La sentenza sull'ex avvocato

Intervista a Gian Domenico Caiazza: “Pittelli condannato ad ogni costo, lo abbiamo imparato con Tortora…”

Parla l’avvocato di Pittelli: “Condannato per un reato rispetto al quale pochi mesi fa Cassazione e Riesame avevano escluso la sussistenza anche solo di indizi gravi”

Interviste - di Angela Stella - 21 Novembre 2023 alle 16:00

Gian Domenico Caiazza e Giancarlo Pittelli
Gian Domenico Caiazza e Giancarlo Pittelli

Ieri è arrivata la sentenza di Rinascita Scott. Undici anni di reclusione è la pena inflitta dal Tribunale di Vibo Valentia ( Presidente Brigida Cavasino, Claudia Caputo e Germana Radice a latere) all’avvocato ed ex parlamentare di Forza Italia Giancarlo Pittelli, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. Per lui la Dda aveva chiesto la condanna a 17 anni. Ne parliamo con uno dei suoi legali Gian Domenico Caiazza che lo assiste insieme ai colleghi Salvatore Staiano e Guido Contestabile.

Avvocato la prima reazione a questa condanna?
L’avvocato Giancarlo Pittelli viene condannato per quello stesso reato rispetto al quale solo pochi mesi fa la Corte di Cassazione prima, ed il Tribunale per il Riesame subito dopo, avevano escluso la sussistenza anche solo di indizi gravi di colpevolezza. Tanto basta a far comprendere, a tutti coloro che abbiano l’onestà intellettuale di volerlo fare, quanto questa condanna fosse ad ogni costo indispensabile per salvare la credibilità della intera operazione investigativa Rinascita Scott. Sono dinamiche che abbiamo drammaticamente imparato a conoscere in altri clamorosi casi giudiziari, a cominciare da quello di Enzo Tortora; e da quei casi giudiziari abbiamo anche imparato che, alla fine, l’innocenza dell’imputato verrà riconosciuta, seppure con imperdonabile ritardo, e dopo aver causato danni incommensurabili. Questo sarà, da subito, il nostro ancora più determinato impegno, questa la nostra certezza.

Come si fa a spiegare ad un lettore non tecnico la contraddittorietà di quello che lei ha appena affermato?
Lo capiremo dalle motivazioni. È difficile da capire anche per un tecnico, un giurista, un avvocato.

Secondo Lei ha pesato nella decisione la giovane età del collegio giudicante?
Non voglio fare questo tipo di valutazione. Certamente è un dato oggettivo che si tratti di un collegio di magistrate giovanissime alle quali è stato affidato un compito molto gravoso rispetto ad una vicenda di straordinaria complessità. Ricordiamo che la Dda guidata allora dal procuratore Gratteri aveva ricusato la giudice titolare in quanto, come gip di Catanzaro, aveva autorizzato la proroga di un’intercettazione nell’ambito dello stesso procedimento. La ricusazione sarebbe stata più sensata se fatta da un difensore e non in maniera anomale dalla Procura così come è avvenuto. Sta di fatto che il pm ha ottenuto che la magistrata più esperta fosse fatta fuori dal processo.

E la pressione della stampa sempre pronta a dare spazio alle parole dell’accusa dentro e fuori l’aula del Tribunale?
Capiremo meglio anche questo quando leggeremo le motivazioni della sentenza. Che su questo processo, sul suo esito e specificatamente sulla sorte di Giancarlo Pittelli si giocasse la partita dell’intera credibilità dell’inchiesta e ci fosse una pressione anche mediatica enorme non ci sono dubbi.

Come ha accolto Pittelli la decisione?
Giancarlo Pittelli ha avuto una vita distrutta da queste vicende. Non poteva essere ottimista date tutte le circostanze.

21 Novembre 2023

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