Bergamo

Insegnante accoltellata, il manifesto del 13enne: “La ucciderò tanto non posso essere processato, dolce vendetta per umiliazioni”

Ritrovati gli scritti del ragazzo: "La mia vita è dettata da adulti a cui non importa di me. La mia insegnante di francese non vuole altro che riempirmi la vita di dolore e sofferenza abusando del suo potere". Il crollo dopo la diagnosi di ADHD

News - di Redazione Web

26 Marzo 2026 alle 13:48

Condividi l'articolo

Insegnante di francese accoltellata da un 13enne nei corridoi della scuola media dell’ stituto Leonardo Da Vinci di Trescore Balneario (BG) 25 Marzo 2026, Trescore, Italia (Foto Tiziano Manzoni/LaPresse) A French teacher was stabbed by a 13-year-old in the hallways of the Leonardo Da Vinci Institute in Trescore Balneario, Italy. She is in critical condition (BG). March 25, 2026, Trescore, Italy (Photo by Tiziano Manzoni/LaPresse)
Insegnante di francese accoltellata da un 13enne nei corridoi della scuola media dell’ stituto Leonardo Da Vinci di Trescore Balneario (BG) 25 Marzo 2026, Trescore, Italia (Foto Tiziano Manzoni/LaPresse) A French teacher was stabbed by a 13-year-old in the hallways of the Leonardo Da Vinci Institute in Trescore Balneario, Italy. She is in critical condition (BG). March 25, 2026, Trescore, Italy (Photo by Tiziano Manzoni/LaPresse)

Si trova in una comunità protetta, con il consenso dei genitori, il 13enne accusato di aver accoltellato a scuola la sua insegnante di francese a Trescore Balneario, in provincia di Bergamo. La docente è fuori pericolo. Il ragazzo non ha ancora 14 anni, non è imputabile. Non è escluso che i magistrati della Procura dei Minori di Brescia possano chiedere misure di sicurezza come il riformatorio giudiziario o la libertà vigilata. E non è escluso un ricorso sul piano civile per inadeguatezza genitoriale. Al centro delle attenzioni mediatiche soprattutto il video-social dell’accoltellamento registrato dallo stesso studente e una sorta di manifesto programmatico scritto dal ragazzino in cui conferma che “la goccia che ha fatto traboccare il vaso e mi ha spinto a prendere questa decisione radicale è stata la mia diagnosi di ADHD“. È una sorta di accusa non soltanto alla docente ma a tutto il mondo degli adulti.

“Sono giunto alla conclusione che non posso più vivere una vita così. Una vita piena di ingiustizie, mancanza di rispetto e banalità, ne sono stanco, quindi ho deciso che la soluzione perfetta è prendere in mano la situazione. Ucciderò la mia insegnante di francese. La scelta non è casuale, è mirata, le piace prendermi di mira, umiliarmi davanti a tutti, fare commenti cattivi, battute non divertenti e giustificare la violenza contro di me anche quando ero chiaramente la vittima“, si legge nel cosiddetto manifesto. “Quando sono stato preso a pugni da un ragazzino magrolino non ho reagito, gli insegnanti non se ne sono nemmeno accorti, ed erano due, ho dovuto andare da loro e raccontare cosa era successo, e questo evidenzia quanto la scuola stia fallendo. Quando la mia insegnante di francese ha avuto l’audacia di dire che me lo meritavo, il preside non ha fatto nulla, è rimasta impunita per una cosa così grave”.

A proposito della diagnosi del disturbo ha spiegato di avere “difficoltà di attenzione, è un dato di fatto, eppure, quando mi è stato chiesto di fare un test sul mio comportamento, la mia insegnante mi ha dato punteggi bassi per quanto riguarda la distrazione, ma non esita a farmelo notare in classe, e questo mi fa solo arrabbiare. Mi sembra un sabotaggio. Mi sta incatenando a questa vita di difficoltà solo perché non le piaccio”, scrive il giovane. “Avendo solo 13 anni, sono completamente impotente in questa situazione e non posso fare molto per cambiare il percorso che è stato scelto per me. La mia vita è dettata da adulti a cui non importa di me. La mia insegnante di francese non vuole altro che riempirmi la vita di dolore e sofferenza abusando del suo potere. È così impotente nella sua vita che decide che sfogare la sua rabbia su un gruppo di ragazzini delle medie sia un ottimo modo per rilassarsi”.

