Cos’è l’inflazione e perché sta aumentando in Italia: dalla guerra alla crisi energetica, fino alla speculazione

Economia - di Carmine Di Niro - 8 Maggio 2023

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Cos’è l’inflazione e perché sta aumentando in Italia: dalla guerra alla crisi energetica, fino alla speculazione

Il 2022 è stato, dal punto di vista dell’economia globale, l’anno dell’inflazione. L’economia mondiale è stata infatti profondamente segnata dalla guerra in Ucraina, tra crisi energetica, l’impatto delle sanzioni contro la Russia di Putin, l’aumento dei tassi di interesse deciso dalla Banca centrale europea e dalla Federal Reserve statunitense e, appunto, l’inflazione.

Una tendenza al rialzo dell’inflazione, un parametro che misura gli aumenti dei prezzi di un insieme di prodotti e servizi rappresentativo del costo medio della vita, era già in atto dalla seconda metà del 2021 e anche in questi primi cinque mesi del 2023 la situazione non sembra migliorare, quantomeno non quanto si aspettano Bce e Fed con la loro politica aggressiva di rialzo dei tassi di interesse,  che notoriamente è la principale “arma” per rallentarne l’aumento, con l’effetto collaterale però di rallentare l’andamento dell’economia, che veniva in questi anni dalla lunga crisi dovuta alla pandemia di Covid-19.

L’inflazione, a livelli accettabili, è in realtà una componente normale dell’economia, ma dalla seconda metà del 2021 ad oggi è schizzata a livelli che non si vedevano dagli anni Settanta: ad aprile in Italia è risalita all’8,3% su base annua, dal 7,6% del mese precedente rilevato dall’Istat. A questi livelli l’inflazione provoca seri problemi alle famiglie ma anche alle imprese.

I prezzi del cosiddetto “paniere Istat”, beni e servizi più acquistati dal consumatore medio e che sono quindi rappresentativi del costo della vita (e per questo aggiornati ogni anno dall’Istat) stanno continuando ad aumentare nonostante i prezzi dell’energia siano tornati su livelli più contenuti: lo si nota dall’inflazione di fondo, quella che si ottiene togliendo dall’inflazione generale i prezzi di cibo ed energia, cioè quelli più volatili molto suscettibili a movimenti improvvisi.

È anche per questo che ormai non pochi economisti e analisti sottolineano come dietro l’aumento dei prezzi, non più giustificabile dai rincari dell’energia che si sono avuti in particolare nei primi mesi post conflitto in Ucraina, vi sia una strategia delle imprese, che stanno approfittando dell’attuale scenario economico.

Il motivo è presto detto: i consumatori sono al momento disposti a pagare di più, ritenendo gli aumenti giustificati da una serie impressionante di eventi catastrofici che si sono susseguiti negli ultimi tre anni: dalla pandemia di Covid-19 alla crisi della supply chain, per finire con la guerra in Ucraina e la crisi energetica. Di fronte a quei rincari le imprese si erano “protette” dai costi di produzione maggiori scaricando il tutto sul prezzo finale imposto al consumatore e aumentano o quantomeno non diminuendo i margini di guadagno.

Oggi però, come spiegano per esempio gli analisti di Bloomberg, che al riguardo hanno anche coniato il termine “excuseflation“, dalla crasi tra excuse (scusa, pretesto) e inflation (inflazione) gli effetti di quegli eventi non vi sono più, o quantomeno sono notevolmente ridotti: l’aumento dei prezzi attuale, l’inflazione, sarebbe in questo periodo un banale ma carissimo pretesto utilizzato dalle aziende per aumentare i prezzi dei loro prodotti e servizi ed aumentare i loro profitti.

8 Maggio 2023

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