Il nuovo film del regista

Intervista a Paolo Virzì: “Torno a Ventotene e dico sinistra, non tutto è perduto”

Il regista di “Ovosodo” torna a girare nell’isola dove nacque l’europeismo. In scena il conflitto tra destra e sinistra che fece le fortune di “Ferie d’agosto”. Un sequel pieno di speranza. “L’avanzata dei nazionalismi ci porta al baratro”

Cinema - di Chiara Nicoletti - 7 Marzo 2024

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Intervista a Paolo Virzì: “Torno a Ventotene e dico sinistra, non tutto è perduto”

Due tribù di villeggianti, due Italie apparentemente inconciliabili, destinate ad incontrarsi di nuovo a Ferragosto, per un sfida stavolta definitiva.

Descrive così Un Altro Ferragosto, il regista Paolo Virzì che riprende le fila dello scontro tra due famiglie diversissime lì, a Ventotene, dove le aveva lasciate, in Ferie D’agosto, secondo film della sua carriera, uscito nel 1996.

In sala con 01 distribution dal 7 marzo, il film conta sulla partecipazione di un cast corale quasi da far invidia al precedente. Tornano Silvio Orlando, Laura Morante, Sabrina Ferilli a cui si aggiungono Vinicio Marchioni, Christian De Sica, Andrea Carpenzano e Anna Ferraioli Ravel.

Nell’incontrare Virzì e il suo parterre di attori e attrici, troppo numerosi per stare tutti su un palco, non si può non partire dal perché si siano aspettati quasi trent’anni per un “sequel” di un film amatissimo e che tanto rappresentava la nostra Italia socialmente e politicamente parlando.

Si dilunga volutamente il regista e racconta tutti i motivi di questo film, dalla commemorazione all’idea politica fino ad un sogno: “Una delle ragioni è stato il fatto che sia passato tanto tempo tanto più che in questi anni sono venuti a mancare due protagonisti così importanti come Piero Natoli ed Ennio Fantastichini. Non abbiamo omesso la loro scomparsa nel film ma anzi ci abbiamo costruito il racconto” precisa Virzì che ha scritto Un Altro Ferragosto con il fratello Carlo e uno dei suoi amici e co-sceneggiatori storici nonché ormai navigato regista Francesco Bruni.

E poi c’è la stagione politica d’Italia: “Ferie d’agosto fu una commedia scritta nel 1994, all’alba di una nuova stagione politica d’Italia, poi durata a lungo. La fine di quella stagione e l’inizio di un’altra mi ha fatto acconsentire alle numerose sollecitazioni di produttori e distributori su questo sequel, già appuntato negli animi”.

Infine un sogno: “nel 2021 presentammo il restauro di Ferie d’agosto a Bologna e durante l’incontro con il pubblico, ci chiesero secondo noi cosa penserebbero quei personaggi di ciò che siamo diventati oggi” svela il regista di Ovosodo.

Che confessa: “in quei giorni sognai in bianco e nero i confinati di Ventotene, c’erano Pertini, Spinelli, Ravera ma c’erano anche Ennio e Piero. In particolare Piero che mi diceva in romano: “non sta a fa’ il prezioso, te stamo a aspetta’”.

Un altro ferragosto è un film che fotografa attentamente la nostra realtà ma lo fa guardandosi indietro, a chi e come eravamo. “È stato molto emozionante per me girare questo sequel perché ripercorrere le vicende di queste due famiglie e fare un bilancio su come si diventa, mi ha fatto capire che con il tempo che passa non è detto che si diventi più forti, anzi, può essere che si diventi più fragili. È stato poi un modo di riflettere sulla mia vita, non a caso lo presento nel giorno in cui compio 60 anni”.

Con la saggezza degli anni appena compiuti, Virzì poi ammette le sue defezioni da regista alle prime armi con Ferie d’agosto e descrive i cambiamenti fatti in questo seguito, suo diciassettesimo film: “Non sapevo che fare, è girato di merda Ferie d’agosto ma alla fine mi interessava la sconsolatezza di Marisa (Sabrina Ferilli), la fragilità di Cecilia (Laura Morante), il modo ruvido ma caldo e affettuoso di Sandro Molino (Silvio Orlando) e la spavalderia dei Mazzalupi. Per questo film qualcosa di grammatica cinematografica l’ho imparata e si sente ancora di più l’isola, Ventotene, ancora più protagonista, scelta all’epoca per quel suo stare in disparte, senza menzionare il suo passato”.

