La ricorrenza e il meteo

Cos’è la Candelora, il significato e il proverbio della festività del 2 febbraio

Curiosità - di Redazione Web - 1 Febbraio 2024

CONDIVIDI

Candele durante la festa della candelora. Foto di repertorio
Candele durante la festa della candelora. Foto di repertorio

La Candelora si celebra 40 giorni dopo il Natale. Si tratta di una festività tra il religioso e il profano e simboleggia la fine dell’inverno e l’arrivo della primavera. Sin dalle tradizioni più antiche è una data propizia per riti che invocano fecondità e fertilità. Una data legata anche a proverbi e alle previsioni meteo.

Quando è la Candelora: il 2 febbraio 2024

Il giorno della candelora è il 2 febbraio, la data in cui per la Chiesa cattolica è avvenuta la presentazione di Gesù al tempio che avveniva 40 giorni dopo la nascita secondo quanto prescritto dalla Legge giudaica per i primogeniti maschi. Nel calendario tridentino la festa è chiamata “Purificazione della Beata Vergine Maria”. La festa viene osservata anche dalla Chiesa ortodossa e da diverse chiese protestanti. Ma ha anche radici molto antiche, nella tradizione popolare e nei riti pagani. Antiche fiaccolate rituali già si facevano nei Lupercali che avvenivano intorno alla metà di febbraio. Ma papa Gelasio I (492-496) ottenne dal Senato l’abolizione dei pagani Lupercali, che furono sostituiti dalla festa cristiana della Candelora. Nel VI secolo la ricorrenza fu anticipata da Giustiniano al 2 febbraio, data in cui si festeggia ancora oggi.

Significato della candelora

Nella celebrazione si benedicono le candele, e da qui il termine Candelora. Le candele sono infatti il simbolo di Cristo “luce per illuminare le genti”, come il bambino Gesù venne chiamato dal vecchio Simeone al momento della presentazione al Tempio di Gerusalemme. Man mano la festività prese sempre più un carattere mariano richiamando la purificazione della Madonna. Negli Stati Uniti nella stessa data c’è la “festa della marmotta”.

Il proverbio della Candelora e il meteo

Alla Candelora sono legati alcuni proverbi che darebbero indicazioni sulle previsioni meteo dei mesi in arrivo. In Calabria, dopo questa festa, si pronosticano altri 40 giorni prima dell’esplosione della bella stagione, a Trieste si dice che se la Candelora “viene con sole e bora siamo fuori dell’inverno, se viene con pioggia e vento, siamo ancora dentro l’inverno”. A Bologna gli anziani ne sono certi: “Il giorno della Candelora, che nevichi o piova, dall’inverno siamo fuori, ma se c’è il sole ne avremo ancora per un mese almeno”.

Filastrocca veneta

Il proverbio veneto più famoso sulla Candelora dice: ” quando vien la Candelòra de l’inverno semo fora, ma se piove o tira vento ne l’inverno semo drento“. Che vuol dire che se il giorno della Candelora c’è bel tempo, si dovranno aspettare ancora diverse settimane perché l’inverno finisca e arrivi la primavera, invece, se alla Candelora il tempo è brutto, la primavera sta già arrivando. Un po’ come gli americani nel giorno della “Festa della marmotta” guardano verso la tana del piccolo animale: se esce e il tempo è nuvoloso, l’inverno finirà presto; se invece c’è il sole si spaventerà vedendo la sua ombra e correrà di nuovo nella sua tana. Questo significa che l’inverno continuerà per altre sei settimane.

La tradizione della Candelora a Montevergine

In Campania la tradizione della Candelora è legata alla Madonna, in particolare quella di Montevergine, Santuario in cima alla montagna nell’avellinese. Una celebrazione molto sentita dalla comunità Lgbt che festeggia con un pellegrinaggio a ritmo di musica delle tarantelle. Si chiama “La juta dei femminielli” e celebra da decenni Mamma Schiavona, la “Grande Madre”, la madonna nera di Montevergine, di ‘femminielli’ e persone LGBTQ+. Il 2 febbraio, giorno della Candelora, si apre il ciclo delle “Sette Sorelle”, ovvero le sette festività dedicate ad altrettante Madonne campane che si dice siano legate all’iconografia delle sette Sibille. Si racconta che il culto mariano s’innesta sul cultodella “Grande Madre”, creando un punto di connessione tra sacro e profano, apollineo e dionisiaco. E così ogni anno si ripete la tradizione.

1 Febbraio 2024

Condividi l'articolo