Paura in Sudamerica
Trema il Venezuela, si teme l’ecatombe dopo due fortissime scosse di terremoto: “Una vera tragedia”
Le scosse 7.2 e 7.5. “Almeno 32 morti e 700 feriti”. Case sbriciolate, servizi e trasporti sospesi. Si scava tra le macerie. Verifiche sugli italiani. Trump: “USA pronti ad aiutare”
Ambiente - di Redazione Web
Almeno 32 morti e oltre 700 feriti negli ospedali in Venezuela dove la scorsa notte si sono verificate due forti scosse di terremoto. A comunicare i dati la presidente ad interim Delcy Rodriguez. “Lo stato più colpito è La Guaira. Ci sono decine di edifici danneggiati. Là è una vera tragedia. Stiamo ricevendo squadre di recupero e di soccorso. Voglio ringraziare il presidente Trump, come altri governi che ci stanno aiutando”. Attivati anche il ministero degli Esteri italiano e l’ambasciata italiana a Caracas per valutare i danni e le eventuali vittime. Al momento non risultano vittime italiane, secondo quanto comunicato dall’ambasciatore Giovanni Umberto De Vito alla Rai.
Le scosse sono state registrate poco dopo la mezzanotte italiana, intorno alle 18:00 locali: la prima di magnitudo 7.2 e la seconda di magnitudo 7.5, intervallate da una pausa di una quarantina di secondi. L’epicentro del primo terremoto è stato individuato a Morón, città costiera a 170 chilometri dalla capitale Caracas, a una profondità di 22 chilometri. Il secondo, ancora più forte e superficiale, a pochi chilometri a sudovest dal primo, a 16 chilometri in profondità. Dichiarato lo stato di emergenza nazionale.
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Tenemos un objetivo central y esencial: salvar vidas en unión nacional, unidos vamos a superar esta tragedia. pic.twitter.com/OXlmrKZo9m
— Delcy Rodríguez (@delcyrodriguezv) June 25, 2026
Il punto più colpito sarebbe Catia La Mar, nello stato di La Guaira. Rodriguez ha descritto la situazione come “una vera tragedia”. Tra gli edifici più danneggiati la Scuola Navale, gli edifici residenziali a Playa Grande, alcuni isolati nel complesso residenziale Hugo Chavez e lungo Avenida El Ejército. Sospesa l’erogazione del gas, scuole chiuse fino alla fine della settimana, interrotte le forniture di acqua, sospesi treni e metropolitane e chiuso l’aeroporto Simon Bolivar che è stato duramente danneggiato. Le scosse sono state così forti che alcuni edifici sono stati evacuati anche nel nord del Brasile.
Aiuto offerto dal Presidente degli Stati Uniti Donald Trump che ha annunciato di aver ordinato a tutte le agenzie del governo di prepararsi a intervenire. “Le due grandi scosse che hanno appena colpito il grande popolo del Venezuela sono entrambe di enorme intensità e hanno provocato un numero devastante di morti. Gli Usa sono pronti, disponibili e in grado di aiutare”, ha scritto in un post sul suo social Truth. Il ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani ha fatto sapere che “l’Italia è pronta a prestare assistenza e chiederemo alla UE di attivare il meccanismo di Protezione Civile UE che coordina e finanzia interventi di emergenza in situazioni del genere”.
⭕ Dos potentes terremotos de 7,2 y 7,5 de magnitud sacuden Venezuela
En la capital, el techo del aeropuerto de Maiquetía se ha hundido y todos los vuelos están cancelados. El ministro alertó para que las personas no se queden en sus casas ante el peligro de réplicas
— EL PAÍS América (@elpais_america) June 25, 2026
Non si verificava un terremoto così forte da 126 anni nel nord del Venezuela. Le scosse potrebbero esser state provocate dallo scivolamento delle placche caraibica e sudamericana sulle quali sorge il Paese, sulla faglia di Bocono. Nel 1812 il Venezuela era stata colpito da una scossa di magnitudo 7.7. Paura per le tante abitazioni fatiscenti che ospitano famiglie in un paese dai livelli di povertà altissimi. Aiuti e soccorsi sono stati inviati dai governi di Ecuador, Uruguay, Brasile, Repubblica Dominicana, El Salvador, Cile, Argentina, Bolivia e Panama. Tra i primi Paesi europei a offrire sostegno la Spagna. Altri aiuti dovrebbero arrivare anche da Messico e Qatar. Anche la Cina ha promesso “tutta l’assistenza possibile”.