Le indagini
Caccia all’uomo a Roma: chi è Shahadat Hossain, ricercato per la famiglia sterminata a colpi di mannaia a Casalotti
70 segnalazioni dell'uomo accusato del triplice omicidio di una coppia e della figlia di 8 anni. Al momento il movente più ribadito appare essere quello della strage passionale
Cronaca - di Redazione Web
Salgono a 70 le segnalazioni alla polizia dell’uomo ricercato per la strage di famiglia di Casalotti, triplice omicidio di marito, moglie e figlia nel quartiere alla periferia ovest di Roma. Si chiama Shahadat Hossain, è originario del Bangladesh e ha 43 anni, sospettato di aver ucciso la coppia di connazionali e la figlia di otto anni. Al vaglio la rete dei contatti dell’uomo, controlli alle frontiere, posti di blocco di Polizia e Carabinieri in città, controlli alle stazioni ferroviarie e agli stazionamenti degli autobus diretti all’estero, negli aeroporti e nelle frontiere: la moglie e il figlio vivono nel Regno Unito. Si setacciano anche luoghi isolati in periferia.
La polizia ha diffuso la foto e le generalità dell’uomo. “Come disposto dalla Procura di Roma che sta coordinando l’attività di indagine della Squadra Mobile sul triplice omicidio perpetrato si divulga agli organi di stampa e sui canali social della Polizia di Stato la foto del presunto autore del delitto, identificato per Shahadat Hossain, nato in Bangladesh, il 10 maggio 1983”, si leggeva nel gruppo Whatsapp della Polizia. “Chiunque avesse indicazioni o informazioni utili al rintraccio del presunto autore” deve “contattare l’utenza 3346903295 della Squadra Mobile”.
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Si chiamavano Kamal Uddin, 39 anni, la moglie Arzu, 38 anni, e Alicia, la figlia di 8 anni le vittime del triplice omicidio. La strage, a colpi di mannaia, si era consumata nell’appartamento in via Montiglio venerdì sera. L’unico a salvarsi era stato Onion, primo figlio della coppia. L’uomo ricercato era amico della famiglia sterminata, l’ipotesi più ribadita è quello della strage passionale: la 38enne uccisa avrebbe rigettato più volte le avances del 43enne che avrebbe ammazzato prima la donna e la bambina che erano in casa e dopo l’uomo appena rientrato con il figlio. Onion è stato trasportato in ospedale, ricoverato al policlinico Gemelli, dov’è stato operato alla testa.
Hossain, proprio il giorno della strage, aveva ottenuto dalla Questura di Frosinone il riconoscimento dello status di rifugiato politico e il conseguente permesso di soggiorno. “Un uomo non muore da solo. Dovresti morire con i tuoi cari. Così nessuno deve soffrire per nessuno”, scriveva sui social. L’ultima cella agganciata dal cellulare dell’uomo, nella notte tra venerdì e sabato, è stata individuata in una zona poco distante dal quartiere Casalotti. Chi indaga al momento non esclude alcuna ipotesi, neanche quella del suicidio, una dinamica già osservata in casi simili. Ma al momento restano soltanto ipotesi.