Dopo il voto in Abruzzo

Elly Shlein: “Possiamo battere Meloni. Uniti ce la giochiamo, divisi no”

Politica - di Redazione Web - 12 Marzo 2024

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Elly Schlein partecipa alla conferenza nazionale delle donne democratiche – Politica – Roma, Italia – Sabato, 09 Marzo 2024 (foto Cecilia Fabiano / LaPresse)   Elly Schlein participates at general conference of democratics women – Politics – Rome, Italy – Saturday , March 09, 2024 (photo Cecilia Fabiano / LaPresse)
Elly Schlein partecipa alla conferenza nazionale delle donne democratiche – Politica – Roma, Italia – Sabato, 09 Marzo 2024 (foto Cecilia Fabiano / LaPresse) Elly Schlein participates at general conference of democratics women – Politics – Rome, Italy – Saturday , March 09, 2024 (photo Cecilia Fabiano / LaPresse)

“Io non demordo. L’alleanza fra tutte le forze d’opposizione è un percorso avviato, sono sicura che ce la faremo”. Così ha detto Elly Schlein, in una intervista a Repubblica il giorno dopo la disfatta del voto in Abruzzo. Per la Segretaria Dem quella del Campo Larghissimo rimane la scelta giusta per battere Meloni. “Nonostante la sconfitta, c’è una gran bella notizia oggi – ha continuato – in Europa è stato raggiunto l’accordo sui diritti dei lavoratori delle piattaforme, che è una battaglia della nostra famiglia socialista e di Nicolas Schmit, il commissario al Lavoro che è anche il candidato del Pse alla guida della Commissione Ue”.

La vittoria a Bruxelles sui ‘falsi autonomi’

E nonostante la sconfitta in Abruzzo parla della grande vittoria a Bruxelles sul tema dei ‘falsi autonomi’. “Con questa direttiva si danno finalmente diritti a 30 milioni di persone che nei nostri Paesi non ne avevano alcuno. Con l’introduzione della presunzione di subordinazione si evitano i “falsi autonomi” e si garantiscono tutele — su malattia, ferie, maternità, assicurazione obbligatoria — alle tante e ai tanti che finora hanno pagato sulla loro pelle questa intollerabile forma di sfruttamento. Un gigantesco passo in avanti. Che si accompagna a quello, altrettanto sostanziale, sulla trasparenza e la supervisione umana degli algoritmi. Non sarà più possibile licenziare via whatsapp. Davvero due bellissime vittorie”.

La sconfitta in Abruzzo

“È chiaro che in Abruzzo siamo stati sconfitti: ha prevalso Marsilio, a cui vanno i miei auguri di buon lavoro. Ma qualche mese fa nessuno poteva immaginare che quella regione, dove peraltro Meloni si è candidata, fosse contendibile: il governatore uscente era dato 20 punti avanti e noi, mettendo insieme le nostre forze su un progetto per il territorio e un profilo autorevole come Luciano d’Amico, abbiamo più che dimezzato lo scarto. Certo non basta, ma la strada è tracciata. Dimostra che ci siamo giocati la partita, divisi non sarebbe accaduto. Il dibattito per una volta è che il centrosinistra ha perso perché ha preso meno voti, non perché si è spaccato. Ci indica la direzione, spronandoci a insistere”

Conte, Calenda e Renzi

Mentre sul fronte Europee la segretaria glissa (“Non abbiamo ancora novità”, dice), parla delle prossime sfide elettorali e del rapporto con gli alleati. Dice di aver sentito Giuseppe Conte e di non essere preoccupata del saliscendi di preferenze del Movimento 5 Stelle: “Credo che allearsi sia una necessità perché nessuno di noi è autosufficiente. Noi continueremo a seminare sapendo che è un lavoro di costruzione paziente”. E a Calenda, che dice che il Campo Largo non esiste, risponde che le etichette non le sono mai piaciute: “Abbiamo vinto in Sardegna, purtroppo perso in Abruzzo, ma non demordiamo. La strada è quella giusta”. E su Renzi e Bonino dice che il Pd si rivolge “a tutte le forze che si oppongono al governo Meloni. È un fatto matematico prima ancora che politico”. Mentre il rischio di vincere ma poi di non riuscire a governare lo considera minimo: “L’importante è la coerenza del messaggio. Il seme sul quale far germogliare la coalizione di centrosinistra”.

12 Marzo 2024

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