Cannavaro perquisito dai cani

Mondiali, i controlli “hard” negli Usa di Trump: la star dell’Iraq interrogata 7 ore, l’arbitro somalo respinto senza spiegazioni

Sport - di Carmine Di Niro

9 Giugno 2026 alle 10:41

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Mondiali, i controlli “hard” negli Usa di Trump: la star dell’Iraq interrogata 7 ore, l’arbitro somalo respinto senza spiegazioni

La star del calcio iracheno interrogato per sette ore, l’arbitro somalo rispedito a casa senza alcuna spiegazione, il ct dell’Uzbekistan Fabio Cannavaro ispezionato con i cani antidroga.

È la problematica gestione della sicurezza da parte degli Stati Uniti, pronti ad ospitare i Mondiali di calcio assieme a Canada e Messico con la partita inaugurale prevista giovedì 11 giugno alle 21 (ora italiana). Che la questione degli ingressi nel Paese sarebbe stata problematica per determinati tifosi era emerso chiaramente già negli scorsi mesi, viste le politiche imposte dalla Casa Bianca di Donald Trump nei confronti dei cittadini stranieri.

Eppure in pochi si sarebbero aspettati un tale livello di “severità”. Un campionato a parte lo gioca l’Iran, che dopo l’esplodere del conflitto lo scorso febbraio con Stati Uniti e Israele aveva visto la sua partecipazione a lungo “in sospeso”. I rappresentanti della Repubblica Islamica ci saranno, ma il loro ritiro è stato spostato in tutta fretta dall’Arizona a Tijuana, in Messico, e per due partite che dovrà giocare negli Usa (a Los Angeles e Seattle, oltre 2mila chilometri da Tijuana) il team iraniano dovrà entrare e uscire dagli Stati Uniti il giorno stesso delle partite sul territorio americano. “Possiamo entrare la mattina e dobbiamo ripartire lo stesso giorno”, ha confermato ai giornalisti l’inviato iraniano Abolfazl Pasandideh poco prima dell’arrivo della Nazionale iraniana di calcio.

Un arrivo complicato negli Stati Uniti anche per altre delegazioni. Ne sa qualcosa Aymen Hussein, la stella dell’Iraq e attaccante dell’Al Karma: all’arrivo all’aeroporto O’Hare di Chicago è stato interrogato per sette ore agenti dell’immigrazione dello scalo americano che gli hanno anche confiscato il telefono, poi restituito. Secondo l’agenzia Reuters tutti i giocatori e i componenti della delegazione iracheno sono stati interrogati dalla polizia di Chicago.

Ancora peggio è andata all’arbitro somalo Omar Abdulkadir Artan, 34 anni, considerato nel 2025 il miglior fischietto africano. All’arrivo negli Stati Uniti è stato respinto dagli agenti dell’immigrazione e rimandato in Turchia, da dove era partito, senza alcuna spiegazione. Artan è tra i 52 arbitri selezionati dalla Fifa per arbitrare le partite dei Mondiali, il primo cittadino somalo a essere stato scelto per farlo: la Somalia è inclusa nel “travel ban”, un provvedimento di Trump che impedisce alle persone provenienti da determinati paesi di entrare negli Stati Uniti, ma Artan aveva ottenuto un visto diplomatico, che però per motivi ignoti non è stato sufficiente per il suo ingresso negli States. La Fifa, che con Gianni Infantino è ormai piegata ai voleri del tycoon, ha scelto di “lavarsi le mani” del caso del suo arbitro: “La Fifa non è coinvolta nei processi di immigrazione del Paese ospitante, comprese le procedure di rilascio dei visti, ed è stata informata dalle autorità che lo status del signor Artan non subirà modifiche al momento“, ha dichiarato un portavoce dell’organizzazione in un comunicato.

C’è anche un pezzetto d’Italia in questa storia. Fabio Cannavaro, icona del calcio nostrano e capitano della Nazionale che vinse il Mondiale nel 2006, è stato ispezionato con metal detector e cani antidroga all’arrivo negli Stati Uniti come commissario tecnico dell’Uzbekistan, trattamento riservato anche ai suoi calciatori e membri della Federazione.

9 Giugno 2026

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