“Reclutato da Kiev”

Russia, cittadino italo-russo arrestato per sabotaggio: avrebbe confessato l’attacco a un treno

Esteri - di Redazione - 1 Dicembre 2023

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Russia, cittadino italo-russo arrestato per sabotaggio: avrebbe confessato l’attacco a un treno

Un 35enne di Ryazan, con cittadinanza italiana e russa, è stato arrestato dall’Fbs, i servizi di sicurezza della Federazione Russa, con l’accusa di aver commesso “attacchi terroristici”.

L’uomo sarebbe stato fermato nell’aeroporto Vnukovo di Mosca: secondo diversi media russi si tratterebbe di Ruslan Sidiki, 35 anni compiuti lo scorso febbraio e residente a Rjazan, a circa 200 chilometri a sud-est di Mosca.

Le accuse di terrorismo e sabotaggio

Sidiki è accusato di “atti di sabotaggio e atti terroristici presso infrastrutture militari e siti di trasporto nella regione di Rjazan”: in particolare, secondo quanto comunicato a RIA Novosti dal Centro relazioni con il pubblico dell’Fsb russo, il 35enne italo-russo avrebbe preso parte al sabotaggio e all’esplosione di un treno merci.

Secondo il comitato investigativo russo, il sospettato è stato identificato durante un’indagine penale sulla detonazione di un ordigno esplosivo improvvisato l’11 novembre 2023 sulla sezione Rybnoye – Checkpoint nella regione di Ryazan, a circa 177 km a sud-est di Mosca, quando 15 vagoni di un treno merci in transito si sono ribaltati.

Il 35enne con cittadinanza italiana rischia, in caso di condanna, fino a 32 anni di carcere.

La presunta confessione

L’Fsb parla addirittura di una confessione da parte di Sidiki: “Secondo la testimonianza del detenuto, nel febbraio 2023 a Istanbul, è stato reclutato da un dipendente della direzione principale dell’intelligence del Ministero della difesa ucraino, dopo di che ha seguito un addestramento al sabotaggio a Jekabpils (Lettonia) con la partecipazione diretta delle forze armate lettoni servizi speciali e nel marzo 2023 sono tornati a Ryazan”, si legge nella nota rilasciata dai servizi di sicurezza “eredi” del vecchio Kgb sovietico.

Sidiki avrebbe partecipato anche ad altre operazioni di sabotaggio: in particolare un attacco con droni carichi di esplosivo contro la base militare di Dyagilevo, nella regione di Rjazan, nel luglio scorso. Secondo i canali Telegram “Baza” e “Astra”, l’attacco avrebbe provocato un cratere nel parcheggio dell’aeroporto, ma non avrebbe fatto ulteriori danni.

Secondo l’Fsb, al sospettato sarebbero stati sequestrati componenti per la fabbricazione di esplosivi e ordigni esplosivi, oltre ad apparecchiature di comunicazione e supporti elettronici “contenenti foto e video dei crimini commessi”.

Il ruolo della Farnesina

Una vicenda su cui il Consolato Generale a Mosca, in stretto raccordo con la Farnesina, è al lavoro: il Ministero degli Esteri italiano, secondo quanto viene spiegato dalla Farnesina, sta conducendo le opportune verifiche sul caso.

di: Redazione - 1 Dicembre 2023

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