E in Ue Orban blocca gli aiuti

Ucraina scaricata da Trump, il ricatto della Casa Bianca sulle garanzie per Kiev: sicurezza in cambio del Donbass ai russi

Esteri - di Redazione

26 Marzo 2026 alle 10:44

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Ucraina scaricata da Trump, il ricatto della Casa Bianca sulle garanzie per Kiev: sicurezza in cambio del Donbass ai russi

Non è ormai una novità, ma sul “dossier” Ucraina i desiderata di Donald Trump corrispondono in maniera inquietante con quelli del suo omologo russo Vladimir Putin.

Lo ha ammesso candidamente il leader ucraino Volodymyr Zelensky, che in una intervista all’agenzia di stampa Reuters ha sottolineato come da Washington l’offerta di garanzia di sicurezza per Kiev sono subordinate ad un accordo di pace tra la parti in cui l’Ucraina ceda l’intera regione orientale del Donbass alla Russia, nonostante il Cremlino ne occupi meno dell’80 per cento e al prezzo di enormi perdite in fatto di uomini sul campo.

Gli americani sono pronti a finalizzare le garanzie ad alto livello non appena l’Ucraina sarà pronta a ritirarsi dal Donbass”, ha affermato Zelensky nel colloquio, in cui ha sottolineato soprattutto come un tale ritiro comprometterebbe la sicurezza dell’UCraina e, per riflesso ed estensione, dell’Europa.

Parole che di fatto “smentiscono la smentita” della Casa Bianca dello scorso gennaio, quando l’amministrazione Trump negò l’indiscrezione riferita dal Financial Times: secondo il quotidiano finanziario il governo Usa aveva fatto sapere all’Ucraina che le garanzie di sicurezza americane sarebbero state subordinate a un accordo di pace con la cessione del Donbass, rivendicato dalla Russia di Putin.

Nella sua intervista alla Reuters Zelensky evidenzia poi come al momento il processo di “pace” sull’Ucraina sia sostanzialmente in stallo, fermo a causa delle attenzione di Washington sull’Iran e sulle conseguenze nel Golfo Persico dell’attacco congiunto assieme ad Israele contro la Repubblica Islamica, che ha scatenato la risposta del regime di Teheran e soprattutto uno shock economico ed energetico a livello planetario.

“Il Medio Oriente ha sicuramente un impatto sul presidente Trump e credo anche sulle sue prossime mosse. Il presidente Trump, purtroppo, a mio parere, continua a scegliere una strategia che esercita maggiore pressione sulla parte ucraina”, ha ammesso Zelensky nell’intervista.

Per il presidente ucraino osservatore interessato della situazione in Medio Oriente è proprio Vladimir Putin: a Mosca si scommette sul fatto che la Casa Bianca perderà interesse nei colloqui e si sfilerà dal negoziato.

Parole che arrivano mentre il Paese è ancora martellato dagli attacchi russi: martedì erano stati oltre mille i droni Shahed lanciati anche nelle aree dell’Ovest ucraino, mentre si avvicina una primavera che potrebbe segnare un nuovo rilancio dell’offensiva terrestre da parte del Cremlino.

Un quadro in cui non aiuta l’inerzia europea, col veto ungherese del leader filo-russo Viktor Orban che continua a bloccare i 90 miliardi di aiuti Ue necessari all’Ucraina per continuare a resistere a Mosca.

Non è un caso se da più parti in Europa si invoca il ricorso all’articolo 7 del Trattato sull’Unione europea, che permetterebbe di togliere all’Ungheria il diritto di veto nelle riunioni del consiglio europeo: per farlo però servirebbe una grave violazione dei valori Ue, di fatto già sotto gli occhi di tutti. L’attesa nei palazzi di Bruxelles è però rivolta al 12 aprile, giorno delle elezioni in Ungheria in cui per la prima volta Orban rischia seriamente di uscire sconfitto dallo sfidante Peter Magyar.

di: Redazione - 26 Marzo 2026

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