Il post-referendum

Paradosso Schlein, ricompatta il centrosinistra ma rischia la leadership: il sondaggio IZI premia Conte nelle primarie

Politica - di Redazione

27 Marzo 2026 alle 10:46

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Paradosso Schlein, ricompatta il centrosinistra ma rischia la leadership: il sondaggio IZI premia Conte nelle primarie

Giuseppe Conte lancia la sfida, Elly Schlein la raccoglie, la “terzo incomodo” Silvia Salis resta in attesa ad aspettare. È il duello triangolare in corso per la leadership del “Campo largo” del centrosinistra, rilanciato dal presidente del Movimento 5 Stelle a urne da poco chiuse lunedì 23 marzo, quando era apparsa evidente la vittoria del fronte del No al referendum sulla giustizia.

Un tema rilanciato perché forte di un consenso notoriamente forte anche nello stesso elettorato del Partito Democratico. Circostanza ben nota ma rilanciata oggi da un sondaggio dell’istituto IZI pubblicato dal quotidiano Domani ed effettuato all’indomani del voto referendario il 24 e il 25 marzo: in caso di primarie è proprio l’ex presidente del Consiglio il favorito delle primarie.

Lo dicono il 36,1% degli elettori del centrosinistra interpellati per il sondaggio, quota che sale al 42,6 per cento se la rosa dei candidati viene ristretta a tre soli nomi, ovvero lo stesso Conte, Schlein e Silvia Salis, che però si è sempre espressa contro le primarie.

Per Schlein inoltre il sondaggio la pone dietro l’attuale sindaca di Genova sia in caso di primarie “larghe”, con la presenza di uno dei due co-leader di Alleanza Verdi-Sinistra Nicola Fratoianni o Angelo Bonelli, sia in caso di voto “ristretto” a tre.

Un risultato paradossale per chi come Elly Schlein, da febbraio 2023, quando venne incoronata alle primarie Democratiche segretaria del partito, ha sempre lavorato per l’unità della coalizione di centrosinistra, una battaglia “testardamente unitaria” nonostante le uscite non proprio nel segno dell’unità dello stesso Conte, che ha più volte messo in difficoltà la leader Dem in particolare sul tema dell’Ucraina e del riarmo europeo.

D’altra parte Elly Schlein ci ha abituato, sono in tanti a “non averla vista arrivare”: è stato il caso delle stesse primarie del Partito Democratico contro Stefano Bonaccini, fino alla campagna referendaria per il No dove il fronte contrario alla riforma Nordio partiva fortemente indietro stando ai sondaggi.

Sullo sfondo però resta il tema della legge elettorale con la quale si andrà al voto presumibilmente nel 2027: con quella attuale, che la maggioranza Meloni vorrebbe modificare, il candidato premier coincide di fatto con il leader del partito più forte della coalizione, che oggi è ancora Schlein. Diverso il caso in cui la legge elettorale venisse modificata rendendo obbligatoria l’indicazione preventiva del candidato, le primarie avrebbero tutto un altro ruolo.

di: Redazione - 27 Marzo 2026

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