Nel quartiere Tamburi
Colpito da palo caduto per il vento, operaio di 38 anni muore sul colpo nel cimitero a Taranto
La tragedia nel cimitero di San Brunone dove sono in corso interventi di riqualificazione per la creazione di un'ampia area di verde pubblico
Cronaca - di Redazione Web
Ancora una morte sul lavoro, ancora nella zona di Taranto. Aveva 38 anni e si chiamava Roberto di Ponzio l’operaio morto questa mattina mentre lavorava nel cimitero di San Brunone a Taranto, nel quartiere Tamburi. Sarebbe stato colpito da un palo. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, lo Spesal e il personale del 118. Nella stessa città, nel giro di pochi mesi, negli stabilimenti dell’ex Ilva, erano morti due operai.
Secondo le prime ricostruzioni l’uomo stava lavorando su una gru, per i lavori all’impianti di illuminazione pubblica, quando forse a causa del forte vento, un palo è caduto all’improvviso e lo ha colpito in pieno. Il 38enne è morto sul colpo, i soccorritori non hanno potuto fare altro che constatare il decesso. La vittima era dipendente di una ditta. La zona dove erano in corso i lavori era al centro di un intervento di riqualificazione con una creazione di un’ampia area di verde pubblico.
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Sul posto dell’incidente è intervenuto anche il pubblico ministero di turno, Raffaele Casto. A inizio marzo, il 36enne Loris Costantino, dipendente di una ditta di pulizie, era precipitato da un’altezza di circa venti metri nell’area della linea E dell’agglomerato ex Ilva. Era morto dopo il trasferimento all’Ospedale Santissima Annunziata. A gennaio era morto Claudio Salamida, 46 anni, in servizio all’acciaieria 2 dello stabilimento, precipitato anche lui da diversi metri mentre era impegnato nelle attività di controllo delle valvole.
Secondo gli ultimi dati, diffusi pochi giorni da, dall’Inail a febbraio 2026 sono aumentati gli incidenti sul lavoro (+2,4%) e gli infortuni in itinere (+8,5%) mentre sono calati i decessi (-27,8%). Le denunce di infortunio entro il mese di febbraio 2026 sono state 63.112, in aumento del 2,4% rispetto alle 61.641 del pari periodo 2025 e dello 0,9% sul 2023, e in diminuzione del 3,0% rispetto al 2024, del 38,8% sul 2022, del 9,5% sul 2021, dell’8,1% sul 2020 e dell’11,2% sul 2019. L’analisi ha evidenziato un aumento delle denunce al Sud (+20,5%), nel Nord-Est (+19,4%), nel Nord-Ovest (+7,7%), stabilità nelle Isole e un calo al Centro (-6,2%).