Le elezioni il 13 ottobre

Lai Ching-te: il candidato presidente favorito a Taiwan che non piace alla Cina, William Lai e l’indipendenza

Si apre con uno degli appuntamenti più delicati il "più grande anno elettorale della storia". Secondo i sondaggi Lai è favorito, vince chi prende più voti. In campagna elettorale ha smorzato i toni rispetto al passato. Si era definito "un lavoratore pragmatico a favore dell’indipendenza”

Esteri - di Redazione Web - 9 Gennaio 2024

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Taiwan President and Democratic Progressive Party presidential candidate William Lai speaks at the presidential debates at Taiwan Public Television Service in Taipei, Taiwan, Saturday, Dec. 30, 2023. Taiwan will hold its presidential election on Jan. 13, 2024. (AP Photo/Pei Chen, Pool)
Taiwan President and Democratic Progressive Party presidential candidate William Lai speaks at the presidential debates at Taiwan Public Television Service in Taipei, Taiwan, Saturday, Dec. 30, 2023. Taiwan will hold its presidential election on Jan. 13, 2024. (AP Photo/Pei Chen, Pool)

Se come il 2024 sarà “il più grande anno elettorale della storia”, uno degli appuntamenti più attesi e monitorati e perfino preoccupanti è quello delle elezioni presidenziali che si terranno a Taiwan sabato 13 gennaio. Neanche una settimana fa Taipei aveva denunciato l’uso di palloni aerostatici in funzione di spionaggio da parte della Cina. Pechino rivendica da sempre l’“isola ribelle” come parte del suo territorio e negli ultimi anni ha perfino aumentato la pressione militare e politica. “Tutti i cinesi dai due lati dello Stretto di Taiwan devono essere legati da un obiettivo comune e condividere la gloria del rinnovamento della nazione cinese”, ha dichiarato il Presidente Xi Jinping nel suo discorso di fine anno.

Si vota sabato prossimo, 13 gennaio, per eleggere il Presidente e per rinnovare il Parlamento. Favorito il Partito Democratico Progressista, favorevole all’indipendenza. A seguire il Kuomintang (KMT) di Hou Yu-ih, il candidato preferito di Pechino. E quindi il Tpp dell’indipendente Ko Wen-je, ex sindaco della capitale Taipei. Grande attenzione sul voto in particolare da Washington, da sempre molto vicina all’isola: il portavoce della sicurezza nazionale degli Stati Uniti ha osservato come “noi ovviamente sosteniamo la democrazia e le istituzioni democratiche di Taiwan, e vogliamo vedere elezioni libere, giuste, aperte e trasparenti. E siamo certamente consapevoli che attori esterni potrebbero tentare di interferire”.

Chi è il candidato William Lai

Lai Ching-te, detto anche William Lai, è al momento vicepresidente del Partito Progressista Democratico (DPP), centrosinistra, lo stesso della presidente uscente Tsai Ing-wen. Ha 64 anni, studi in medicina anche ad Harvard. Entrò in politica a inizio anni Ottanta quando Taiwan divenne una democrazia libera e abbandonò la professione. È stato sindaco della città di Tainan e primo ministro dal 2017 al 2019. Ha sempre fatto parte dell’ala più progressista del partito, che spinge per maggiore autonomia di Taiwan dalla Cina.

Si è definito in passato “un lavoratore pragmatico a favore dell’indipendenza”. E questo sarebbe il problema: candidato favorito, ha impostato la sua campagna elettorale sulla moderazione: in passato si era detto favorevole all’indipendenza dell’isola, nella corsa al voto ha invece dichiarato che non farà mosse in quella direzione. Le posizioni che ha assunto in passato hanno fatto comunque presagire a diversi osservatori una grave crisi qualora dovesse essere eletto. È al 36% secondo i sondaggi, staccati al 31% e al 24% gli altri due principali sfidanti.

La Cina ha sempre considerato l’isola di Taiwan come parte del proprio territorio. La maggior parte della comunità internazionale non ha riconosciuto l’isola come indipendente per non urtare gli equilibri con la Cina. Di fatto dal 1949 Taipei non è mai stata governata dal Partito Comunista Cinese, è di fatto indipendente. Lo scenario peggiore, spesso descritto dagli osservatori, è una crisi delle relazioni fino a una reazione militare se non proprio un’invasione dell’isola. Le elezioni non prevedono doppio turno: chi ottiene più voti entra in carica. La partita è aperta.

9 Gennaio 2024

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