La scelta controversa di Sony

Playstation, addio videogiochi col disco: dal 2028 solo formato digitale, è un colpo ai diritti dei consumatori

Tecnologia - di Carmine Di Niro

2 Luglio 2026 alle 17:48

Condividi l'articolo

Playstation, addio videogiochi col disco: dal 2028 solo formato digitale, è un colpo ai diritti dei consumatori

A partire dal gennaio 2028 tutti i nuovi giochi in vendita per PlayStation, la consolle prodotta da Sony, usciranno esclusivamente in formato digitale: stop al supporto fisico, al cd dentro la custodia di plastica da inserire dentro la “Play” prima di iniziare a giocare sul divano di casa. Quella esperienza, che comportava così anche la possibilità di scambiare il videogioco con amici e, soprattutto, di rivenderlo, terminerà da due anni su decisione del colosso giapponese. L’annuncio, firmato da Sid Shuman, direttore delle comunicazioni di Sie (Sony Interactive Entertainment), parla di “tendenze in evoluzione nelle preferenze dei consumatori” che spingono l’industria dell’intrattenimento verso il digitale. Tecnicamente sarà ancora possibile comprare videogiochi nei negozi fisici ma al loro interno si troverà esclusivamente un codice con cui scaricare digitalmente il prodotto: non pare una coincidenza che la comunicazioni di Sony arrivi pochi giorni dopo l’annuncio da parte di Rockstar Games in merito all’attesissimo Grand Theft Auto VI, videogame in lavorazione ormai da 13 anni e in uscita il prossimo 19 novembre, che prevede per chi acquisterà una copia fisica la presenza all’interno della confezione del solo codice per il download.

Se la scelta di Sony rappresenta la naturale evoluzione di un mercato che oggi, secondo alcuni analisti, vede l’85% dei giochi per PS5 venduti in formato digitale nell’ultimo anno fiscale, d’altra parte la decisione dell’azienda giapponese resta un colpo pesante nei confronti dei diritti dei consumatori. Non c’è solo infatti la questione relativa alla possibilità per il videogiocatore, in quanto proprietario del disco contente il gioco, di poterlo vendere, prestare, regalare, anche distruggere: c’è soprattutto la questione relativa a cosa accadrà da oggi a 5, 10 o 20 anni a quelle che saranno delle “librerie digitali” di videogiochi su cui l’utente potrà avere un controllo ridotto essendo di fatto una licenza, che può essere revocata o annullata dal detentore dei diritti in base ad accordi commerciali e decisioni irrevocabili. È in parte il tema che sollevò l’attore Bruce Willis sull’eredità della musica acquistata su iTunes, il servizio di acquisto e streaming musicale di Apple: che fine faranno i videogiochi che abbiamo comprato (digitalmente)?

Non gioca a favore della mossa di Sony la recente polemica per la rimozione di oltre 500 film e serie tv dagli account PlayStation Store per la scadenza di un accordo con StudioCanal, con l’azienda giapponese che al momento non ha fornito risposte alle domande sul rendere trasferibile in futuro la proprietà dei giochi digitali.

2 Luglio 2026

Condividi l'articolo