Lo sviluppo degli accertamenti su Sogei

Appalti sospetti, 26 indagati e blitz al ministero della difesa

Gli illeciti profitti ammonterebbero a poco meno di 600mila euro. Per la procura sarebbe stata violata la libera concorrenza.

Giustizia - di Frank Cimini

27 Marzo 2026 alle 16:30

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Photo credits: Saverio De Giglio/Imagoeconomica
Photo credits: Saverio De Giglio/Imagoeconomica

L’indagine sarebbe nata da un esposto presentato dal ministero della Difesa e ieri mattina ha portato a una serie di perquisizioni alla direzione nazionale armamenti della Difesa, a Terna, a Rete Italiana e al polo strategico nazionale. La procura di Roma ipotizza reati di corruzione, traffico di influenze illecite, riciclaggio, autoriciclaggio e turbata libertà degli incanti su appalti informatici. L’indagine sarebbe uno sviluppo degli accertamenti su Sogei. Il ministero della Difesa in una nota assicura pieno supporto e collaborazione all’autorità giudiziaria.

Gli indagati sarebbero 26. Nell’elenco il manager di Rfi Riccardo Barrile che avrebbe condiviso con un imprenditore la bozza del capitolato tecnico di gara in data antecedente alla pubblicazione della stessa allo scoop di consentire a Francesco Dattola di apportare ulteriori modifiche per adattarlo alle esigenze tecniche della sua società. Sono indagati anche il generale Francesco Modesto, il collega Antonio Lanzillotti, il colonnello Fabio Cesare è una serie di imprenditori. A coordinare l’inchiesta sono il procuratore aggiunto Giuseppe Cascini, i pm Lorenzo Del Giudice e Gianfranco Gallo. L’imprenditore Francesco Dattola avrebbe messo in piedi un meccanismo che tramite fatture false e operazioni di riciclaggio finanziava azioni corruttive per pilotare grandi appalti anche informatici pubblici.

L’ufficiale di Marina Antonio Angelo Masala era già stato coinvolto nel troncone principale che nell’ottobre 2024 aveva portato all’arresto di Paolino Iorio ex direttore generale di Sogei colto in flagranza mentre incassava una tangente da 15mila euro. Durante le perquisizioni presso la sua abitazione erano o stati poi sequestrati oltre centomila euro. Iorio aveva patteggiato una condanna a tre anni di reclusione. Nel decreto di perquisizione si scrive di “un articolato sistema criminale finalizzato a riciclare ingenti somme di denaro derivanti da reati fiscali e di un complesso è ingegnoso meccanismo di monetizzazione”. Gli illeciti profitti ammonterebbero a poco meno di 600mila euro. Per la procura sarebbe stata violata la libera concorrenza.

27 Marzo 2026

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