A Capracotta neve oltre il metro
Molise in ginocchio per il maltempo: rischio esondazione alla diga del Liscione, evacuata zona industriale a Termoli
Una situazione inedita, tale da spingere la Regione a diramare l’allerta rossa per il maltempo e il “rischio idraulico e idrogeologico” su gran parte del territorio.
È il Molise che fa i conti con una ondata eccezionale di pioggia che ormai da lunedì sta colpendo la piccola Regione del Sud Italia. È in particolare l’area costiera nei pressi di Termoli e Campomarino, ma anche proseguendo verso l’interno con i Comuni del Basso Molise come Larino, Guglionesi, Casacalenda, Portocannone, che sta affrontando disagi in continuo aumento.
La situazione più preoccupante è senza ombra di dubbio quella della piena dell’invaso della diga del Liscione: la Prefettura di Campobasso, dando seguito al piano Emergenza Dighe, ha temporaneamente chiuso il casello di Termoli dell’A14, mentre la principale arteria stradale che attraversa la Regione, la Bifernina, è stata chiusa nella direttrice Termoli-Campobasso dal bivio di Guglionesi, all’altezza del chilometro 70, per la presenza di acqua sulla carreggiata, che rende impossibile la circolazione in sicurezza, e da Campobasso in direzione Termoli dal bivio di Casacalenda-Lupara.
“Le precipitazioni in corso e quelle previste nelle prossime ore risultano paragonabili per intensità all’alluvione del 2003, un evento che ha segnato profondamente il nostro territorio”, ha detto Sabrina Lallitto, la sindaca di Casacalenda, uno dei comuni del Basso Molise. Qui i fiumi in piena, le strade allagate, le frane e gli smottamenti hanno costretto la sindaca a chiudere tutte le scuole di ogni ordine e grado sul territorio comunale.
All’invaso di Liscione dopo una prima fase di pre-allerta, in cui lo scarico di acqua dalla paratia è stato aumentato a 60 e poi a 120 metri cubi al secondo, si è arrivati a 525 metri cubi d’acqua al secondo con un concreto rischio di esondazioni nei territori vicini: criticità evidenti anche nell’area industriale “Valle del Biferno” alla periferia di Termoli, dove numerose aziende sono state costrette alla chiusura, compresa Stellantis.
Il provvedimento, adottato in raccordo con Prefettura, Regione e Comuni interessati, segue il passaggio allo scenario 4 del piano di emergenza della diga del Liscione e l’aumento delle portate a valle, con rischio concreto di allagamenti nell’area industriale.
Altro evento monitorato con grande attenzione è l’esondazione del fiume Trigno, al confine tra Molise e Abruzzo, uscito dagli argini in contrada Padula a Montenero di Bisaccia, dove già in mattinata era stata chiusa la strada e sono in fase di evacuazione alcune famiglie.
Evacuazioni sono i corso anche a Termoli e Campomarino, con i vigili del fuoco che nelle ultime 24 ore hanno provveduto ad oltre 70 interventi, in particolare nell’area di Termoli. Il più difficile si è concluso nella notte di martedì col recupero di un uomo travolto dalla piena del fiume Sinarca, a Termoli, mentre era alla guida della sua auto e che per salvarsi si era dovuto aggrappare ad un albero: l’uomo è stato tratto in salvo grazie all’intervento di un elicottero.
#Maltempo #Abruzzo e #Molise: 200 interventi dei #vigilidelfuoco per danni connessi a forte pioggia, vento e neve. Nell’immagine ricognizione aerea con elicottero Drago sulla zona di Termoli (CB) [#1aprile 13:30] pic.twitter.com/PDDbIiAAPK
— Vigili del Fuoco (@vigilidelfuoco) April 1, 2026
Non va meglio nelle zone montane della Regione. Nevicate eccezionali hanno interessato l’Alto Molise ed in particolare Capracotta, colpita da una bufera di neve che ha portato il manto nevoso a superare il metro di altezza.
Un evento insolito per questo periodo dell’anno, che non si registrava da tempo. I mezzi spartineve sono al lavoro senza sosta per garantire la viabilità, mentre diverse strade risultano chiuse, così come è stata disposta anche la chiusura delle scuole.