Calcio

Silvio Baldini arrivato per restare: il ct ad interim della Nazionale ribaltata ha posto il dubbio, candidato alla panchina dopo le vittorie dell’Italia

Due vittorie nelle due amichevoli che hanno mostrato il giusto atteggiamento in campo, valorizzazione del talento, consapevolezza per la maglia. Resta uno scenario improbabile ma non più impensabile: i favoriti sono Conte e Mancini

Sport - di Antonio Lamorte

8 Giugno 2026 alle 15:58

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Italy’s coach Silvio Baldini reacts during a friendly soccer match between Greece and Italy at Pankritio stadium in Heraklion, on the southern island of Crete, Greece, Sunday, June 7, 2026. (Image Online/InTime Sports via AP)
Italy’s coach Silvio Baldini reacts during a friendly soccer match between Greece and Italy at Pankritio stadium in Heraklion, on the southern island of Crete, Greece, Sunday, June 7, 2026. (Image Online/InTime Sports via AP)

Sembra essere andato già oltre il ruolo del traghettatore Silvio Baldini: sembra aver instillato il dubbio l’allenatore ad interim della Nazionale italiana di calcio a giudicare da alcuni osservatori e commentatori che hanno visto in queste due amichevoli il giusto atteggiamento in campo, valorizzazione del talento, consapevolezza per la maglia. 1 a 0 al Lussemburgo, 1 a 0 alla Grecia. In entrambi i casi firme di Francesco Pio Esposito, tra i pochissimi salvati dall’ecatombe di Zenica: dall’eliminazione ai playoff per mano della Bosnia Erzegovina che ha tenuto l’Italia fuori dai Mondiali per la terza volta consecutiva. Baldini per il resto ha selezionato quasi solo ragazzi all’esordio in Azzurro, una formazione sperimentale.

Stampa e ambiente che sempre hanno attribuito competenza e onestà intellettuale al ct toscano, sulla scorta dei risultati – con due rappresentative di livello mediocre, va ricordato – avanzano uno scenario che resta improbabile ma non più impensabile. Per Paolo Condò, firma del Corriere della Sera, Baldini “ha dato un senso preciso a due gare che non l’avevano, e ha dimostrato che il talento individuale italiano non è un fiume in secca come a volte siamo portati a pensare, ma un bacino nel quale semplicemente non andiamo a pescare per pigrizia e protervia”. E così potrebbe persino riuscire a instillare il dubbio nella prossima presidenza, a innescare una riflessione sull’opportunità di affidargli in via permanente la panchina della Nazionale maggiore.

Anche Daniele Adani, ex calciatore e commentatore per la Rai, che già nella nostra intervista aveva dichiarato della sua gioia provata nell’avere Baldini in Nazionale, ieri sera ha rincarato la dose nel commento. “Guarda l’atteggiamento! Guarda la condivisione! Guarda come esultano i nostri ragazzi! Guarda come non volevano subire il gol del pari con un uomo in meno come dei cani rabbiosi, randagi sull’osso, senza mollarlo! Portiamo a casa cosa? Una speranza per il futuro e qualcosa di più! È una bella storia quella di questa settimana, una storia di lavoro, di sogni, di merito. Non allevia l’amarezza che stiamo vivendo per non partecipare al mondiale, ma la risposta si dà su questo prato verde”.

 

 

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Su Avvenire si legge: “Con Baldini noi ci siamo emozionati tanto e se torneremo a non emozionarci più, allora forse con il calcio azzurro anche noi non avremo più nulla da dirci. Meditate gente della Figc, meditate prima di prendere un’altra decisione che non sia quella più giusta, ricordando sempre che se anche non vinci, almeno impari”. Si fa notare la necessità di una rapporto più schietto, onesto con il lavoro e la maglia, anche più morale da queste dichiarazioni: di una forza all’interno del calcio che lo vorrebbe ripensare e rinnovare con certo spirito sognatore. Lo stesso Baldini ha ricordato nel post-partita come “a me interessa fare bene il mio lavoro però nel mondo del calcio ci sono molte persone che ti danno delle etichette, non sono uno scappato di casa, il destino mi ha portato qua, ma la strada è stata lunga tortuosa e difficile”.

Ricordiamo – tanto per – che prima di arrivare in Nazionale maggiore, sebbene ad interim, Baldini era stato comunque scelto per l’Under 21 nell’estate del 2025, presidenza di Gabriele Gravina. “Il calcio italiano è in mano a dei dirigenti che pensano ai propri interessi e non alla crescita del gioco del calcio. Alcuni li chiamo lestofanti”, aveva detto Baldini alla vigilia della gara con il Lussemburgo. Appuntamento al 22 giugno al Rome Cavalieri Waldorf Astoria Hotel di Roma per le elezioni del Presidente di una Federazione ai minimi storici per popolarità e risultati. A metà maggio hanno ufficializzato le loro candidature alla presidenza della FIGC Giovanni Malagò e Giancarlo Abete. I nomi più caldi per la panchina sembrano essere quelli dei due ex Antonio Conte e Roberto Mancini. Chissà quanto sarebbe cresciuto ancora il partito di Baldini con altre partite.

 

 

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8 Giugno 2026

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