Partiamo con i numeri: il disastro esploso ad Haiti ha causato fino ad ora 4 mila morti, 3 mila rapimenti e un significativo aumento delle violenze sessuali. Più di 300mila persone sono state sfollate, di cui circa 15mila solo nella prima settimana di marzo, metà degli haitiani sono a rischio carestia. Eppure l’isola caraibica sembra non aver alcuna importanza, nè per i media, nè per il movimento pacifista, capace di mobilitarsi – a quanto pare – solo per esprimere il proprio disprezzo contro gli Usa, la Nato, Israele e l’intero Occidente. Eppure Haiti, potrebbe diventare – con lo Yemen e anche in questo caso non ci sono state significative iniziative da parte del popolo arcobaleno – la più grande catastrofe umanitaria della contemporaneità. Una crisi che va avanti da qualche anno, che ha provocato l’omicidio del Presidente Jovenel Moise (nel 2021), l’emergere di figure come quella di Jimmy Chérizier, ex ufficiale di polizia noto con il nome di ‘Barbecue‘ e per le sue azioni violente (oggi ai vertici della gang G9 an fanmi) e le dimissioni di circa 1.600 poliziotti.

Cosa sta accadendo ad Haiti

Pare che molti di questi abbiano riempito le file delle gang, le bande criminali che a suon di omicidi e violenze si contendono il dominio dell’isola. O meglio, Haiti è già nelle mani di questi sodalizi e i cittadini ne pagano le conseguenze. Persone ridotte alla fame, senza luce e acqua. Servizio sanitario non garantito, una politica, uno Stato, incapace di riprendere il controllo della situazione. Secondo il segretario generale dell’Associazione medica di Haiti (Amh), Jean Ardouin Louis Charles, sono 5 milioni gli haitiani che affrontano una “catastrofe” nel loro Paese aggravata dalla “crisi sanitaria“: “Haiti è devastata dalla situazione deplorevole di diversi ospedali nella regione metropolitana di Port-au-Prince. Molti di loro, come il San Francisco de Sales, sono stati costretti a chiudere i battenti“, ha spiegato il medico alla radio Metropole. “Le élite politiche non sono mai riuscite a concludere un accordo per riportare l’ordine e la serenità nel territorio”, ha continuato Louis Charles, per il quale la popolazione è colpita da “un disastro umano e antropico“.

Il disastro umanitario ad Haiti

Intanto, secondo il quotidiano Le Nouvelliste, finalmente tutte le parti designate per far parte ad Haiti del Consiglio presidenziale transitorio hanno comunicato il loro rappresentante, compreso Pitit Dessalines che aveva escluso categoricamente una sua partecipazione. Ma ora, scrive il giornale, il presidente di questo partito, Jean Charles Moïse, ha optato per un cambiamento di strategia e nominato Emmanuel Vertilaire quale suo rappresentante. Il Consiglio presidenziale è stato concepito come organismo rappresentativo di tutte le tendenze haitiane, e l’eventuale assenza di un delegato di Pitit Dessalines, molto vicino ai leader dei gruppi armati che controllano l’80% di Port au Prince, avrebbe comportato il rischio una dura opposizione.

Haiti: lo stallo della politica

Per spiegare il cambiamento della sua strategia, Moïse si è limitato a dichiarare che “un grande Paese“, di cui non ha fatto il nome, “ha chiesto a Pitit Dessalines di risolvere la situazione nominando un membro del Consiglio di presidenza“. Da segnalare tuttavia che, a quanto riferisce il portale di notizie Vant Bèf Info, la decisione avrebbe colto di sorpresa importanti membri del partito che hanno manifestato nell’anonimato il loro dissenso. Una volta ufficializzato attraverso una pubblicazione su Le Moniteur (Gazzetta ufficiale) di Haiti, il Consiglio dovrà nominare un primo ministro e i membri del governo. La situazione è in stallo da un mese, quando il controverso presidente ad interim Ariel Henry, ex vice entrato in carica dopo la morte di Jovenel Moise, si è dimesso dopo aver perso il controllo della capitale. Henry, ad oggi in Kenya, è finito nel centro delle proteste quando non ha più indetto nuove elezioni, inizialmente previste per lo scorso 7 marzo.

21 Marzo 2024

Condividi l'articolo