La mossa della Procura

Fausto e Iaio, storia di un omicidio irrisolto: nuova indagine sui due militanti di sinistra uccisi nel ‘78

Cronaca - di Redazione - 16 Gennaio 2024

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Fausto e Iaio, storia di un omicidio irrisolto: nuova indagine sui due militanti di sinistra uccisi nel ‘78

La Procura di Milano ci riprova. A distanza di 46 anni, i magistrati tornano ad indagare sull’omicidio di Fausto e Iaio, Fausto Tinelli e Lorenzo ‘Iaio’ Iannucci, i due militanti della sinistra milanese uccisi il 18 marzo del 1978, ammazzati in via Mancinelli al Casoretto per un duplice omicidio ancora oggi senza colpevoli accertati.

La storia di Fausto e Iaio

A spiegare la “storia” di Fausto e Iaio ci pensa Davide Steccanella, avvocato e uno dei massimi esperti della storia degli anni Sessanta e Settanta.

Il 18 marzo del 1978 dopo un pomeriggio con gli amici alla Crota Piemunteisa, ritrovo abituale dei giovani del centro sociale Leoncavallo nel Casoretto, Fausto Tinelli e Lorenzo ‘Iaio’ Iannucci si avviano per andare a cena a casa del primo decisi a tornare alla sera per un concerto blues. Nella sala biliardo, diranno i testimoni, ci sono tre giovani che nessuno aveva mai visto prima. Verso le 19.45 in via Mancinelli di fronte al cancello di ferro della Sir James Henderson School i due notano persone ferme seminascoste nella penombra e le raggiungono. Dopo un breve scambio di battute costoro esplodono 8 colpi calibro 32 e scappano. Due di loro hanno sacchetti e indossano impermeabili chiari, il terzo porta un giubbotto marroncino. Iaio muore all’istante mentre Fausto agonizzera no all’arrivo dell’autoambulanza e morirà durante il trasporto”, spiega Steccanella parlando all’Agi.

Le due giovani vittime, entrambi appena 18enni, “avevano collaborato a Dossier eroina. Nomi e indirizzi degli spacciatori di Milano e provincia, un’inchiesta dei collettivi comunisti autonomi e del Centro di lotta e informazione contro l’eroina, di cui solo qualche giorno prima L’Espresso aveva pubblicato alcuni estratti”.

L’indagine archiviata

È opinione comune che la matrice politica dell’omicidio dei due ragazzi sia attribuibile agli ambienti dell’estrema destra, anche a quella gravitante attorno ai Nar romani: il caso fu però archiviato nel dicembre 2000 dall’allora gip di Milano Clementina Forleo senza un colpevole.

Nell’archiviazione il gip aveva scritto di ”significativi elementi” a ”carico della destra eversiva e in particolare degli indagati” dell’epoca, Massimo Carminati, Claudio Bracci e Mario Corsi, che restavano, però, indizi senza diventare prove.

La nuova inchiesta su Fausto e Iaio

Steccanella dubita che la nuova inchiesta, un fascicolo a modello 45, ovvero senza ipotesi di reato né indagati, possa portare a scoperte decisive. La riapertura del caso viene definita dall’avvocato “un po’ demagogica, se in assenza di fatti nuovi” e “destinata a finire nel nulla, per quanto lodevole dal punto di vista storico perché non si è mai riusciti a individuare gli autori dell’omicidio”.

A sollecitare la riapertura delle indagini era stato nei mesi scorsi il sindaco di Milano Beppe Sala con una lettera al procuratore capo di Milano Marcello Viola. Ci vorranno però nuovi elementi che portino ad una richiesta di riapertura delle indagini da parte dei pm, Viola ha assegnato il fascicolo a Leonardo Lesti e Francesca Crupi della sezione distrettuale antiterrorismo, da inoltrare all’ufficio gip.

di: Redazione - 16 Gennaio 2024

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