L'indagine

Tiziana Cantone, il caso si chiude: la sua morte fu suicidio, archiviato il fascicolo per omicidio

Cronaca - di Redazione - 11 Gennaio 2024

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Tiziana Cantone, il caso si chiude: la sua morte fu suicidio, archiviato il fascicolo per omicidio

La morte di Tiziana Cantone fu un suicidio. Anche l’ultimo fascicolo di indagine aperto contro ignoti dalla Procura di Napoli Nord, con l’accusa di omicidio colposo, si è chiuso con l’archiviazione.

Caso chiuso dunque per la tragica scomparsa della 31enne di Mugnano di Napoli, trovata morta il 13 settembre 2016 nell’abitazione della zia a Casalnuovo di Napoli, impiccata con un foulard al collo dopo la diffusione online senza il suo consenso di video hot con l’ex compagno che erano rapidamente diventati virali, ancora oggi in rete.

Le nuove indagini condotte dal pubblico ministero Giovanni Corona non hanno fatto emergere elementi sostenere un’ipotesi diversa da quella del suicidio, in particolare dalla riesumazione del cadavere non sono arrivate tracce utili, così come dai cellulari sequestrati e sbloccati dopo mesi.

Perché era stato riaperto il caso

Ad oggi tutte le diverse inchieste aperte sulla morte di Tiziana Cantone si sono chiuse con l’archiviazione. Nell’ultima richiesta di riaprire le indagini il Gip di Napoli Nord Raffaele Coppola aveva evidenziato che “lo stato scheletrico del corpo, riesumato nel maggio 2021 a distanza di cinque anni dalla morte rende impossibile qualsivoglia valutazione sulle consulenze di pm e parte offesa”.

Quanto alla morte della 31enne “si può ipotizzare una metodica asfittica riconducibile a strangolamento al pari di un soffocamento da suicidio”.

L’assoluzione dell’ex compagno

Nel novembre 2022 venne invece assolto Sergio Di Palo, l’ex fidanzato di Tiziana, dalle accuse di falsità privata, simulazione di reato, calunnia e accesso abusivo a sistema informatico. L’uomo e la Cantone furono indagati per aver falsamente accusato di aver diffuso sulla rete i video alcune persone, risultate invece estranee ai fatti.

Fu la Cantone a sporgere una denuncia nei confronti di un gruppo di cinque persone che riteneva colpevoli di essersi appropriate e di avere diffuso i filmati sul web. Le indagini però fecero emergere delle incongruenze sulla testimonianza della ragazza (la quale ad esempio riferì di avere perso il cellulare) e gli inquirenti, alla fine, decisero di archiviare la posizione dei cinque nei confronti dei quali era stato inizialmente ipotizzato il reato di diffamazione e di violazione della privacy.

Ne scaturì l’inchiesta per calunnia nei confronti di Di Palo e Cantone, poi morta suicida. Dunque resta ancora senza nome chi diffuse i video.

di: Redazione - 11 Gennaio 2024

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