Esplosi live

Come gli Angine de Poitrine si stanno prendendo tutto: la “band contro l’IA” è l’ultimo fenomeno della musica mondiale

Si sa che sono canadesi, originari del Québec, di Saguenay. Si fanno chiamare Khn e Klek, si descrivono come “Orchestra mantra-rock dada pythago-cubista”. Dall'esibizione KEXP al secondo album

Cultura - di Antonio Lamorte

9 Aprile 2026 alle 17:16

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FOTO DA YOUTUBE (KEXP)
FOTO DA YOUTUBE (KEXP)

Ci è voluto poco a eleggere gli Angine de Poitrine al trono di “band contro l’IA” che tanto fa parlare, terrorizza, intimorisce a raffica e pure a vanvera in questi anni anche nel mondo della musica: perché il duo che suona come (almeno) un trio è esploso a livello mondiale grazie a una performance live ai tempi delle sequenze e dell’autotune, degli algoritmi e dei reality show che partoriscono band con lo stampino. Sono diventati il nuovo fenomeno della musica mondiale grazie al loro rock affilato e ripetitivo, riff fulminanti, un virtuosismo manifesto.

Sono anonimi, suonano con maschere di cartapesta oversize, a pois bianchi e neri. Si sa che sono canadesi, originari del Québec, di Saguenay. Si fanno chiamare Khn e Klek, il nome significa “angina pectoris”, si descrivono come “Orchestra mantra-rock dada pythago-cubista”. Fanno math rock, genere che mette insieme progressive, improvvisazione jazzistica, che procede tra schemi fissati dai riff e nutrito di virtuosismi. Alto livello tecnico che è una componente primaria di tutto il progetto tra ritmi complessi, tempi dispari e accordi dissonanti, semitoni che rimandano anche a tradizioni musicali orientali.

 

 

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Khn suona una chitarra-basso microtonale a doppio manico: registra frasi con una loop station a pedale che riproduce a ripetizione, a Klek è affidata la batteria. Avranno una trentina d’anni in quanto suonano insieme da vent’anni, da quando ne avevano 13. Si possono anche definire band strumentale considerato quanto poco cantano: in realtà sono più versi che melodie quelli che emettono, in una lingua peraltro inventata. I costumi che stanno raccogliendo grande attenzione sono nati nel 2019 per caso: a pois bianchi e neri e con maschere anche piuttosto grottesche. “Volevamo poter suonare due volte nello stesso posto nella stessa settimana – hanno dichiarato in un’intervista a Noize Magazine – Quando sei in una band, non dovresti suonare due volte nella stessa settimana nello stesso posto, altrimenti la gente non viene. Inizialmente, servivano solo a nascondere i nostri volti e a rendere i nostri spettacoli diversi”. Anonimato che spesso e volentieri sembra premiare.

Hanno suonato anche in formazioni a tre componenti. A farli esplodere una performance registrata all’inizio del 2026 alla radio di Seattle KEXP, che registra abitualmente live in studio diffondendone l’audio e il video tramite i suoi canali. Quasi otto milioni e mezzo di visualizzazioni in poche settimane. La performance ha preparato il terreno per la pubblicazione del secondo album, Vol. II, pubblicato il 3 aprile e autoprodotto, che raccoglie il discorso aperto con il primo disco. Ancora titoli al limite del non pronunciabile: FABIENK, MATA ZYKLEK, SARNIEZZ, UTZP, YOR ZARAD, ANGOR. Stanno già lavorando ai demo per il volume III.

 

 

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Li hanno definiti “Primus a pois”, accostati ai Kin Gizzard & the Lizard Wizard, loro stessi hanno citato Gentle Giant e i Deux Pouilles en Cavale per l’uso del looper ma anche Calvin Harris, Rihanna, Dua Lipa. Si percepiscono anche influenze arabe e orientali, del rock turco e della tradizione giapponese, elettronica e in particolare house e techno. Sold out tutti i concerti: in Italia arriveranno il 31 maggio al Poplar Utopia Festival, ospitato al MART Rovereto. Dettaglio spesso considerato secondario: ai loro live la gente balla, non è soltanto sconvolta, catturata dalla performance tecnica. Non si capisce però perché questa musica – anzi: proprio questa musica – non possa essere riprodotta dall’IA se non proprio ora, comunque prima o poi.

9 Aprile 2026

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