L'intervista ad Agorà

Meloni abbassa gli obiettivi in vista delle Europee: “Una vittoria confermare il 26 per cento delle Politiche”

Politica - di Carmine Di Niro - 19 Marzo 2024

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Giorgia Meloni nell’intervista ad Agorà
Giorgia Meloni nell’intervista ad Agorà

Le difficoltà a Palazzo Chigi, tra i tanti dossier scottanti e i rapporti complicati con gli alleati, in particolare la Lega di Matteo Salvini, e sondaggi che vedono Fratelli d’Italia in calo, mettono in guardia Giorgia Meloni.

La presidente del Consiglio, intervista ad Agorà su Rai3, fissa infatti un obiettivo più basso rispetto ai toni trionfalistici del recente passato in ottica elezioni europee. La premier fissa così l’asticella a quota 26 per cento, ovvero il risultato ottenuto il 25 settembre del 2022 da FdI, consentendo così a Meloni di salire a Palazzo Chigi.

Meloni alle Europee con l’obiettivo 26 per cento

Per me una vittoria sarebbe confermare i voti che mi hanno portato a Palazzo Chigi un anno e mezzo fa, cosa non facile, non accade spesso che dopo un anno e mezzo un governo possa confermare quel consenso“, le parole nell’intervista Roberto Inciocchi.

Come ricorda Repubblica l’ultima Supermedia elaborata da Youtrend, ricavata con una media ponderata dei sondaggi nazionali sulle intenzioni di voto realizzati dal 29 febbraio al 13 marzo, accredita FdI del 27,5 per cento, quindi sopra la quota fissata dalla premier. Allo stesso tempo però sottolinea come in appena due settimane Meloni ha visto evaporare quasi un punto percentuale.

Le difficoltà a Palazzo Chigi e i rapporti con Mattarella

Premier che ammette come ha “accusato” il primo anno e mezzo a Palazzo Chigi. Ad Agorà ammette infatti che i tanti viaggi all’estero compiuti da quando è presidente del Consiglio “cerco di spostarli nel fine settimana per non togliere tempo alla politica interna” ma anche “la politica estera è politica interna. Fisicamente comincia ad avere il suo impatto“.

Allo stesso tempo sottolinea come ci sia “solo una persona al mondo che potrebbe convincermi” a rinunciare alla poltrona di Palazzo Chigi, “ed è mia figlia Ginevra: se dovessi rendermi conto che lei sta pagando un prezzo troppo alto”. La leader di FdI aggiunge che rinuncerebbe al suo ruolo “quando dovessi rendermi conto che non ho più il consenso degli italiani, questa non è una vita che si può fare senza ragione, non è una cosa che fai per te stesso, non io. Ho conosciuto chi diceva ‘ah, quando lo vedi com’è’, ma adesso che l’ho visto è anche peggio”.

Meloni poi tenta di negare le frizioni emerse in questo anno e mezzo col presidente della Repubblica Sergio Mattarella, l’ultima e più evidente quella sui fatti di Pisa, con le manganellate della polizia sugli studenti. “I miei rapporti con il presidente Mattarella sono ottimi – rivendica Meloni – è un rapporto che gestiamo direttamente e chi briga per ostacolarlo rimarrà deluso. La sinistra è allo sbando e non sa come dire che non le va bene una riforma che dà il potere ai cittadini”.

Lo scontro con Schlein

L’altro bersaglio dell’intervista è la leader dell’opposizione Elly Schlein, controparte che da mesi ormai ha alzato i toni dello scontro con l’esecutivo. “Non mi permetto di dare consigli a Elly Schlein; negli anni ho visto una sinistra impegnata nella demonizzazione degli avversari mentre la politica dovrebbe essere rispetto dell’avversario, non lotta nel fango. Io ho rispetto per Schlein quindi spero che da quella parte della barricata sia lei a imprimere un cambiamento su questo”.

Da Schlein, però, Meloni afferma di rifiutare “lezioni” sul fisco: ribadisce che “le tasse non sono una cosa bellissima, lo confermo anche se la sinistra si indigna”. E sulla sanità rivendica un record di risorse sotto il suo governo.

19 Marzo 2024

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