L’insegnante 57enne è stata accoltellata nel corridoio della scuola media Leonardo da Vinci. È stata trasportata con un elicottero all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, già in volo era stata sottoposta a una trasfusione, ha affrontato un’operazione di due ore. Era in terapia intensiva fino a giovedì mattina, non è più in pericolo di vita. Del ragazzo si sa che vive poco lontano dalla scuola, con la madre e il nuovo compagno della donna, dopo la separazione dei genitori. Frequenta la terza media. Dai suoi scritti emerge anche una consapevolezza della sua situazione giudiziaria, in base all’articolo 97 del codice penale.

“Visto che a quanto pare i ‘ragazzi’ non capiscono cosa sia giusto e cosa no, userò questo a mio vantaggio: non posso essere incarcerato, dato che in Italia l’età minima per la responsabilità penale è 14 anni, non posso nemmeno essere processato, quindi farò quello che ho sempre voluto fare, uccidere lei e chiunque cerchi di impedirmelo”, si legge ancora. “Non è solo un atto di vendetta, è un modo per rompere una routine noiosa nel modo più estremo possibile. Sono stanco di essere banale, di dover fare sempre le stesse cose. Le regole non sono qualcosa che dovrei seguire, sono qualcosa che dovrei infrangere, e non c’è niente di meglio per farlo della vendetta, punire chi mi ha fatto del male. Ho sempre amato infrangere le regole, che fossero etiche, morali o legali, tutte queste cose mi limitano, e se qualcosa sfida la mia libertà, lo sento come un attacco personale alla mia autonomia. Se qualcuno mi dice di non fare qualcosa, il più delle volte mi sento ancora più incline a farlo”.

In un altro passaggio passa anche a spiegare le sue scelte estetiche: da subito, ieri, si era parlato della maglietta con la scritta VENDETTA. “Per quanto riguarda la maglietta, la scelta non è stata casuale. Non ho scelto la solita roba da selezione naturale. Sono unico e non sono una copia di nessun precedente attacco scolastico. Voglio essere riconosciuto per essere andato controcorrente: voglio portare novità. Vendetta non è una parola scelta a caso. Rappresenta ciò che provo, mi sto prendendo la dolce vendetta che merito uccidendo le persone che mi hanno fatto del male”. E ancora: “L’uniforme militare non è una scelta casuale. L’ho scelta perché mi vedo come un soldato che combatte per i propri diritti, diritti che sono stati calpestati. Mi sento anche superiore a tutti i miei coetanei. Sì, a volte sono divertenti, ma mi sento molto più intelligente di loro, e indossare un’uniforme dimostra la mia superiorità rispetto a tutti questi comuni mortali. Non sono più uno di loro, sono qualcuno di migliore, qualcuno che ha avuto la forza di fare ciò che molti non hanno, qualcuno che ha l’intelligenza di capire che nessuno difende veramente noi e i nostri bisogni”.

Nessun dettaglio del suo abbigliamento è casuale, nessuna rivendicazione politica, nessuna ideologia perché “l’unica cosa che conta sono io, nessun altro conta, nessuna vita ha importanza al di fuori della mia. La vita è priva di senso se decidi di viverla come un topo, seguendo una routine quotidiana come uno schiavo“. Il video dell’aggressione dura un minuto e 53 secondi, trasmesso su Telegram, è agli atti dell’inchiesta. Le immagini inquadrano l’insegnante, si vedono le fasi dell’aggressione alla docente, colpita all’addome, a una gamba e al collo. Non è chiaro quante volte. Il ragazzo aveva il telefono appeso al collo per riprendere tutto. L’aggressione si è consumata davanti ad altri alunni. Secondo un’amica del 13enne, che ha parlato a Lapresse, il ragazzo aveva pianificato l’omicidio dei genitori. “Questo piano è stato elaborato sabato, dopo il rifiuto della sua diagnosi di Adhd. Dopo anni di tormenti e maltrattamenti, è crollato e ha colpito”. Il ragazzino è stato fermato da un’insegnante e due collaboratrici scolastiche che l’hanno immobilizzato fino all’arrivo dei Carabinieri. Nello zaino aveva anche una pistola scacciacani, dalle analisi sul suo pc è emerso che avrebbe fatto delle ricerche per fabbricare esplosivi.

26 Marzo 2026

Condividi l'articolo