“Questa volta è protagonista”, ribadisce Virzì – con il suo passato e la sua storia, isola simbolo in cui si è generata l’idea di una convivenza civile nel dopoguerra, non a caso in un momento in cui, lo dice lo stesso Sandro, la democrazia è in crisi”.

È proprio la malattia terminale di Sandro Molino, il personaggio interpretato da Silvio Orlando a riunire la famiglia a Ventotene, luogo che li aveva visti (forse) felici.

A radunarli è proprio il figlio di Sandro, Altiero (Andrea Carpenzano), il cui arrivo era stato annunciato nel primo film, quasi trent’anni prima, oggi imprenditore digitale in America, con marito modello al seguito.

A contrapporsi a questa reunion amarcord con tanto di lezione di storia d’Italia fatta da Sandro al nipote Tito, a far riferimento a quella Ventotene terra di confino per gli intellettuali antifascisti e luogo di genesi per il Manifesto di Ventotene, il matrimonio della influencer Sabrina (Anna Ferraiolo Ravel) con l’approfittatore filofascista Cesare (Vinicio Marchioni).

Ecco che il terreno è fertile per quella sfida finale annunciata dallo stesso regista nelle note di regia sopracitate e resa perfettamente in uno scontro di battute a raffica, durante il matrimonio, che ci ricorda chiaramente le due fazioni in cui è divisa l’Italia ed il mondo tutto al momento.

A non vedere di buon occhio il matrimonio della nipote con un uomo che evidentemente non la ama, c’è Marisa (Sabrina Ferilli) che ritroviamo vedova di Marcello (Piero Natoli) e ora in una nuova relazione con l’ingegnere Pierluigi Nardi Masciulli (Christian De Sica), promessa di bella vita tra i grattacieli di Dubai.

Di questo personaggio ritrovato, Ferilli, star di Raiuno con Gloria, dice: “Nel film si vedrà che Marisa ha intuito bene che il matrimonio della nipote non è il passo giusto. È un personaggio malinconico e tutte le donne che vengono raccontate in questo film sono malinconiche ma mai vinte, rassegnate”.

Nel ruolo del nuovo amore di Marisa, la new entry e maestro della commedia per Virzì, Christian De Sica:Ho accettato di corsa il ruolo – racconta l’attore – era un fiore all’occhiello per la mia carriera fare un film con Paolo Virzì. Dopo mio padre, Paolo è stato l’unico regista che all’orecchio mi diceva cosa dovevo togliere, quando dovevo farlo ridere, quando dovevo recitare. Con gli altri del cast mi sono sentito protetto. Altro che Vacanze di Natale, mi sono molto divertito, Sabrina è mia sorella, è stata una bella festa, speriamo in un terzo film”.

Un altro ferragosto, dichiara il regista, è “anche un film sulla morte perché fa parte della vita, un film dove ci sono stati dei lutti ma ci sono state delle rinascite, degli innamoramenti, degli amori che non finiscono ed altri che si esauriscono”.

Omaggia, anche se pare involontariamente, il suo La prima cosa bella, quando raduna attorno al letto del malato, la sua famiglia con ultime cose da dire e una canzone da cantare.

A chi gli chiede se il film racconta la fine di un’utopia di sinistra, vista la delusione dell’intellettuale Sandro, ex giornalista de l’Unità, Virzì ricorda il rapporto che il personaggio di Orlando ha instaurato con il giovane nipote Tito, a cui ha tramandato i racconti epici e le gesta dei sognatori dell’Europa a Ventotene: “c’è un bambino di 10 anni che sembra appassionatissimo a questa storia e probabilmente la racconterà. Non tutto è perduto, Tito è il nostro futuro, forse sarà il prossimo leader della sinistra”.

Ricordando poi Ventotene, protagonista del film e isola simbolo, Virzì si spinge ad un commento sul valore politico del suo film: “Abbiamo girato mentre era in corso una guerra in Europa, in un clima di esplosione di nuovi nazionalismi. Usciamo con il film mentre il mondo riprende fuoco e quindi probabilmente c’è quel desiderio da parte nostra di tener viva questa memoria e la fiducia nell’idea di un’entità sovranazionale, l’Europa, per confrontarci con i problemi globali. Siamo dentro politiche securitarie che danno una risposta sbagliata di chiusura, che può i riportare il mondo alla catastrofe mentre noi invece ci auguriamo che prevalga un’ipotesi di apertura”.

7 Marzo 2024

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