Caso nazionale
Famiglia del bosco, La Russa riceve i genitori al Senato: “Stemperare clima, lieto che vi avviciniate a condizioni per convivenza”
La lettera della madre: "Abbiamo scelto l'Italia perché aveva gli stessi valori che con cui volevamo crescere la nostra famiglia, non abbiamo mai fatto del male ai nostri bambini"
Cronaca - di Redazione Web
A poco più di una settimana dall’annuncio, a due giorni dalla sonora sconfitta al referendum sulla Giustizia che sta mettendo in una condizione delicata il governo Meloni, come previsto i genitori della cosiddetta “famiglia del bosco”, che da Palmoli era diventato un vero e proprio caso nazionale, sono stati accolti al Senato dal Presidente Ignazio La Russa. Invito che aveva fatto molto discutere, in piena campagna elettorale per il referendum sulla riforma della Giustizia. La Russa aveva confermato ma anche chiarito che si sarebbe tenuto il mercoledì dopo il voto, non quello prima.
A Catherine Birmingham e Nathan Trevallion era stata sospesa la responsabilità genitoriale lo scorso 20 novembre con un’ordinanza del Tribunale per i Minorenni dell’Aquila. Il caso aveva ricevuto un’enorme attenzione mediatica ed era stato politicizzato, in primis proprio da esponenti del governo come il vice primo ministro e segretario della Lega Matteo Salvini e la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Il dibattito si era riacceso a inizio marzo, quando la madre è stata allontanata dai figli collocati in una casa famiglia con un altro provvedimento del Tribunale. Sempre in piena campagna elettorale. E anche in questo caso non erano mancate le speculazioni dei politici.
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“È stato per me un piacere ricevere Nathan e Catherine, perché era mia intenzione cercare di stemperare il clima che si è creato attorno a questa vicenda. Io non ho né titoli né intenzione di mettere in discussione i provvedimenti dell’autorità giudiziaria, né voglio giudicare lo stile di vita di questi genitori”, le dichiarazioni di La Russa in un video condiviso sui social. “Quello che spero possa essere utile è inviare a tutti questa mia moral suasion affinché vengano eliminate le rigidità, in modo da favorire il ritorno a una famiglia unita come voi la desiderate. Sono molto lieto di aver appreso che da parte vostra non vi è nessuna obiezione a che i bambini possano frequentare La scuola, che la casa possa avere i servizi igienici che sono richiesti, e in sostanza le condizioni necessarie per una convivenza voluta. Sono fermamente convinto che non c’è maggior felicità per i bambini di quella che stare col proprio papà e con la propria mamma. Ed è quello che io vi auguro”.
L’incontro è durato poco più di mezz’ora. All’uscita da Palazzo Giustiniani, la madre dei bambini ha letto una lettera. “Abbiamo scelto l’Italia perché aveva gli stessi valori che con cui volevamo crescere i nostri bambini e cioè la famiglia, l’amore, lo stare insieme, il vivere e mangiare in maniera naturale e più di tutto un’esistenza piena di amore e pace dove le persone si supportano. Abbiamo vissuto nel rispetto delle leggi dello Stato e della Costituzione e non abbiamo mai fatto del male ai nostri bambini, non li abbiamo mai privati dei loro bisogni o non abbiamo mai fatto danno ai nostri vicini, al nostro Comune e alla terra in cui viviamo”.
Fissata al 21 aprile l’udienza presso la Corte d’Appello minorile dell’Aquila sul ricorso per il ricongiungimento familiare e la revoca dell’ordinanza di allontanamento. Il Comune ha fornito una nuova casa lontana una ventina di metri da una scuola di montagna. Lo psichiatra Antonio Cantelmi e la psicologa Martina Aiello, consulenti di parte della famiglia, depositeranno intanto una relazione dettagliata per ricostruire gli avvenimenti successivi all’ultima ordinanza relativa all’allontanamento della madre dai figli nella casa-famiglia.