Intesa lontana

Perché sono falliti i negoziati tra Stati Uniti ed Iran: il nodo di Hormuz, il nucleare di Teheran e il blocco dei porti

Esteri - di Redazione

13 Aprile 2026 alle 10:27

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Perché sono falliti i negoziati tra Stati Uniti ed Iran: il nodo di Hormuz, il nucleare di Teheran e il blocco dei porti

Venti ore di intensi colloqui non sono bastati a trovare un accordo, che d’altra parte appariva in partenza molto complicato. Sono stati un fallimento i negoziati tenuti tra sabato e domenica a Islamabad, in Pakistan, tra le delegazioni di Stati Uniti ed Iran.

Un fallimento che i due Paesi hanno scaricato contro il “nemico”, mentre non è chiaro cosa succederà al cessate il fuoco concordato tra le parti l’8 aprile scorso, a poche ore dalla minaccia di Donald Trump di radere al suolo la “civiltà” iraniana, e che dovrebbe durare fino al 21 aprile.

JD Vance, il vicepresidente Usa che guidava la delegazione statunitense, ha sottolineato al termine dei colloqui e del suo rientro nel Paese che i negoziatori iraniani hanno “scelto di non accettare le nostre condizioni”, mentre il ministro degli Esteri di Teheran Esmail Baqaei ha risposto che gli Stati Uniti dovevano evitare “richieste eccessive e illegali” e accettare “gli interessi e i diritti legittimi” dell’Iran.

Quel che è emerso, anche in base a quanto riferito da fonti di entrambe la parti presenti ai colloqui e a conoscenza dei dossier sul tavolo, è che i punti di contrasto tra Washington e Teheran sono stati principalmente tre: il futuro del programma nucleare iraniano, la riapertura dello stretto di Hormuz e la revoca delle sanzioni occidentali sull’Iran.

La Casa Bianca puntava, come sottolineato dallo stesso Vance, ad avere un “chiaro impegno” di Teheran sul nucleare: in sostanza l’amministrazione Trump chiedeva all’Iran di fermare il programma di arricchimento dell’uranio (necessario per produrre armi atomiche) e di consegnare le quantità già in possesso, circa 400 chilogrammi. Una richiesta inaccettabile per la Repubblica Islamica, che sostiene di avere il diritto di arricchire l’uranio per scopi civili e che ha sempre formalmente negato di voler creare una bomba atomica.

Quindi l’altro tema enorme sul tavolo, quello dello stretto di Hormuz che è il grande fallimento dell’operazione militare congiunta di Stati Uniti ed Israele contro il regime iraniano. Da lì passa quinto di tutto il petrolio e il gas naturale liquefatto esportato nel mondo e, prima del conflitto, era liberamente accessibili e navigabile: con lo scoppiare della guerra l’Iran ha di fatto bloccato il transito delle navi, decidendo quali possono attraversarlo e chiedendo loro un “pedaggio”, innescando così una crisi energetica globale che ha provocato l’aumento dei prezzi di gas e petrolio in tutto il mondo, compresi gli Stati Uniti.

La reazione americana al fallimento dei negoziati, in particolare su Hormuz, è stata la decisione comunicata dallo stesso Trump di un “blocco navale” intorno all’Iran che scatterà dalle 16 di lunedì 13 aprile. Il comando centrale dell’esercito Usa ha specificato che saranno bloccate le navi, di ogni nazionalità, dirette verso un porto iraniano o verso l’area costiera iraniana, o in uscita da un porto o dall’area costiera iraniana, sia nel golfo Persico che nel golfo di Oman.

Nel comunicato non si specifica cosa succederà alle navi che avranno concordato un passaggio con l’Iran, pagando un pedaggio: Trump aveva minacciato di bloccarle.

di: Redazione - 13 Aprile 2026

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