La finalista di Parigi
Maja Chwalinska, la storia della “favola” del Roland Garros: in finale dalle qualificazioni come numero 114 al mondo
Sport - di Carmine Di Niro
Una storia che è senza dubbio, e perdonerete il termine inflazionato, una “favola”. Sabato sul Philippe Chatrier, l’arena più grande e prestigiosa del Roland Garros, lo Slam parigino su terra rossa, nell’attesa finale ci sarà una tennista che nessuno si aspettava.
Parliamo della 24enne polacca Maja Chwalinska, che si è qualifica superando in semifinale la numero 22 al mondo, la russa Diana Shnaider, e che affonterà nell’ultima partita del suo torneo la giovanissima Mirra Andreeva, 19enne russa già numero 8 al mondo e capace nella sua brevissima carriera di vincere già due torni WTA 1000 e di raggiungere proprio a Parigi, lo scorso anno, le semifinali del Roland Garros. Se il percorso di Andreeva non sorprende, considerato che da due anni si parla di Mirra come una delle “next big thing” del tennis femminile e che arriva sabato alla sua prima finale Slam, quello di Maja Chwalinska è un percorso ben diverso.
La tennista polacca è arrivata in finale partendo dal torneo di qualificazione del Roland Garros: prima di arriva a Parigi era infatti la numero 114 del ranking mondiale e l’accesso al tabellone principale dello Slam è riservato di diritto solamente alle prime 104 tenniste della classifica WTA. Chwalinska fa segnare così un record: mai nessuno al Roland Garros era arrivato in finale partendo dalle qualificazioni, col solo precedente a livello Slam risalente al 2012, quando la britannica Emma Raducanu vinse così lo US Open.
D’altra parte fino a due settimane la carriera di Maja non era stata particolarmente “significativa”: prima del Roland Garros aveva vinto una sola partita a livello Slam, nel 2022 a Wimbledon, e appena due partite nel circuito WTA su terra rossa, oltre a non aver mai battuto una tennista nelle prime 50 posizioni del ranking: dal 25 maggio ad oggi ne ha sconfitte quattro per arrivare in finale.
Un percorso che le garantirà un balzo straordinario in classifica: a partire da lunedì entrerà nelle prime 25 del mondo, e se dovesse vincere il Roland Garros si piazzerà al 14esimo posto, scalando cento posizioni in due settimane. Risultato che inoltre le ha permesso di guadagnare oltre un milione e 600mila dollari, il doppio di quanto aveva messo insieme finora in tutta la carriera.
Un percorso incredibile, quello di Maja. Da giovanissima era considerata un talento paragonabile a quello di Iga Swiatek, altra tennista polacca che in carriera ha vinto sei Slam, tra cui quattro Roland Garros. Proprio con Swiatek, sua coetanea, nel 2017 raggiunse la finale del doppio agli Australian Open Juniores.
Da lì il percorso delle due andò in direzioni differenti, con l’esplosione di Iga e le difficoltà nel salto tra i professionisti di Maja. Difficoltà sul piano del gioco ma soprattutto mentale: nei primi anni da prof, come raccontato dalla stessa tennista polacca, ebbe problemi di salute mentale, soffrendo per due anni di depressione. Problemi che la portarono a prendersi una pausa dal tennis nel 2021, dopo aver perso al primo turno delle qualificazioni di Wimbledon.
Quest’anno, giunta al Roland Garros senza particolari ambizioni e partendo dalla graticola dei tre turni di qualificazione per l’accesso al tabellone principale, Chwalinska ha trovato un livello di tennis semplicemente eccezionale. A sorprendere, soprattutto le avversarie, è la varietà di colpi fatti vedere in campo col suo mancino, con continue variazioni di ritmo, di taglio della palla, tra dropshot e palle alte che hanno mandato in crisi tenniste abituate ormai da anni ad un gioco quasi “meccanico” e fatto di scambi da fondo campo in una lotta a chi colpisce più forte la pallina.