L’annuncio

Chico Forti rientra in Italia, l’annuncio dopo 24 anni di detenzione in Usa: “Firmata autorizzazione”

Giustizia - di Redazione Web - 1 Marzo 2024

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“Sono felice di annunciare che dopo 24 anni di detenzione negli Stati Uniti è stata firmata l’autorizzazione al trasferimento in Italia di Chico Forti. Un risultato frutto dell’impegno diplomatico di questo governo della collaborazione con lo Stato della Florida e con il governo degli Stati Uniti che ringrazio. E’ un giorno di gioia per Chico per la sua famiglia per tutti noi lo avevamo promesso lo abbiamo fatto e ora aspettiamo in Italia Chico Forti”. Così in un video diffuso a Washington la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha annunciato la notizia che in tanti aspettavano da tempo: Chico Forti può tornare in Italia. La sua storia è intrisa di misteri e di una battaglia per il suo rientro con tanti colpi di scena. Meloni non è stata la prima ad annunciare il suo rientro, prima di lei già Di Maio. Ma all’annuncio non c’era stato seguito.

Chi è Chico Forti

L’8 febbraio Chico Forti ha festeggiato in cella a Miami il suo 24esimo compleanno. E’ nella prigione americana che sta scontando l’ergastolo per l’omicidio di Dale Pike. Ma lui si è sempre dichiarato innocente. E’ in carcere dall’11 ottobre 1999. In tanti si sono interessati alla sua vicenda, sia comuni cittadini sia personaggi famosi e politici. E già a Natale 2020 l’allora ministro degli esteri Di Maio aveva annunciato l’imminente trasferimento di Forti in Italia per scontare il resto della pena secondo la Convenzione di Strasburgo. Ma non è mai avvenuto. Col passare del tempo il gruppo di suoi sostenitori si è fatto sentire sempre più infoltendosi e incrementando campagne di sensibilizzazione in tutta Italia e all’estero. Ha avuto il supporto di personaggi famosi nel mondo dello spettacolo da Fiorello, Jovanotti, Rocco Siffredi, Joe Squillo ad Andrea Boccelli che anche per queste 65 candeline è andato a trovarlo in carcere insieme alla moglie e alla figlia Virginia.

La storia di Chico Forti è incredibile. Nato a Trento, è stato campione di windsurf, ha lavorato come videomaker e come produttore televisivo. Nel 1990 partecipa a Telemike vince una grossa somma di denaro, grazie alla quale nel 1992 si trasferisce negli Stati Uniti d’America.

Chico Forti ritenuto colpevole di omicidio in America

Nel 1998 viene accusato dell’omicidio di Dale Pike, figlio di Anthony Pike, dal quale Forti stava acquistando il Pikes Hotel, a Ibiza. L’ipotesi è che qualcuno aveva informato Dale che suo padre, affetto da demenza senile, stava per cedere a una truffa di Forti. Nel 2000 Forti viene condannato all’ergastolo senza la possibilità di liberazione condizionale anche se ha sempre gridato la sua innocenza. Dubbi e lati oscuri sulla vicenda – e quindi sull’incarcerazione e sulla colpevolezza dell’uomo – hanno continuato ad alimentarsi per oltre vent’anni.

L’impianto accusatori sembrò fragile fin da subito. Persino l’ipotesi della truffa fu archiviata. Come accusa rimase a suo carico solo un’affermazione da lui stesso fatta e poi ritrattata rilasciata nel corso di un lunghissimo interrogatorio condotto in assenza di avvocato difensore. Qualcuno insinuò che la polizia di Miami volesse vendicarsi per un documentario prodotto da Chico Forti, Il sorriso della Medusa, nel quale veniva messa in dubbio la ricostruzione ufficiale secondo cui Andrew Cunanan, il serial killer che uccise Gianni Versace, si era suicidato.

