La sentenza Cedu
Minore migrante prigioniero nel Cara, Italia condannata
L’Italia è stata condannata per aver detenuto il ragazzo, allora diciasettenne, contravvenendo alla legge allora in vigore che lo proibiva
Cronaca - di Redazione Web
La Corte europea dei diritti umani ha condannato l’Italia per aver violato i diritti di un minore migrante nel 2023, detenendolo per oltre 5 mesi nel Cara di Sant’Anna a Isola di Capo Rizzuto, un centro di accoglienza per adulti. I giudici della Corte hanno stabilito che così facendo le autorità italiane lo hanno sottoposto a trattamenti inumani e degradanti, perché il Cara di Sant’Anna in quel momento non aveva una zona riservata esclusivamente ai minori, che assicurava che non si mischiassero agli adulti, e inoltre non offriva alcun servizio specifico adatto ai minori.
L’Italia inoltre è stata condannata per aver detenuto il ragazzo, allora diciasettenne, contravvenendo alla legge allora in vigore che lo proibiva, per non avere informato delle ragioni per cui era trattato nel centro, e non aver agito con la necessaria prontezza quando il suo avvocato ha fatto ricorso contro la detenzione e affinché fosse spostato in una struttura adeguata. Lo spostamento del minore è avvenuto solo dopo che la Cedu, a cui l’avvocato si è poi rivolto, ha indicato a Roma che doveva essere trasferito in una struttura idonea. La Corte ha stabilito che l’Italia dovrà versare al giovane adulto, che ora vive a Lamezia Terme, 6.500 euro per danni morali e 4mila per le spese legali.