L'indagine

Danilo Coppola arrestato a Dubai, chi è l’immobiliarista e “furbetto del quartierino” finito latitante

Cronaca - di Redazione - 6 Dicembre 2023

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Danilo Coppola arrestato a Dubai, chi è l’immobiliarista e “furbetto del quartierino” finito latitante

La fuga a Dubai non gli ha evitato l’arresto. Danilo Coppola, l’immobiliarista romano protagonista delle scalate bancarie e che assieme ad altri imprenditori aveva fatto parte dei cosiddetti “furbetti del quartierino”, come li aveva definiti Stefano Ricucci, è stato arrestato oggi a Dubai.

L’arresto è avvenuto dopo che la Procura di Milano aveva emesso nel luglio 2022 nei confronti dell’imprenditore 56enne un mandato di arresto internazionale: Coppola è stato condannato in via definitiva a sette anni di reclusione per la bancarotta del Gruppo Immobiliare 2004 e delle società Mib Prima e Porta Vittoria. L’immobiliarista ha poi in corso, sempre a Milano, un secondo procedimento penale per una presunta tentata estorsione ai danni di Prelios.

Chi è Danilo Coppola

Nato a Roma da una famiglia di origini siciliane, Coppola viene da una famiglia di costruttori: il nonno tira su interi quartieri residenziali in Marocco, il padre Paolo diventa a sua volta costruttore lavorando in particolare nell’area sud-est della Capitale tra Tuscolana e Casilina.

Per il giovane Danilo la svolta avviene dopo la scomparsa del padre, morto prematuramente nel 1995. Il genitore gli lascia in eredità l’azienda di famiglia, lui continua a fare affari puntando su terreni da rivalutare sui quali costruire abitazioni di lusso: nel 2004, scrive il Corriere della Sera ricostruendo la sua storia professionale, l’azienda vale un miliardo di euro e l’immobiliarista si guadagna il soprannome di “Er Cash”, puntando al Nord Italia e soprattutto a Milano.

Gli interessi a Milano e nelle banche

Gli anni di Milano fanno esplodere il suo business. Nel capoluogo meneghino compra alcuni stabili in via Montenapoleone e in via Manzoni, ma i primi anni Duemila iniziano anche i suoi interessi nel settore bancario.

Coppola nel 2003 mette le mani sul 5% della Banca Nazionale del Lavoro (Bnl) e il 2% di Bim, entra a piazzetta Cuccia, la sede di Mediobanca, con una quota del 4,66%. Si interessa anche al calcio, alla Roma, di cui acquista il 2,5 per cento del capitale: proprio dal patron della Roma Franco Sensi acquista lo storico Hotel Cicerone di Prati, dove sono passati tutti i campioni giallorossi.

I “furbetti del quartierino”

Il suo nome, noto solo negli ambienti finanziari e fino a quel momento relegato alle pagine economiche dei grandi quotidiani, ottiene le prime pagine quando esplode nel 2005 lo scandalo di Bancopoli. Assieme al banchiere Gianpiero Fiorani e ai finanzieri Emilio Gnutti e Stefano Ricucci, fa parte dei “furbetti del quartierino”.

Definizione che si deve allo stesso Ricucci che, intercettato dagli inquirenti, parlando delle banche estere che tentavano la scalata ad Antonveneta e Bnl, stavano agendo da “furbette” come le bande dei quartieri di Roma.

Secondo la procura di Milano, Coppola faceva parte dei cosiddetti “concertisti”, ossia degli alleati occulti di Fiorani e della sua Banca Popolare Italiana nella scalata a Banca Antonveneta. A luglio di quell’anno viene disposto il sequestro delle azioni Antonveneta detenute da Coppola, oltre alle plusvalenze guadagnate alterandone artificialmente il prezzo.

L’arresto e la condanna

L’arresto di Coppola avviene il primo marzo del 2007: le accuse sono di bancarotta, riciclaggio, associazione a delinquere e appropriazione indebita, con un sequestro di bene del valore di circa 120 milioni di euro. L’immobiliarista finisce per 104 giorni in carcere in isolamento, tenta un paio di volte il suicidio e infine gli vengono concessi i domiciliari, anche perché viene accertato che l’imprenditore romano soffre di claustrofobia e la vita carceraria è incompatibile con la sua salute e il suo equilibrio psichico.

In primo grado viene condannato a sei anni di reclusione per bancarotta fraudolenta: trascorre altri due anni e mezzo recluso tra carcere, domiciliari e ospedale: in una intervista al Corriere della Sera nel 2022, quando è già in fuga, racconta di essere arrivato a pesare 46 chili e di esser stato costretto a muoversi in sedia a rotelle.

L’assoluzione e la nuova condanna

Nel 2012, un anno dopo l’estinzione di tutti i debiti col Fisco italiano del gruppo Coppola, la Corte di Cassazione accoglie il ricorso della Micop Immobiliare e annulla la sentenza di fallimento. L’assoluzione dall’accusa di bancarotta fraudolenta arriva con formula piena il 7 maggio 2013, “perché il fatto non sussiste”.

Eppure i guai non finiscono qui. Nell’aprile 2016 Coppola viene condannato a nove anni per la bancarotta fraudolenta di altre società del suo gruppo, avvenuta tra il 2007 e il 2008, per un buco di quasi 300 milioni di euro. Quindi viene nuovamente arrestato nel maggio dello stesso anno dalla Finanza con l’accusa di bancarotta fraudolenta e sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte in relazione all’indagine sulla Porta Vittoria SpA, la sua società che avrebbe dovuto riqualificare l’omonimo quartiere di Milano, poi salvata dal fallimento su richiesta dei creditori.

Coppola viene nuovamente condannato per la bancarotta di Gruppo Immobiliare 2004 e delle società Mib Prima e Porta Vittoria: setta anni di reclusione con sentenza definitiva.

La fuga nella “località segreta”

Coppola diventa una “star” su Instagram: dal 9 marzo 2022 fornisce aggiornamenti da una “località segreta” sfoggiando megaville e megayacht. Il giorno prima era stato spiccato un ordine di custodia cautelare nei suoi confronti per una tentata estorsione sempre nell’ambito di Porta Vittoria.

Intervistato dal Corriere della Sera, Coppola dirà di averlo saputo e preferito “non farmi trovare. Non vorrei fare l’ennesimo carcere preventivo per poi essere di nuovo assolto”. L’immobiliarista si diceva vittima di un complotto: “Mi hanno arrestato perché davo fastidio ai poteri forti, i miei processi hanno dato spettacolo, in 18 anni ne ho subiti oltre trenta, spesso sono stato assolto”. L’epilogo oggi con l’arresto a Dubai: dovrà tornare nel Belpaese per affrontare le nuove accuse.

di: Redazione - 6 Dicembre 2023

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