Il conflitto in Ucraina dopo 4 anni

A Kiev doveva essere una guerra lampo: l’Ucraina è diventata il Vietnam della Russia di Putin

Un blitz per deporre Zelensky e imporre un governatore fantoccio: era questo il piano dello zar. E invece la resistenza ucraina ha sorpreso tutti

Esteri - di Umberto De Giovannangeli

25 Febbraio 2026 alle 09:20

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Andriy Andriyenko/Ukraine’s 65th Mechanized Brigade via AP
Andriy Andriyenko/Ukraine’s 65th Mechanized Brigade via AP

Doveva essere una “guerra lampo”. Al massimo 6 settimane. E poi l’“orso russo” avrebbe sbranato l’Ucraina. I generali felloni avevano presentato il piano del “blitzkrieg” all’uomo del Cremlino, che sognava di diventare il nuovo Pietro il Grande, lo zar di tutti gli zar.

Un commando di 600 Spetsnaz, le forze speciali, deve essere elitrasportato a Hostomel, un piccolo aeroporto quaranta chilometri a nord est di Kiev, e da qui, anche aiutati da squadre «dormienti» di collaborazionisti locali, puntare diritti sulla capitale, eliminare Zelensky con i suoi collaboratori, e quindi instaurare un governo vassallo simile a quello di Aleksandr Lukashenko a Minsk. Ma l’intelligence Usa allerta gli ucraini, fornisce i riferimenti gps del tragitto dei velivoli russi: gli Spetsnaz vengono massacrati sulla pista d’atterraggio di Hostomel. Il piano dell’alto comando di Mosca è stravolto. Le forze russe superano Bucha, arrivano a Irpin, ma alle periferie di Kiev si fermano, per poi ripiegare sulle basi di partenza oltre il confine internazionale. Ai primi di aprile tutta la regione di Kiev è libera. Lo stesso avviene via via a Chernihiv, Sumy, Kharkiv. Quella che Vladimir Vladimirovic Putin non aveva messo in conto era la resistenza popolare ucraina. Doveva essere una passeggiata trionfale. Si è rivelata il “Vietnam russo”. La guerra contro l’Ucraina ha ormai ha superato di ben 43 giorni la Grande Guerra Patriottica, cioè il secondo conflitto mondiale.

Quattro anni dopo, le brigate d’assalto ucraine stanno sorprendendo il mondo. Avanzano da oltre un mese, in più punti del settore meridionale del fronte: hanno cominciato nell’area di Zaporizhzhia, dove la pianura offre opportunità per i movimenti di mezzi corazzati; poi si sono estese più a nord nella zona Huliapole, a ridosso del Donetsk. Al momento, si stima che abbiano occupato 150 chilometri quadrati: il successo maggiore colto da Kiev dall’estate 2024, arrivato proprio nel quarto anniversario dell’invasione. La macchina bellica di Putin non riesce a sfondare. Pokrovsk è circondata da tutti i lati ma nella distesa di palazzi sbriciolati ci sono ancora nuclei di resistenza. Kupiansk è stata rioccupata dai soldati di Zelensky. Gli ultimi assalti ucraini hanno vanificato molti dei successi ottenuti a Huliapole e a Zaporizhzhia. Non ci sono stati passi avanti a Kharkiv e Sumy. Se si studia il cambiamento del fronte dall’estate 2022, quando si è fermata la corsa dell’invasione, si vede che Mosca ha perso le regioni di Kharkiv e di Kherson ed è riuscita a conquistare solo una fetta del Donetsk, oltre a impossessarsi della parte finale del Lugansk.

Un’inchiesta congiunta del servizio russo della Bbc e del sito dell’opposizione Mediazona ha appurato che sono oltre 200.000 i soldati russi morti nei quattro anni di conflitto in Ucraina. Le due testate, servendosi della collaborazione di una squadra di volontari, hanno identificato i nomi di 200.186 caduti, basandosi in particolare sugli annunci di morte, secondo quanto riferisce il sito Meduza. I giornalisti di Bbc e Mediazona ritengono che il 2025 possa essere stato l’anno più sanguinoso per le truppe russe. Infatti, sebbene i nomi ufficialmente confermati lo scorso anno siano 49.935, ci sono “una serie di annunci di morte che non sono ancora stati processati” e, secondo stime preliminari, i morti potrebbero salire a oltre 90.000, rispetto agli 83.706 accertati nel 2024. Secondo i risultati dell’inchiesta, le città con oltre un milione di abitanti risultano essere “quasi non toccate dalla guerra”, perché i due terzi dei caduti accertati provenivano da aree rurali o da centri abitati con meno di 100.000 abitanti. In queste aree, aggiungono gli autori dell’inchiesta, le difficili condizioni economiche fanno sì che sia più comune l’arruolamento volontario di soldati a contratto, che rappresentano la grande maggioranza dei militari impegnati al fronte.

«Quattro anni fa, oggi, la Russia ha dato inizio alla sua guerra di aggressione su vasta scala e illegale contro l’Ucraina. Ancora una volta rendiamo omaggio al coraggioso popolo ucraino, che continua a resistere e a difendere il proprio paese. La Russia non ha raggiunto i suoi obiettivi militari in Ucraina. Non potendo avanzare sul campo di battaglia, prende deliberatamente di mira i civili ucraini e le infrastrutture critiche, comprese quelle energetiche, gli ospedali, le scuole e gli edifici residenziali nel pieno di un inverno rigido. Gli ucraini continuano a dare prova di grande forza d’animo, determinazione e resilienza». È quanto si legge in una nota congiunta del presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, della presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen e della presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola in occasione del quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina.

La guerra continua. Dmitry Peskov, il portavoce del presidente russo ha dichiarato che l’operazione militare speciale – come Mosca chiama ancora l’invasione su vasta scala dell’Ucraina – andrà avanti fino al raggiungimento di tutti gli obiettivi. Lo riporta Ria Novosti. “Gli obiettivi non sono ancora stati pienamente raggiunti, quindi l’Operazione speciale continua”, ha detto ai giornalisti nel quarto anniversario dell’inizio della guerra. L’obiettivo principale ha ricordato, “era garantire la sicurezza delle persone che vivono nell’Ucraina orientale, che sono state davvero in pericolo di vita. Questa è la cosa più importante”.

E il tycoon? Gli Stati Uniti vogliono concludere un accordo per la risoluzione del conflitto in Ucraina entro il 4 luglio, ma in questo momento non sembrerebbero esserci le condizioni, riferisce Bloomberg citando funzionari europei e rappresentanti della Nato. “Gli Stati Uniti insistono per un accordo prima che Trump celebri il 250esimo anniversario dell’indipendenza americana il 4 luglio. Tuttavia, secondo alti funzionari europei e della Nato, non ci sono segnali che lo zar del Cremlino sia pronto a raggiungere un accordo che non soddisfi le sue principali richieste”, osserva l’agenzia Bloomberg. È il 1.462° giorno di guerra in Ucraina. E la fine appare ancora molto lontana.

25 Febbraio 2026

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