L'erede della "zarina"

Antonio Mura capo di gabinetto di Nordio dopo l’addio di Bartolozzi: era pg di Cassazione nel processo che condannò Berlusconi

Giustizia - di Redazione

27 Marzo 2026 alle 11:37

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Antonio Mura capo di gabinetto di Nordio dopo l’addio di Bartolozzi: era pg di Cassazione nel processo che condannò Berlusconi

È Antonio Mura l’uomo scelto per sostituire a via Arenula l’ormai ex capo di gabinetto del ministro della Giustizia Carlo Nordio. L’attuale capo dell’Ufficio legislativo del dicastero, già consigliere giuridico del Guardasigilli, è il profilo scelto per prendere il posto della “zarina”.

Giusi Bartolozzi, non senza momenti di estrema tensione, è saltata il 24 marzo nelle concitate ore post referendum sulla giustizia, in cui il governo Meloni ha dovuto incassare la vittoria del fronte del No alla riforma dell’ordinamento giuridico firmata Nordio. L’ormai ex dirigente del ministero, già parlamentare di Forza Italia, si è dimessa martedì dopo le polemiche che avevano accompagnato le sue frasi sulla magistratura come “plotone di esecuzione”.

Al suo posto arriva Antonio Mura, 72enne magistrato in pensione di Sassari, con alle spalle una lunga esperienza nella carriera requirente ma anche come giudice: è stato procuratore generale a Roma e a Venezia, sostituto procuratore generale della Corte di Cassazione, giudice alla Corte d’assise di Firenze e membro del Consiglio superiore della magistratura per Magistratura Indipendente, la corrente di destra delle toghe. Mura è stato, tra l’altro, il pg di Cassazione nel processo Mediaset che nel 2013 condannò per frode fiscale Silvio Berlusconi.

Mura era già stato a via Arenula, al ministero della Giustizia aveva ricoperto tra il 2014 e il 2017 il ruolo di capo del Dipartimento Affari di giustizia con il ministro Dem Andrea Orlando.

Politicamente è dato come vicino ad Alfredo Mantovano sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e uomo-ombra della premier Giorgia Meloni. Per questo la scelta di puntare su Mura viene considerata un sostanziale “commissariamento” del Guardasigilli Nordio: tesi rinforzata dai tentativi fatti da Bartolozzi prima delle dimissioni di puntare alla promozione del suo vice Vittorio Corasaniti al ministero.

Mura ha inoltre un altro “pregio”: è quasi l’unico dirigente nominato da Carlo Nordio ad inizio mandato riuscito a rimanere al suo posto. Gli altri nel corso di questi quattro anni si sono dimessi per i continui conflitti con la “zarina” Bartolozzi, partita come vice capo di gabinetto e poi riuscita ad accentare su di sé il potere di decidere su tutti i dossier più importanti, scavalcando i capi di dipartimento.

di: Redazione - 27 Marzo 2026

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