Barcellona
Chiede l’eutanasia e la famiglia si oppone, Noelia Castillo morta a 25 anni: paraplegica e vittima di stupro, ha diviso la Spagna
"Vediamo se posso finalmente riposare". Situazione che secondo i giudici e i medici provocava “grave dipendenza, dolore e sofferenza cronica e invalidante” ed era considerata “irrecuperabile”
Cronaca - di Antonio Lamorte
È morta Noelia Castillo: dopo una battaglia durata anni, la 25enne catalana giovedì sera ha fatto ricorso a Barcellona all’eutanasia che in Spagna è stata legalizzata nel 2021, per pazienti con malattie incurabili e invalidanti. Caso che aveva attirato molta attenzione da parte dei media e che era stato molto discusso dall’opinione pubblica, aveva diviso il Paese, anche perché tirava in ballo altre dimensioni della vita collettiva e personale come la famiglia, la fede, la facoltà di scelta, la sopportabilità del dolore e dell’invalidità.
Castillo era rimasta paraplegica dopo un tentativo di suicidio: si era buttata dal quinto piano di un edificio e una lesione al midollo spinale le impediva di muovere le gambe, utilizzava una sedia a rotelle. Aveva vissuto presso una casa-famiglia da bambina, a causa dei problemi di alcolismo dei genitori, e aveva raccontato di esser stata vittima di una serie di violenze sessuali, l’ultima uno stupro di gruppo nel 2022. “Alla fine ce l’ho fatta – ha detto in un’intervista ad Antena 3 – vediamo se posso finalmente riposare”.
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A travolgere la sua vita, aveva raccontato, il pignoramento della casa di famiglia e il trasferimento a casa del padre in affidamento condiviso. A 13 anni il primo trattamento psichiatrico, le vennero diagnosticati anche Disturbo Ossessivo-Compulsivo (DOC) e Disturbo Borderline di Personalità (DBP). “Non ho obiettivi né progetti”, aveva dichiarato. A far discutere proprio la battaglia con il padre che si era sempre opposto al ricorso all’eutanasia della figlia. “Non mi ascolta, non capisco perché mi voglia viva”.
Aveva chiesto l’eutanasia nel 2024, a luglio dello stesso anno la Commissione di Garanzia e Valutazione della Catalogna l’aveva giudicata cosciente della scelta, “manifestava ragionevolmente la sua volontà”, un rapporto definiva la sua situazione clinica le provocava “grave dipendenza, dolore e sofferenza cronica e invalidante” ed era considerata “irrecuperabile”. La richiesta della ragazza è stata approvata anche dalla Corte Costituzionale Spagnola e dalla Corte Europea dei Diritti dell’uomo. Castillo ha affrontato i suoi ultimi momenti al centro socio-sanitario Sant Pere de Ribes in solitudine, senza neanche i genitori. Un pensiero per la nonna. “Un giorno saremo di nuovo insieme, non passerà molto tempo”.
La famiglia si era infatti opposta da subito, comprensibilmente, la procedura era stata sospesa per il ricorso amministrativo mosso dal padre con il supporto di associazioni di stampo cattolico. L’associazione “Abogados Cristianos” giovedì ha tenuto una conferenza stampa all’esterno dell’ospedale per protestare contro le decisioni dei medici e dei giudici. Contrario all’eutanasia anche il partito neofranchista Vox, che ha definito lil via libera “un’esecuzione” e “un’aberrazione”, mentre il Partito Popular ha parlato di “fallimento dello Stato”. Per la ministra della Casa del governo socialista guidato da Pedro Sanchez, il ricorso della 25enne all’eutanasia è stata “una volontà, un desiderio e un diritto”.
La stessa legge che disciplina l’eutanasia in Spagna, disciplina anche il suicidio assistito. Leggi simili esistono anche in altri nove Paesi europei. Al momento invece in Italia non esiste una legge, nonostante l’invito a legiferare da parte della Corte Costituzionale mai accolto dal Parlamento. Al momento la scelta del suicidio assistito è consentita da una sentenza della Corte Costituzionale del 2019, che detta le condizioni: malattia irreversibile, sofferenze intollerabili, trattamenti di sostegno vitale come macchinari per la respirazione o alimentazione forzata che tengano in vita il paziente. “Non voglio che nessuno segua le mie orme”, aveva detto Noelia Castillo nella sua ultima intervista ad Antena 3.