Il ricordo del regista Carlo Lizzani

Raf Vallone, Edith Bieber e la bimba: la storia segreta del manifesto del Fronte per le elezioni del ’48

Incaricato dal Pci di realizzare una locandina per sostenere il Fronte alle elezioni, Trombadori si rivolse a Visconti e altri amici registi. Ecco come andò

Cultura - di Carlo Lizzani

12 Aprile 2026 alle 15:17

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Raf Vallone, Edith Bieber e la bimba: la storia segreta del manifesto del Fronte per le elezioni del ’48

Quando nel febbraio del ‘48 Antonello Trombadori fu incaricato dal Partito comunista di creare, accanto all’icona di Garibaldi, un manifesto meno “politico”, più rassicurante ed ecumenico (più “ulivista” potremmo dire oggi) si rivolse agli amici cineasti a lui più vicini: Visconti, De Santis, io stesso, i fratelli Puccini. Stavamo lavorando a Riso amaro e ci aveva visto all’opera nel raccogliere fotografie e provini per la creazione del cast. Così puntò decisamente sulla nostra “formazione”. Visconti, infatti, non aveva in quel momento film in preparazione e Rossellini aveva appena finito Germania, anno zero, quindi non aveva sottomano possibili “volti” italiani. L’idea era questa: una giovane famiglia sorridente all’avvenire, facce rassicuranti, sane, serene…

Noi tirammo subito fuori il nostro asso nella manica: un giovane giornalista de l’Unità di Torino, che avevamo da poco conosciuto. Quando eravamo andati nell’ottobre del ‘47 in Piemonte per cominciare a orientarci sulla vita delle risaie, sia Lajolo (allora direttore di quella edizione del nostro giornale), sia Cesare Pavese, ci avevano suggerito il nome del giornalista. Era lui la persona più indicata per accompagnarci in quelle zone e raccontarci storie di mondine (che aveva incontrato nel corso di un’inchiesta ecc.). Cesare Pavese avrebbe conosciuto più tardi, andando a trovare De Santis nelle risaie del Vercellese durante la lavorazione di Riso amaro – nell’estate del ‘48 -, la donna del destino: Constance Dowling, la sorella di Doris, una delle nostre protagoniste. Ma Constance era innamorata allora di Andrea Checchi...

Ma torniamo al manifesto. Il volto di Raf ci aveva subito colpito ed avevamo maturato la decisione di farlo diventare attore. Però, all’inizio, non gli dicemmo nulla. Dovevamo trovare ora la giovane donna: una madre italiana anche lei sorridente verso quell’avvenire che il Fronte prometteva agli italiani. E paradossalmente fu scelta una giovane tedesca che Antonello conosceva benissimo e che ci propose a sorpresa. Si trattava della mia fidanzata che io avevo incontrato a Berlino, dove ero stato mesi prima come aiuto di Rossellini in Germania anno zero, e che mi aveva seguito a Roma anche perché collaboratrice ai costumi di Rossellini. Edith era molto fotogenica, tutti i miei amici italiani ne apprezzavano la bellezza ma non aveva nessuna velleità di attrice. Però la proposta di Antonello la divertì. La sua tipologia non era tanto “nordica” da entrare in contraddizione con lo spirito del manifesto, e così nacque la strana coppia. Due volti belli ma inediti, dunque. Infatti Raf Vallone avrebbe girato Riso amaro soltanto nel luglio-agosto del 1948.

Rimaneva il problema del bambino (o bambina). La casa di Peppe De Santis dove ci riunivamo ogni giorno io, Gianni Puccini, Ivo Perilli e qualche volta Corrado Alvaro per scrivere la sceneggiatura, era adiacente a quella di un altro amico: Antonio Pietrangeli. Avevamo adocchiato spesso un bel bambino biondo sempre sorridente e giocoso. Era il piccolo Paolo Pietrangeli, che non credo abbia mai saputo che lo volevamo far diventare membro di un’icona così memorabile. Ma forse lo giudicammo troppo piccolo e alla fine decidemmo per la figlia di Peppe De Santis, quella Luisa che poi sarebbe diventata più tardi l’attrice che oggi tanto apprezziamo. Quel manifesto è un microcosmo che racchiude la memoria di una stagione straordinaria per la mia generazione. Gremita di figure, nomi, personaggi che contribuirono a cambiare non solo il volto politico dell’Italia (malgrado la sconfitta del Fronte), ma anche il cinema , la letteratura, le arti.

Articolo sull’Unità del 16 aprile 1998

12 Aprile 2026

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