Altri 7 minori indagati
Progettava strage a scuola sul modello Columbine, arrestato 17enne a Perugia: i legami col gruppo neonazista Werwolf Division
Un massacro che nelle intenzioni avrebbe ricordato quello della Columbine High School del 20 aprile 1999, l’omicidio di massa nella scuola del Colorado rimasto tristemente “iconico” nella storia degli Stati Uniti e che costò la vita a 16 persone.
Era questa l’intenzione di un 17enne di Pescara, domiciliato in provincia di Perugia, arrestato lunedì mattina dai carabinieri del Ros con l’accusa di terrorismo. Il giovane studente è ora ristretto in un IPM, un carcere minorile, dopo l’ordinanza del gip del tribunale dei minorenni de L’Aquila su richiesta della procura.
Per lui ci sono anche le accuse di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa, oltre che di detenzione di materiale per finalità di terrorismo.
Le indagini che hanno condotto i carabinieri al suo arresto hanno documentato i contatti tra il 17enne pescarese e i vertici del gruppo Telegram denominato “Werwolf Division”, incentrato su contenuti e narrazioni legati alla superiorità della razza ariana. Qui inoltre venivano glorificati noti stragisti come Brenton Tarrant, autore degli attentati alle moschee di Christchurch del 15 marzo 2019, e Anders Behring Breivik, autore degli attentati avvenuti a Oslo e Utoya il 22 novembre 2011.
Il 17enne tratto in arresto aveva reperito e diffuso manuali con dettagliate istruzioni su come fabbricare armi da fuoco e bombe, oltre ad un vademecum per sabotare i servizi pubblici. Nello specifico – si legge in una nota del Ros – appaiono assumere un profilo di rilevante pericolosità le informazioni detenute in ordine al reperimento di armi, alla loro fabbricazione con tecnologia 3D e alla preparazione del TATP (perossido di acetone), sostanza nota per l’estrema facilità di sintesi e già impiegata nelle stragi di Bruxelles e Parigi, soprannominata la “madre di Satana”.

Indagine che non si è fermata al 17enne arrestato in provincia di Perugia. L’operazione scattata alle prime luci del mattino di lunedì 30 marzo si è allargata anche ad Abruzzo, Emilia Romagna, Umbria e Toscana: sono state effettuate sette perquisizioni locali, personali e informatiche nei confronti di altrettanti minorenni nelle provincie di Teramo, Perugia, Pescara, Bologna e Arezzo.
I giovanissimi sono indagati in quanto ritenuti autori di condotte inquadrabili con la propaganda e l’istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica, nazionale o religiosa: tutti loro, come il 17enne arrestato, sono per il Ros inseriti “in un ecosistema virtuale transnazionale, composto da gruppi e canali social di matrice neonazista, accelerazionista e suprematista; particolarmente sensibili alla carica istigatoria del materiale ideologico condiviso e alla fascinazione per la violenza e l’estremismo”.