Il voto anticipato

Elezioni in Danimarca, i Socialdemocratici della premier Frederiksen primo partito ma in calo e senza maggioranza

Esteri - di Carmine Di Niro

25 Marzo 2026 alle 10:38

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Elezioni in Danimarca, i Socialdemocratici della premier Frederiksen primo partito ma in calo e senza maggioranza

Vince e resta primo partito, ma col risultato in termini di consenso più basso dal 1903 e con l’incubo ingovernabilità all’orizzonte. Sono numeri deludenti quelli incassati martedì da Mette Frederiksen, la leader del partito Socialdemocratico danese e primo ministro uscente del Paese.

Il partito di centrosinistra, da due mandati al governo, ha ottenuto il 21,9 per cento dei voti nelle elezioni convocate in anticipo dalla stessa Frederiksen nel tentativo di capitalizzare il consenso ottenuto soprattutto nella gestione del caso Groenlandia, il territorio autonomo che fa parte del Regno di Danimarca al centro degli interessi e delle minacce del presidente Usa Donald Trump, respinti da Copenaghen.

Eppure la strategia non ha funzionato: Frederiksen, che sarà probabilmente incaricata di guidare le trattative per formare un governo di coalizione in Parlamento, ha visto il suo partito Socialdemocratico perdere oltre cinque punti rispetto alle ultime elezioni del 2022.

I risultati del voto in Danimarca

Attualmente la prima ministra danese guida un governo di coalizione con i Moderati, il partito centrista dall’attuale ministro degli Esteri Lars Løkke Rasmussen (che ha preso il 7,7 per cento dei voti), e con i liberali di liberali di Venstre guidati dal ministro della Difesa Troels Lund Poulsen (giunti terzi col 10,1 per cento).

Il secondo partito più votato è stato la Sinistra Verde con l’11,6 per cento dei voti, un risultato importante che arriva anche sulla scia della clamorosa vittoria ottenuta nella capitale Copenaghen nel novembre scorso, in cui i Socialdemocratici erano giunti terzi e per la prima volta dopo 122 hanno perso il governo della città. La leader Pia Olsen Dyhr ha sottolineato che manterrà una linea ‘rosso-verde’: “Siamo pronti ai negoziati ma SF non farà parte di un governo blu (con all’interno forze conservatrici, ndr). Non siamo disposti a far parte di un governo a qualsiasi costo”.

Hanno ottenuto il 9,1 per cento gli estremisti di destra del Partito Popolare danese, più del triplo dei voti ottenuti quattro anni fa ma comunque lontani dal loro migliore risultato, il 21 per cento conquistato nelle urne nel 2015.

Gli scenari

Con questo esito del voto, i Socialdemocratici e gli altri partiti di sinistra che formano il “blocco rosso” potranno occupare 84 dei 179 seggi del Parlamento, ma per formare una maggioranza è necessario un quorum di 90 seggi nel Folketinget, il Parlamento danese.

Non meglio hanno saputo fare i partiti di destra del “blocco blu“, che si sono fermati a 77 seggi. Per questo l’ago della bilancia saranno i centristi “viola” (colore ottenuto mischiando il blu al rosso) col loro leader Lars Løkke Rasmussen, che con i loro 14 seggi saranno di fatto fondamentali per la formazione di qualunque esecutivo.

Mercoledì mattina la premier Mette Frederiksen è stata ricevuta da Re Federico X per informarlo sui risultati e sulle conseguenze delle elezioni parlamentari di ieri. Ai suoi sostenitori la leader Socialdemocratica ha spiegato di essere “pronta ad assumersi nuovamente la responsabilità di servire come primo ministro della Danimarca per i prossimi quattro anni, riconoscendo che avrebbe preferito un risultato migliore, ma “oggi non c’è nulla che possa rattristarmi del fatto che i Socialdemocratici siano ancora una volta il partito politico preferito in assoluto dai danesi”.

25 Marzo 2026

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