Sulla penisola di Reykjanes

Eruzione del vulcano di Grindavík: è la quarta in tre mesi, l’allerta in Islanda

Era considerata imminente dalle autorità locali. Le eruzioni sono diventate molto frequenti, l'Islanda ospita il maggior numero di vulcani attivi d'Europa

Ambiente - di Redazione Web - 17 Marzo 2024

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This image provided by Iceland Civil Defense shows lava erupting from a volcano between Hagafell and Stóri-Skógfell, Iceland, on on Saturday, March 16, 2024. (Iceland Civil Defense via AP)
This image provided by Iceland Civil Defense shows lava erupting from a volcano between Hagafell and Stóri-Skógfell, Iceland, on on Saturday, March 16, 2024. (Iceland Civil Defense via AP)

Il vulcano Grindavík, che si trova nella penisola di Reykjanes in Islanda, è eruttato per la quarta volta in tre mesi, la settima in tre anni. L’ultima volta era successo lo scorso 8 febbraio. Squadre di soccorso hanno lavorato tutta la notte per rafforzare le barriere difensive intorno alla città. L’attività nella penisola di Reykhanes è ricominciata soltanto negli ultimi anni dopo 800 anni di quiescenza.

L’eruzione è scoppiata intorno alle 20:20 locali, le 21:20 in Italia. Era considerata imminente dalle autorità e dagli esperti locali. Non si poteva sapere né prevedere quando sarebbe avvenuta precisamente. I primi segnali dell’eruzione sono stati rilevati appena 15 minuti prima che la lava iniziasse a fuoriuscire. Il vulcano si trova nel sudovest dell’Islanda, a pochi chilometri dalla capitale Reykjavík. La città è stata evacuata e così la Laguna Blu, una nota area geotermale islandese tra le maggiori attrazioni turistiche dell’isola.

Gli effetti dell’eruzione a Grindavík

L’ufficio meteorologico islandese (Imo) ha affermato che l’eruzione, avvenuta nella serata di sabato, ha aperto una fessura nella terra lunga quasi 3 chilometri tra due montagne. La lava ha continuato a scorrere principalmente verso sud e sud-est a circa un chilometro all’ora di velocità durante la notte. Gli scienziati in tarda mattinata hanno fatto sapere che i flussi avevano leggermente rallentato. “L’attività sismica è diminuita dall’inizio dell’eruzione”, ha detto Pálmi Erlendsson dell’Imo all’emittente RÚV. La centrale elettrica di Svartsengi, che fornisce elettricità e acqua a circa 30.000 persone nella penisola di Reykjanes, è stata evacuata ed è stata gestita a distanza sin dalla prima eruzione nella regione, e attorno sono state costruite dighe per proteggerla.

Le eruzioni in Islanda

Le eruzioni sono diventate ormai molto frequenti a Grindavík, una cittadina che conta circa 3.800 abitanti. “Ormai questa è la nostra normalità”, ha commentato a Reuters un’abitante di Grindavík che proprio a causa dell’intensa attività vulcanica aveva lasciato casa sua lo scorso novembre. La prima delle ultime eruzioni si era verificata proprio lo scorso 11 novembre. Agli abitanti fu concesso di tornare nelle loro case soltanto il 19 febbraio, ma pochi decisero di tornare per la paura di nuove eruzioni o fenomeni sismici. Quella più grave lo scorso 14 gennaio, quando la lava arrivò a bruciare alcune case.

I terremoti e le eruzioni vulcaniche sono molto comuni in Islanda: l’isola si trova lungo la linea di congiunzione tra due placche tettoniche, la nordamericana e l’eurasiatica. Circa 28.000 persone vivono in questa regione, una delle più densamente popolate dell’Islanda. L’Islanda ospita il maggior numero di vulcani attivi d’Europa: 33. L’aeroporto di Keflavik, il principale dell’Islanda, lontano circa 50 minuti in auto da Grindavík, ha invece continuato a funzionare regolarmente.

17 Marzo 2024

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