La retromarcia

Tassa sui pacchi extra Ue, il governo Meloni rinvia a ottobre l’imposta da 2 euro: da luglio solo i dazi europei da 3 euro

Economia - di Redazione

23 Giugno 2026 alle 11:32

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Tassa sui pacchi extra Ue, il governo Meloni rinvia a ottobre l’imposta da 2 euro: da luglio solo i dazi europei da 3 euro

Come ampiamente previsto, il governo Meloni ha scelto di rinviare nuovamente l’entrata in vigore della tassa da due euro sui cosiddetti “mini-pacchi” provenienti da Paesi extra Ue e che contengono merce per un valore inferiore ai 150 euro. La decisione è stata presa nel Consiglio dei ministri che ha approvato un decreto legge per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza: tra le norme c’è appunto quella che rinvia dal primo luglio al primo ottobre la tassa introdotta dallo stesso esecutivo di Giorgia Meloni nel dicembre 2025 tra forti dubbi.

L’obiettivo all’epoca, e ancora oggi, era quello di disincentivare gli acquisti di prodotti a basso costo provenienti in particolare dalla Cina con un duplice intento: da una parte per le problematiche ambientali e sociali derivanti da questi acquisti, dall’altra per la concorrenza “scorretta” nei confronti delle imprese italiane.

La tassa introdotta dal governo arrivava però con un timing decisamente sbagliato perché andava a sovrapporsi ad una seconda imposta da tre euro su cui da tempo era al lavoro anche l’Unione Europea e che entrerà in vigore dal prossimo luglio almeno fino al 2028, quando dovrebbe diventare operativo il nuovo sistema digitale doganale europeo. Le due tasse si sarebbero così sovrapposte, creando un balzello da cinque euro, un unicum a livello europeo, per ogni singolo pacco di valore inferiore a 150 euro proveniente da un paese fuori dall’Unione Europea. All’epoca dell’approvazione da parte del governo Meloni, a Palazzo Chigi era ben noto che a livello comunitario si stava discutendo di un provvedimento simile: la decisione fu però di andare avanti lo stesso, soprattutto per tentare di racimolare qualche centinaio di milioni di euro a copertura di alcune misure previste nella legge di bilancio dello scorso anno.

Inoltre dopo l’approvazione della tassa i rappresentanti del settore del trasporto e logistica italiani avevano protestato contro la scelta del governo, sottolineando come muovendosi da sola l’Italia avrebbe paradossalmente danneggiato non la Cina ma il settore della logistica italiano. Come? Con uno stratagemma piuttosto semplice, ovvero inviare i pacchi extra Ue in altri Paesi europei che non hanno adottato la tassazione, come la vicina Francia o la Germania, e poi spedirli in Italia con i camion. In questo modo, come denunciato all’epoca da Confetra, la federazione dei trasporti e della logistica, aggirare il balzello imposto dal governo Meloni sarebbe stato semplice. Altro metodo prevedeva far atterrare gli aeri carichi di merce cinese a basso costo già in Italia, ma portare la merce in un altro Paese Ue per venire “sdoganata” prima di far ritorno in Italia a bordo di camion: è una possibilità prevista dal regime di transito doganale previsto dalle normative europee.

di: Redazione - 23 Giugno 2026

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