L'indagine a Busto Arsizio

Riccardo Bossi indagato per truffa sul reddito di cittadinanza: incassati indebitamente 13mila euro

Cronaca - di Redazione - 8 Marzo 2024

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Riccardi Bossi in tribunale nel 2015
Riccardi Bossi in tribunale nel 2015

Il padre, il “senatur” Umberto, è ancora il punto di riferimento per chi nella Lega vorrebbe ancora la dicitura “Nord” nel simbolo contro le aspirazioni nazionali di Matteo Salvini.

Il figlio invece, Riccardo Bossi, ha altro a cui pensare. Il primogenito del fondatore del Carroccio è infatti indagato per truffa ai danni dello Stato in relaziona alla percezione indebita del reddito di cittadinanza, che ha ha incassato tra il 2020 e il 2023.

Secondo l’accusa, rappresentata dal pm della Procura di Busto Arsizio (Varese) Nadia Alessandra Calcaterra, la quale ha depositato l’avviso di conclusione indagini e si prepara a chiedere il rinvio a giudizio di Bossi junior, Riccardo avrebbe percepito 280 euro ogni mese per 43 mensilità per un ammontare complessivo di 12.800 euro.

Erogazione del reddito di cittadinanza collegata però al canone di locazione di un appartamento come sostegno al pagamento. Appartamento dal quale, però, secondo quanto accertato dagli inquirenti, Bossi era già stato sfrattato in quanto moroso. Da qui la contestazione del reato di truffa ai danni dello Stato.

Al momento Riccardo Bossi, assistito dall’avvocato Federico Magnante, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Avrà ora 20 giorni di tempo per chiedere di essere ascoltato e depositare memorie difensive.

Il figlio maggiore del “senatur” era già finito al centro della cronaca giudiziaria nel 2020, quando venne querelato dal proprietario di un ristorante di Milano per non aver pagato il conto da 240 euro di una cena alla vigilia di Natale con un’amica.

di: Redazione - 8 Marzo 2024

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