La clamorosa indagine della Procura di Roma
Chi sono gli 007 deviati scoperti: truffe e dossieraggi della cricca clandestina dei servizi
Al centro dell’inchiesta l’ex numero due del Dis Giuseppe Del Deo: avrebbe creato una ‘squadra parallela’ dedita a spionaggio illegale
Giustizia - di Frank Cimini
C’è l’ennesima puntata di una storia di spie, servizi segreti e ex poliziotti che avrebbero riciclato metodi e conoscenze per fare soldi. Per questa ragione sono scattate perquisizioni su disposizione della Procura di Roma nell’ambito dell’indagine sulla ‘Squadra Fiore’, un gruppo clandestino – di cui facevano parte ex appartenenti alle forze dell’ordine – che avrebbe compiuto attività di dossieraggio. L’attività è stata svolta dai carabinieri del Ros. Nell’indagine si procede per i reati di accesso abusivo a un sistema informatico, violazioni relative alla privacy e esercizio abusivo della professione. Contestualmente si stanno effettuando perquisizioni anche per il filone di indagine in cui si procede per truffa e peculato a carico di ex appartenenti ai servizi segreti.
L’ex numero due del Dis, Giuseppe Del Deo, è indagato per peculato nell’indagine della Procura di Roma, coordinata da Stefano Pesci, che riguarda anche la Squadra Fiore – gruppo clandestino che faceva attività di dossieraggio. Nel filone che coinvolge Del Deo – quando era all’Aisi – i pm contestano peculato da cinque milioni di euro. Denaro che, in base all’impianto accusatorio, l’ex 007 affidava con contratti alla società “amica” Sind, gestita all’epoca dei fatti da Enrico Fincati anch’egli indagato. La Sind è una società acquisita da Maticmind, azienda fondata dall’imprenditore Carmine Saladino. Nel procedimento è indagato anche Carmine Saladino, ex capo della società Maticmind, per truffa. I due filoni di indagine hanno collegamenti in base ad alcune intercettazioni in cui appartenenti alla Squadra Fiore tirano in ballo Del Deo. Le contestazioni riguardano presunti illeciti iniziati nel 2022. Secondo gli atti d’accusa dei pm di Roma, Del Deo è anche indagato perché «con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, dapprima in qualità di dirigente del reparto economico fìnanziario dell’Aisi, nel periodo compreso tra il 2018 e l’agosto del 2024, avvalendosi di una squadra di collaboratori in corso di identificazione denominati convenzionalmente “i neri” ai quali dava disposizioni per attività clandestine di tipo para investigativo, utilizzava, per fini non istituzionali, gli schedari informativi istituiti per il trattamento di notizie e informazioni necessarie al perseguimento degli scopi istituzionali del Sistema di informazione per la sicurezza nazionale».
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Del Deo, dopo essere uscito dal Dis, è attualmente il presidente esecutivo di Cerved Group Spa. “Gli approfondimenti investigativi hanno permesso di acquisire nuovi elementi idonei a delineare ulteriori fattispecie delittuose per le quali risultano coinvolti imprenditori ed ex appartenenti all’intelligence nazionale. Nel dettaglio, gli interessati – spiega il Ros – risultano indagati a vario titolo dei reati di peculato in concorso – sarebbero implicati imprenditori e Del Deo – “poiché, nel 2023, si sarebbero appropriati di fondi dell’Aisi per alcuni milioni di euro, destinati a saldare un contratto di fornitura, di fatto mai eseguito, stipulato tra la citata Agenzia e una società operante nel settore della produzione di sistemi software e hardware”. L’accusa di truffa aggravata è contestata poiché “nell’ambito di una operazione di acquisizione di società operanti nel settore della consulenza e progettazione di reti digitali infrastrutturali e soluzioni di intelligence per l’innovazione – un imprenditore – al fine di aumentarne il prezzo di vendita attraverso una clausola di ‘earn-out’ (che lega una componente aggiuntiva del prezzo di vendita al raggiungimento di specifici obiettivi finanziari o commerciali), con artifizi e raggiri, nel conto economico del 2023, avrebbe esposto valori fittizi di fatturato tali da incrementare, falsamente e per oltre 40 milioni di euro, il margine operativo lordo (Ebitda) della società, usato quale parametro per la maturazione della componente di prezzo integrativa”. Tale operazione “avrebbe procurato all’imprenditore un profitto di circa 8 milioni di euro non dovuti, con correlativo danno anche a Cassa Depositi e Prestiti, di cui è azionista di maggioranza il Ministero dell’Economia e delle Finanze, in quanto, attraverso Cdp Equity Spa, deteneva una parte del capitale della società acquirente”.
Tra gli undici indagati, perquisiti dai Ros nell’ambito dell’inchiesta della procura di Roma sulla squadra Fiore c’è anche Giuliano Tavaroli, ex capo della Security di Pirelli-Telecom coinvolto in passato nello scandalo Telecom-Sismi. A Tavaroli, in concorso con altri indagati, viene contestato di “essersi associati tra loro e con persone da identificare, allo scopo di commettere una pluralità di reati di accesso abusivo a sistemi informatici di interesse per l’ordine e la sicurezza pubblica, di captazione fraudolenta di comunicazioni informatiche e telematiche e interruzione di comunicazioni relative a sistemi informatici o telematici”.