Nel 2000 la giuria popolare chiamata a pronunciarsi sul caso lo ritenne colpevole dell’omicidio “oltre ogni ragionevole dubbio” nonostante le irregolarità nell’interrogatorio, i dubbi sul movente, la mancanza di tracce di Dna e impronte sul luogo del crimine, nonostante l’assenza del test della polvere da sparo e nonostante il superamento della prova della macchina della verità, alla quale l’italiano si sottopose volontariamente. Arrivo così la condanna all’ergastolo.

Secondo quanto riportato da Repubblica le incongruenze non finiscono qui. Restano una condanna all’ergastolo senza condizionale e una serie di violazioni delle garanzie dell’imputato: dalla mancata lettura dei suoi diritti (come quello a non rilasciare dichiarazioni autoincriminanti) da parte dei poliziotti, fino al comportamento gravemente negligente del primo legale e alla omessa comunicazione alle autorità consolari italiane di ciò di cui si stava accusando Forti, secondo quanto previsto dalla Convenzione di Vienna.

La storia del rientro in Italia di Chico Forti

Luigi Di Maio, all’epoca ministro degli esteri, diede l’annuncio trionfale sui suoi social della imminente ritorno in Italia di Chico Forti il 23 dicembre 2020: “Ho una bellissima notizia da darvi: Chico Forti tornerà in Italia – scrisse – L’ho appena comunicato alla famiglia e ho informato il presidente della Repubblica e il presidente del Consiglio. Il Governatore della Florida ha infatti accolto l’istanza di Chico di avvalersi dei benefici previsti dalla Convenzione di Strasburgo e di essere trasferito in Italia. Si tratta di un risultato estremamente importante, che premia un lungo e paziente lavoro politico e diplomatico. Non ci siamo mai dimenticati di Chico Forti, che potrà finalmente fare ritorno nel suo Paese vicino ai suoi cari. Sono personalmente grato al Governatore De Santis e all’Amministrazione Federale degli Stati Uniti. Un ringraziamento speciale al Segretario di Stato Mike Pompeo, con il quale ho seguito personalmente la vicenda e con il quale ho parlato ancora nel fine settimana, per l’amicizia e la collaborazione che ha offerto per giungere a questo esito così importante. Il Governo seguirà ora i prossimi passi per accelerare il più possibile l’arrivo di Chico. Erano vent’anni che aspettava questo momento e siamo felici per lui, per i suoi cari, per la sua famiglia, per tutta la città di Trento. È un momento commovente anche per noi”. Ma all’annuncio non seguirono i fatti e anni dopo Forti rimase lì. Fino all’annuncio il 1 marzo di Giorgia Meloni da Washington

La gioia dello zio di Chico Forti

“Il presidente Meloni mi ha chiamato questa sera anticipandomi la notizia del rientro di Chico in Italia. In ogni incontro fatto con lei negli ultimi cinque anni me l’aveva sempre promesso. Negli ultimi mesi l’avevo sentita diverse volte e ogni volta mi aveva ribadito che avrebbe riportato Chico in Italia. Adesso ha mantenuto la parola”. È emozionato Gianni Forti, lo zio dell’imprenditore trentino in carcere in Florida dal 1999 con l’accusa di omicidio, nel ricordare che il governatore della Florida ha firmato il documento che consente il trasferimento nel nipote in Italia. “Sono travolto dall’emozione, non ce la faccio nemmeno a fare un ‘respirone’ – dice Forti all’ANSA -. Sono 25 anni che viaggio dall’Italia agli Stati Uniti, avrà fatto almeno 50 voli verso la Florida per arrivare a questo risultato. E poi centinaia di migliaia di chilometri in auto e treno in Italia. Con il supporto degli Amici di Chico e di tante persone, che ci sono state vicine, abbiamo promosso centinaia di eventi. Ma senza alcuna contestazione solo per dare un supporto pacifico alla nostra causa. Devo dire grazie di cuore a tutti coloro che in questi anni hanno avuto sempre fede, convinti che il rientro di Chico in Italia sarebbe avvenuto”.

1 Marzo 2024

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