La richiesta negata

“Al 41bis mi vietano di ascoltare Radio Radicale”, la denuncia di un detenuto

Si fa un gran parlare delle regole penitenziarie europee che altri paesi dovrebbero rispettare, giusto, ma anche l’Italia dovrebbe farlo, e io potrei scrivere pagine e pagine di articoli e violazioni delle regole europee in materia di detenzione, ma sono 41 bis e nessuno se ne preoccupa

Giustizia - di Redazione Web - 3 Marzo 2024

CONDIVIDI

“Al 41bis mi vietano di ascoltare Radio Radicale”, la denuncia di un detenuto

Un detenuto al 41-bis scrive al deputato di Italia Viva Roberto Giachetti lamentando il fatto che gli viene impedito di iscriversi a Nessuno tocchi Caino, vedere alcuni canali TV nazionali, ascoltare Radio Radicale. Inoltre, denuncia che durante le perquisizioni alla sua cella gli viene imposto di non essere presente.

Ci chiediamo. Quali ragioni di sicurezza possono giustificare il divieto di iscriversi a un’associazione come Nessuno tocchi Caino che si batte per l’abolizione della pena di morte nel mondo, per scongiurare la pena “fino alla morte” degli ergastolani ostativi e per i diritti dei detenuti ispirandosi alla più rigorosa nonviolenza pannelliana, allo stato di diritto e ai principi democratici?

Quali ragioni preventive possono giustificare il divieto di ascoltare Radio Radicale alla quale sono riconosciuti contributi statali per il “servizio pubblico” che svolge da cinquant’anni con la trasmissione dei lavori parlamentari, delle riunioni del CSM, della Corte costituzionale e di eventi pubblici di partiti e associazioni di ogni ispirazione politica?

Roberto Giachetti porrà al Ministro Nordio queste e altre domande sollecitate da un essere umano che si vorrebbe sepolto al 41-bis, ma che è capace di richiamare le istituzioni al rispetto dei sacri principi costituzionali e convenzionali europei, principi che non possono essere sacrificati sull’altare della ragion di Stato in spregio dello stato di diritto.

Onorevole Roberto Giachetti,
non so se si ricorda di me, sono C. V., attualmente detenuto in regime di 41 bis, con fine pena mai, in prigione dal 2003 e al 41 bis dal 2006. Ho avuto modo di conoscerla in una sua precedente visita qui dove mi trovo.

Le scrivo perché ho cercato di fare la tessera all’Associazione Nessuno tocchi Caino in modo tale da partecipare e sostenere chi da anni si batte per noi detenuti, ma mi hanno risposto che non è previsto dalla norma, quindi non posso tesserarmi.

Tale risposta del DAP e della direzione non corrisponde al vero, infatti non hanno indicato nessuna norma che lo impedisca, mentre l’art. 18 della Costituzione consente a tutti di associarsi liberamente, la Legge 4 agosto 1955 n.848 di ratifica della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo all’art. 11 afferma il diritto di ogni persona alla libertà di associazione e, se leggerà le raccomandazioni dei ministri agli stati Membri sulle Regole Penitenziarie Europee dell’11 gennaio 2006, all’art. 24 punto 11 scrive che sia assicurata la partecipazione ad aspetti della vita pubblica.

Invece, pur non essendoci leggi o norme che lo vietino, mi si impedisce di tesserarmi a Nessuno tocchi Caino: le chiedo se può aiutarmi a veder riconosciuto questo diritto a tesserarmi. Poi non è l’unica limitazione che si fa al di fuori delle regole penitenziarie europee dell’11 gennaio 2006, per citarne alcuni, l’art. 24 al punto 10 è previsto che le limitazioni a quotidiani, trasmissioni radio, o tv, possono essere imposte solo da autorità giudiziaria (che in verità vieta di acquistare solo giornali con cronaca locale), noi invece abbiamo limiti sui canali tv nazionali, sulle radio nazionali; pensi che mi si vieta di ascoltare Radio radicale, così come i canali tv come già scritto, non perché un’autorità giudiziaria l’ha deciso, ma in base ad una circolare del DAP che anche se non è un’autorità giudiziaria, fa queste limitazioni al di fuori della Costituzione Italiana (Art.21).

Oppure l’art. 54, al punto 8, dove si scrive che il detenuto deve essere presente quando si perquisiscono i loro effetti personali: noi invece veniamo fatti uscire dalla cella e gli agenti hanno così accesso alle lettere che sono in cella, agli atti processuali, ai certificati medici, frugano e manipolano la proprietà privata e noi non possiamo assistere anche se non ci sono i motivi di sicurezza che lo impediscono… ma se vengono i carabinieri dall’esterno, mi dissero che dovevo essere presente alla perquisizione (carcere di Benevento 2005, credo) quindi i carabinieri rispettano le leggi e la penitenziaria non ha regole?

Sa, si fa un gran parlare delle regole penitenziarie europee che altri paesi dovrebbero rispettare, giusto, ma anche l’Italia dovrebbe farlo, e io potrei scrivere pagine e pagine di articoli e violazioni delle regole europee in materia di detenzione, ma sono 41 bis e nessuno se ne preoccupa, o almeno molti.

Onorevole Roberto può fare qualcosa per farmi fare il tesseramento, o farmi presenziare alla perquisizione in cella che fanno due volte a settimana, o farmi sentire Radio Radicale e altre radio nazionali?

In attesa, le porgo i miei saluti e grazie di cuore per il vostro impegno nel difendere i diritti dei detenuti, credo che Marco sarebbe contento di lei e della Bernardini che avete raccolto il suo testimone. (11 febbraio 2024).

*Ergastolano, detenuto al 41bis

3 Marzo 2024

Condividi l'articolo